Incanto e successo per la Vinoway Wine Selection 2022

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Anche quest’anno, presso  il lussuoso Nicolaus Hotel di Bari, si è ripetuta la magia della Vinoway Wine Selection 2022, l’affascinante manifestazione organizzata dall’Associazione Culturale e di Promozione Vinoway Italia, con una due giorni, 2 e 3 ottobre, ricca di ospiti, premiazioni e degustazioni in masterclass, che ha visto coinvolte le figure di maggiore spicco del mondo enoico.

 
È incominciata intorno alle 21 la Dinner with Stars, una cena di gala con spettacolo musicale e premiazioni. Hanno condotto la serata Davide Gangi, presidente di Vinoway ed ideatore della manifestazione, Gioacchino Bonsignore, noto giornalista e curatore di rubriche a tema gastronomico, Marinela Ardelean, grande esperta del mondo del vino nonché ambasciatrice dello Champagne, Isabella Perugini, autrice di programmi tv tra cui I Signori del Vino e  Marco Carapacchi, sommelier e collaboratore per la Vinoway Wine Selection.

Atmosfera di grande eleganza in cui sono stati premiati ospiti di  valore come il giornalista  Rai Marcello Masi, l’enologo Leonardo Palumbo, l’architetto Fiorenzo Valbonesi, la giornalista e scrittrice Leila Salimbeni.

            

Uno spazio notevole è anche stato dedicato alla premiazione  degli  enologi come Andrea Pala e Beppe Caviola, titolo ad Eros Teboni come miglior sommelier.

Premio riconosciuto anche ad Aurora Ursino, agronoma, una figura fondamentale nel mondo vino,  spesso lasciata nell’ombra, ma essenziale per tutte le operazioni di conduzione dei vigneti. Marilena Barbera, invece, premiata come miglior vignaiola.

Tra i promoter il premio è andato a Roberta Accardo ed a Mauro Maugliani, mentre i premi speciali sono stati assegnati a Luca da Lozzo, enologo a Carmelo Rollo Presidente Legacoop Puglia e Marcello Masi.

              

Ma i veri protagonisti della serata sono stati i Vini, per i quali sono stati consegnati attestati di merito in base al punteggio ottenuto in degustazione, con una selezione scaturita da circa 4000 assaggi, in un range dagli 88/100 sino ai 97/100, secondo una linea di valutazione che esclude a priori il 100/100, in quanto l’idea di perfezione è di per stessa inafferrabile.

Ad impreziosire l’evento, la consegna di pregiatissime opere della pittrice Arianna Greco, originalissima artista che dipinge utilizzando il vino come esclusivo elemento per creare il cromatismo delle sue tele, e i manufatti  artigianali del noto sarto e stilista Angelo Inglese.

La serata è stata allietata da una band che ha consentito ai presenti di godere di un clima conviviale gradevole e divertente. Un momento di condivisione di successi intorno ad una cena il cui menù ha reinterpretato le tipicità della Puglia con modernità e gusto.

Una diretta Streaming su Vinoplay.com ha permesso a chi non ha avuto modo di prenderne parte, di condividere le emozioni anche a distanza.

La premiazione delle Migliori Etichette, è invece avvenuta domenica mattina 3 ottobre e sono risultati vincitori rispettivamente per la categoria dei vini rosati Aka Rosato IGP Salento 2020 dei Produttori Vini Manduria, Murgia Rosato IGT Murgia 2020 Terre Carsiche.

Per la categoria dei vini bianchi Battigia Bianco IGT Salento 2020 di Paolo Leo, a seguire Cerdena Bianco DOC Vermentino di Sardegna 2017.

Per la categoria dei rossi Tino Rosso IGT Toscana 2014 di Tenute Rossettie e Onirico Rosso IGP Puglia 2018 di Terre dei Vaaz.

Per i vini spumanti La Hoz Brut Nature Spumante 2016 di Umani Ronchi e Villanova Brut Rosé Spumante della Cantina Produttori di Carema.

Una selezione complessa, avvenuta grazie al lavoro del Team di Neuroscienze della IULM di Milano sotto la supervisione del prof. Vincenzo Russo, docente di Psicologia e Neuromarketing, che ha illustrato le dinamiche sottese alle scelte fatte, in base a quella che si prevede potrà essere l’opzione del consumatore.

