Tormaresca Masseria Maime Negroamaro Salento IGT in verticale: pregio ed eleganza in ogni annata

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Con l’arrivo dell’autunno l’Associazione  Italiana Sommelier  ha dato inizio alla stagione di eventi  e degustazioni. L’AIS Bari, in apertura, ha tenuto presso  la  consueta ed elegante  sede Palace Hotel  di Bari la prima delle degustazioni in verticale, ospitando Masseria Maime di Tormaresca.

 
La nota Azienda è stata presentata  dal Presidente Peppino Palumbo che ne ha tracciato il profilo e la storia, insieme all’enologo Davide Sarcinella, che ha illustrato tecniche e percorsi che hanno condotto  al Masseria  Maime Negroamaro in purezza. La degustazione è  stata guidata con grande  perizia dalla professoressa Agnese di Noia, in un percorso dialettico che ha coinvolto  il pubblico in modo attivo con interventi anche del direttore di Vinoway  Davide Gangi.

L’Azienda, presente in Puglia da poco meno di un ventennio, è  suddivisa in due tenute, una nella zona della DOC di Castel del Monte  e l’altra nel Salento. Quest’ultima, Masseria Maime, dà anche il nome a questo elegante  Negroamaro e sorge in una delle zone più  belle della Puglia salentina. La tenuta si estende intorno ad un’antica Masseria del seicento, nel mezzo della quale, l’ampio cortile rappresentava un tempo, il centro delle attività  agricole che andavano dall’ammasso del grano sino alle attività  di vinificazione.

Suggestivo il paesaggio, in cui insieme alle forme tipiche della vegetazione dell’alto Salento, tra foglie d’agave, fichi d’india e ulivi, la vite si sviluppa e si estende sino a finire sul mare, assorbendone sapidità  e sentori. Qui le varietà maggiormente presenti sono il Negroamaro, il Primitivo, lo Chardonnay ed il Cabernet Souvignon. Terreni argillosi e calcarei, una costante ventilazione  permettono l’espressione migliore al vitigno che  più rappresenta il Salento, appunto il Negroamaro.

Questa azienda  che ha investito  in Puglia non solo per il sole, la terra, il clima, ma soprattutto  per  i suoi vitigni autoctoni e  straordinari, effettuando  l’impianto  con cloni selezionati, ed ottimizzando le tecniche di allevamento  e vinificazione, ha puntato sulla qualità,  producendo nel corso del tempo un Negroamaro  capace di esprimere oltre che potenza e struttura,  anche eleganza e longevità. La raccolta delle uve leggermente surmature, il passaggio in barriques di rovere francese e ungherese per almeno  14 mesi, con ulteriore  affinamento  in bottiglia da 18 a 24 mesi, insieme ad una grande cura in ogni passaggio, hanno prodotto  quello che è il Masseria Maime Negroamaro 100% Salento IGT.

Sei annate in degustazione, rispettivamente 2001-2003-2006-2008-2010-2012, e le le più  longeve contenute in poderose magnum che ne hanno preservato a pieno l’integrità  del colore,  dei profumi e di tutta la gamma delle caratteristiche  gusto- olfattive tipiche del vitigno.

L’incipit è  partito dal 2012 vol.14,00%, nel calice un colore smagliante,  con una vivace carica giovanile che emerge dal suo rubino brillante. Al naso l’impatto risulta raffinato, non  esuberante, si apre con un bouquet elegante tra sentori floreali di viola e rosa, tipiche del vitigno, cui seguono piacevoli note fruttate. Si tratta di un frutto rosso e maturo nella sua espressività  dolce e  affiorano anche note speziate che riconducono a chiodi di  garofano e vaniglia, si affacciano la carruba,  una lieve tostatura insieme  a tabacco dolce. Tutti i profumi conferiscono  una idea di equilibrio olfattivo e delicatezza. Il sorso invade la bocca con un tannino elegante e di lunga persistenza, accompagnato  da note di caffè, liquirizia e amarena in confettura. Il finale si dispone su sensazioni  amaricanti.

