Il Governo umilia e distrugge la ristorazione e tutto l’indotto!

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In data 25 Ottobre 2020, il Premier Conte ha indicato le nuove regole da seguire per fronteggiare l’emergenza Covid-19, stabilite nel nuovo DPCM che sarà in vigore fino al prossimo 24 Novembre.

 
Tra le nuove disposizioni, troviamo purtroppo la decisione della chiusura di bar e ristoranti dopo le ore 18.00 che ad oggi registrano un crollo di fatturato del 50%-60% e di un terzo degli occupati.

Quella della ristorazione è stata sin dallo scorso Marzo tra le categorie più colpite dai DPCM, quando i gestori dei locali iniziarono a trovare nuove soluzioni come il delivery pur di non chiudere completamente l’attività, con i conseguenti danni economici. Da gennaio ad agosto la perdita media di fatturato nel settore è del 40%, ma con un 30% di esercizi che ne ha perso fino l’80%.

La chiusura alle ore 18 porterà comunque grandissimi disagi ai ristoratori, in quanto si rischia di vedere più di 110mila attività abbassare definitivamente le saracinesche quest’anno, con la riduzione complessiva della spesa delle famiglie nel 2020 che potrebbe raggiungere i 95,8 miliardi.

Non sono mancati gli interventi autorevoli da parte di personaggi dell’indotto, tra cui il Presidente Mondiale degli Enologi Riccardo Cotarella che, nei giorni scorsi, aveva cosi commentato: “Le chiusure anticipate al pomeriggio o alla mezzanotte per ristoranti, bar e pub, seppur forse necessarie per scongiurare un nuovo lockdown totale, stanno già avendo delle ripercussioni negative sul mondo del vino che, a fatica, già tentava di rialzarsi dopo quanto accaduto la scorsa primavera”.

Deciso anche l’intervento del noto giornalista e produttore di vino Bruno Vespa, che scrive così sul suo account Facebook:“Se bar e ristoranti non rispettano le distanze, vanno chiusi. Se le rispettano non creano assembramenti e limitarne la chiusura alle 18 distrugge una categoria senza vantaggi per la comunità. Chiudere significa ammettere di non saper controllare”.

Dietro alla chiusura “parziale” di bar e ristoranti, c’è un universo che va molto al di là di quanto è visibile a occhio nudo e che è fatto di altre centinaia di imprese e migliaia di addetti che stanno attraversando una crisi devastante al pari dei dettaglianti, ovvero tutto l’indotto, come fa notare sul suo account Facebook il Presidente dell’Associazione Culturale e di Promozione Vinoway Italia, Davide Gangi, che ha così commentato:“Un Governo di incapaci mette a repentaglio la Vita e la Sopravvivenza di molti comparti. Gli italiani non dimenticheranno questa scelta scellerata!”.

Parliamo delle filiere del pane, della pasta, delle lavanderie, del turismo, degli agenti di commercio, della carne, del pesce, dell’ortofrutta, dei latticini e del vino che da qui a breve affronteranno tantissime difficoltà per poter portare avanti aziende ed attività.

Fipe Confcommercio, pertanto, chiede al Governo ristoro a fondo perduto, proroga del credito d’imposta sulle locazioni, blocco degli sfratti, cassa integrazione e sospensione delle scadenze fiscali come Ires e Irpef.

Le conseguenze della chiusura anticipata saranno tante, si tratta dell’ennesimo danno economico all’intero comparto che sarà nuovamente costretto a mettere in cassa integrazione tantissimi lavoratori senza garanzie per il futuro.

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