Infatti, gli studi dimostrano che sono soprattutto le emozioni a guidare l’acquisto di un vino, tranne che si tratti di un esperto del settore, capace di rendere razionale la propria scelta. È anche possibile identificare gli elementi essenziali che veicolano la scelta, come il design dell’etichetta, il contrasto lucido opaco, a favore del primo, perché in grado di richiamare l’idea dell’acqua, elemento essenziale per la sopravvivenza. Anche il colore della capsula e la forma della bottiglia possono essere determinanti, perché associati a sensazioni piacevoli, infatti i colori anticipano tutti gli altri elementi e non devono esserci incongruenze cromatiche. È l’intelligenza emotiva che domina le scelte, tanto che negli assaggi  alla cieca, riscuote più successo il vino che si crede costi di più, e risulta più gradito quello degustato con musica dolce, poiché anche i suoni influenzano la percezione del gusto.

Il momento centrale del convegno è stato dedicato alla presentazione del nuovo aggiornamento della App Vinoway Wine Selection 2022, in free download in tutto il mondo, con le  nuove funzionalità, una grafica aggiornata e la versione in lingua inglese.  È stata anche lanciata la Vinoway Academy, uno strumento di formazione accademica per tutti gli appassionati del mondo enoico che rappresenta la nuova dimensione per fare cultura del vino.

Il consueto Salotto di Vinoway, moderato da Davide Gangi, ha poi trattato un tema molto vivo in questo particolare momento storico,“L’enoturismo in Italia: strategie per ripartire”.

Sono intervenuti, Gioacchino Bonsignore, che ha puntato l’attenzione  sulla necessità di creare una più facile tracciabilità, anche attraverso una opportuna segnaletica delle Cantine e degli agriturismi, che spesso per gli ospiti stranieri, risultano difficili da raggiungere. Sebastiano De Corato, vicepresidente del Movimento Turismo del Vino, ha ricordato l’attività  di promozione e di sviluppo del turismo enoico, operata dall’Associazione, che ha consentito l’apertura verso un nuovo modo di fare ospitalità. Ma allo stesso tempo ha fatto notare come molte cantine non siano ancora pronte per l’accoglienza,  intesa come capacità recettiva verso qualunque tipo di turista, non necessariamente  esperto. Luigi Seracca proprietario del Resort e Cantina Castello Monaci, ha proposto l’idea di dare un volto diverso all’enoturismo, immaginando che possano proporsi visite in cantina che consentano anche di sperimentare i processi di lavorazione. È poi intervenuto il Senatore Dario Stefano, introducendo l’argomento  attraverso la presentazione del suo libro dal titolo “Turismo del Vino in Italia“. Un testo, nato dall’esigenza  di raccogliere la normativa sull’enoturismo per evitare che le strutture possano incorrere in sanzioni per effetto di una ospitalità improvvisata e quindi non a norma anche da un punto di vista amministrativo. L’Italia, estremamente variegata per territorio e tradizioni, per vitigni autoctoni e per radici gastronomiche, risulta naturalmente vocata all’enograstronomia, ma è necessario coltivare e tramandare le tradizioni. Un intervento di  Marcello Masi, va appunto a sottolineare come le radici contadine, le antiche ricette corrano  il rischio di scomparire se non si fa di loro un patrimonio da coltivare e custodire anche attraverso scuole di  formazione. L’Italia,  col suo immenso  patrimonio ampelografico, ha visto crescere il turismo grazie a riviste americane, che con il loro racconto hanno portato sul territorio  molti stranieri, ma che non siamo in grado di accogliere perché le cantine sono obsolete nel loro concetto di accoglienza. Questo, a conclusione del dibattito, il pensiero espresso da Alessandro Rossi di Partesa for Wine.

Il panoramico roof garden dell’Hotel ha accolto gli ospiti per un brunch prima di passare all’ultimo step dell’evento: la stupefacente Master Class con i Vini presentati dagli enologi premiati da Vinoway dal 2019 al 2021. Presenti Marco Mascellani, Nicola Biasi, Andrea Pala, Umberto Trombelli, Mariano Murru, la produttrice Marilena Barbera e in collegamento meet Walter Massa.

Ha condotto la serata Davide Gangi, modulando le degustazioni tenute da Eros Teboni ed Alessandro Rossi in un incalzante ritmo suggerito dal lessico delle emozioni emerse dalle sensazioni olfattive e gustative. Nove vini bianchi, dal bianco carta allo sfumato arancio e nove vini rossi di grande valore.

Vitigni rari, sottozone e vini con una tradizione consolidata hanno stupito la vista, l’olfatto e il palato, creando una traccia nella memoria di chi ha avuto la fortuna  di esserci, difficilmente cancellabile.

Per rivivere le emozioni della due giorni, clicca qui

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