Poi è la volta del 2010 vol.14,00% che si presenta con un rosso rubino carico e tannini fitti. Domina la ciliegia in confettura e si mescola a guizzi di macchia mediterranea. Subito dopo compaiono note tostate e speziatura  lieve. Si diffondono fini sentori di noce moscata e cioccolato  gianduia. Il sorso è  pieno, persistente e lungo, lascia il posto ad una gradevole sensazione di calore, ad erbe aromatiche tipiche, tra cui il lentisco ,  e ritorna la frutta  matura  in  confettura, frutti scuri, marzapane e zucchero candito. Il bouquet di sensazioni è  davvero ricco.

Il 2008 vol.14,5% presenta un colore fitto, un rosso rubino vivo  con accenni granati. Dal calice affiorano subito la speziatura con espressioni di  tostatura e tabacco . Il frutto  compare soltanto in seguito come prugna in confettura.  Il finale conduce a note balsamiche con accenni di china. Il suo ingresso è una vera sorpresa, arriva morbido e carezzevole, avvolgente,  vellutato con grande equilibrio ed eleganza. Appare domato e sa legarsi alle altre componenti in una sintesi equilibrata tra noce, cocco, caffè e tabacco  insieme a gradevoli note balsamiche e ad un accenno di cuoio.

Arriva il 2006 vol.13,5% col suo colore rubino intenso e profondo ed i suoi sentori che conducono subito ad erbe  mediterranee,  ad un fluttuante vegetale insieme  a rabarbaro e ad una  gradevole mineralità. Solo in seguito giungono la mora e il  mirtillo, cui si aggiunge una elegante, assolutamente leggera tostatura. L’ingresso si manifesta in un sorso goloso, gustoso e sapido che  ci ricorda la vicinanza al mare.

Il 2003 vol.14,00% appare integro nel colore, nonostante  la presenza di note evolutive. Il tannino è  austero e si può  notare un buon equilibrio tra alcol e freschezza. I profumi  sono quelli della frutta cotta in confettura che si accompagna alla carruba e a sottili sfumature  di fiori secchi. Si arriva ad un finale con note salmastre e iodate, regalo della vicinanza dei vitigni al mare, insieme  ad accenni  di evoluzione.

L’annata più  longeva, il vero gioiello, cartina di tornasole della tenuta nel tempo di questo vino, è il 2001 vol.14,50%. Un sorprendente colore, assolutamente vivo e brillante, un rubino profondo con riflessi granati. Subito  si avverte una importante e persistente speziatura tra chiodi di garofano e vaniglia, cui seguono note balsamiche ed un leggero tocco di etereo. Al suo ingresso il tannino risulta ancora  importante. Il sorso lo si avverte di grande  struttura, potente, energico e vivo. Intanto si diffondono note balsamiche e frutta  in confettura. Il finale riporta ad un fine pout pourri e tabacco. Quindici anni di grande struttura  e di assoluta longevità.

Una interessante  comparazione  giunge dall’assaggio portato in degustazione di una annata decisamente  piu  recente il 2013 , non ancora in commercio. Un’annata  che ha un lungo percorso  davanti a sè.  Leggero nella sua colorazione rubino, al naso è  di grande intensità  e persistenza. Un bouquet  molto fresco, in cui il frutto  è  integro e i fiori rossi insieme alla lavanda e a note balsamiche regalano una gradevole  complessità all’olfatto. Il sorso è  pieno, tannico, lungo e persistente,  ricco di sapidità  e ritorni aromatici in cui liquirizia, note tostate e caffè  sono vivacizzate da frutti rossi importanti e ancora freschi.

La proposta culinaria in abbinamento a chiusura di queste degustazioni  dai toni poderosi, è  un primo piatto composto da foglie di ulivo con funghi cardocelli, pomodorini e salsiccia di cinghiale. Una chiusura che suggerisce un ulteriore assaggio per ciascuna annata, cercando di individuare il sorso meno sovrastante rispetto ad un  piatto dai toni morbidi.

Questa, una verticale  in cui le tecniche di produzione  e di vinificazione  sono state portate in primo piano, suggerendo  come uno stesso  vitigno possa nel tempo produrre risultati  differenti e prodotti  diversi. Pregio ed indiscussa eleganza in ogni annata.

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