W. Massa e G. Fino Live Vinoway: Voucher per il settore vitivinicolo

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“Confronto tra Viticoltori e Ristoratori” è lo slogan della seconda diretta organizzata da Vinoway ai tempi del Corona Virus moderata dal nostro Direttore Davide Gangi.

 
Presenti nelle vesti dei vignaioli: Walter Massa, la più autorevole voce del Timorasso e Gianfranco Fino, noto produttore pugliese; mentre nelle vesti di Chef stellato e patron dell’omonimo Ristorante di Orsara di Puglia c’è Peppe Zullo. Il tutto moderato da Alessandro Rossi, uno dei wine manager di Partesa Vini e Davide Gangi, Presidente dell’Associazione Culturale e di Promozione Vinoway Italia.

Un riassunto della Live Vinoway.

Dopo averci raccontato la loro storia si entra nel merito della situazione attuale e delle probabili conseguenze post Covid-19. Gianfranco Fino non esita a manifestare la propria perplessività sul ripiego  della manodopera proveniente dall’estero. Valorizza fortemente l’ipotesi di “assunzione” dei braccianti attraverso l’utilizzo dei voucher, attaccando i sindacati agricoli che sono in netta contrapposizione. Non nasconde il suo dissenso verso il reddito di cittadinanza che si è rivelato, per molti, una buona opzione all’ozio retribuito anziché al lavoro guadagnato. Il suo sentimento è forte e manifesta a gran voce di volersi “spogliare” dalle vesti dell’assistenzialismo di cui tanto viene accusato il Sud Italia.

Walter Massa si trova sulla stessa linea di pensiero. Secondo lui i sindacati non hanno rovinato l’Italia ma l’hanno letteralmente sterilizzata, attribuendo così colpe storiche all’eliminazione dell’apprendistato.

Nomina più volte Maurizio Landini, segretario generale della CGIL e l’attuale Ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova condividendo il loro operato e plaudendo il riconoscimento a procedure più snelle per la manovalanza in agricoltura.

Anche Massa dissente sul reddito di cittadinanza dichiarando: “Il reddito di cittadinanza è un’offesa per i lavoratori ed è solo un reddito per i pelandroni!”.
Ci spiega cos’è il lavoro … che altro non è se non amore. “Ci sono tanti giovani sommelier che agognano la possibilità di dare una mano in vigna. Non si tratta di lavorare ma si tratta di amare. Questi amanti del lavoro (come anche studenti dell’alberghiero, suggerisce Fino) vanno retribuiti pagando le tasse. I voucher sono l’unica possibilità per dare spazio al settore e risollevare i lavoratori dalla cassa integrazione”.

Ci si chiede se abbassare l’IVA dal 22% al 10% possa essere una ipotetica soluzione e Alessandro Rossi ci spiega la differenza tra caro e costoso. Ci racconta dell’Italian Style e che non rinunceremo mai al piacere della vita, come una bella vacanza o al piacere di bere un buon vino. Abbassare l’IVA sarebbe un palliativo ma occorrono soluzioni maggiori.

“Assolutamente NO alla cessione del vino in conto vendita presso le attività ristorative. Il padrone del denaro è l’ultimo che lo riceve ma, se si ferma la catena, c’è qualcosa che non va”.

Si affronta il tema della ristorazione che ha battuto cassa sin dall’inizio dell’emergenza. Fino e Massa dichiarano che nonostante la legge preveda i pagamenti a 60gg ci sono fatture emesse da un anno che non sono state ancora liquidate.

La ristorazione riceve pagamento cash immediato, avendo anche ricarichi che toccano il 130% … perché non pagano il vino acquistato?

Peppe Zullo ci spiega il ruolo del ristoratore e il ruolo dell’improvvisatore che rovina la categoria.

Walter Massa identifica i vignaioli come dei privilegiati e non dei piccoli faccendieri. Il distributore deve mantenere il suo ruolo, come il vignaiolo il suo. Il vino che rimarrà in cantina sarà un privilegio per il produttore perché “un vero vignaiolo è tale se può cacciare una bottiglia della Sua Storia”. E segue: “Invito i vignaioli a non calare le braghe, smettiamola di dire che l’Italia dev’essere il più grosso produttore di vino … dev’essere il più grande!”

E con un gran cin e l’hashtag #iobevoitaliano ci si vede alla prossima diretta!

Per seguire il video integrale della diretta clicca qui.

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