Il Crollo del Movimento Turismo del Vino Puglia

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Per anni considerato un punto di riferimento per l’enoturismo pugliese, oggi il Movimento Turismo del Vino Puglia si trova in una fase di profonda crisi. La liquidazione dell’organizzazione e l’avvio di un’indagine della Procura di Bari rappresentano l’epilogo di una vicenda che solleva seri interrogativi su gestione, efficacia e trasparenza di un progetto che aveva raccolto fiducia nel settore vitivinicolo regionale.

Secondo quanto emerge dagli atti d’indagine, i reati ipotizzati includono truffa aggravata, falso ideologico, malversazione e associazione per delinquere finalizzata alla gestione illecita di risorse pubbliche. Accuse che, se confermate, delineerebbero un contesto gestionale fortemente opaco e poco inclusivo. La Regione Puglia, che avrebbe dovuto esercitare un attento controllo sul corretto utilizzo dei fondi pubblici, si è costituita parte civile nel procedimento, come è giusto che sia. A questo punto, potrebbero costituirsi parte civile anche tutti quei produttori onesti che hanno pagato regolarmente la quota annuale e che avevano creduto con fiducia nella missione del consorzio? Non farebbe una piega!

Tutte le osservazioni qui esposte si basano su fonti ufficiali e atti preliminari. Non si formulano giudizi o condanne, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza fino agli eventuali verdetti della magistratura.

Facciamo un passo indietro.

Il MTV Puglia era nato con uno scopo condivisibile: valorizzare la cultura del vino, sostenere le cantine, promuovere il territorio. Al consorzio aderivano oltre 70 aziende vitivinicole pugliesi, ognuna delle quali versava una quota annuale. Tuttavia, non sono mai stati resi noti con chiarezza i criteri di selezione per poterne far parte, alimentando dubbi e perplessità all’interno del settore. Grazie a un forte accesso a fondi pubblici, era riuscito a ottenere una posizione di rilievo. Tuttavia, secondo quanto denunciato da diverse realtà locali, l’organizzazione si è progressivamente trasformata in una struttura interna fortemente centralizzata e poco dialogante.

A guidare il MTV Puglia per oltre un decennio sono stati Vittoria Cisonno, direttrice storica, e Sebastiano de Corato, riferimento strategico nelle decisioni dell’ente. Sotto la loro leadership, l’organizzazione ha avuto riconoscimenti ufficiali, ma con il tempo si è composta una governance percepita come chiusa, dove le decisioni spettavano a pochi, almeno così si dice.

Nel registro degli indagati figurano ex vertici e collaboratori operativi. I quattro soggetti rinviati a giudizio non sono stati ancora ufficialmente nominati dalle fonti investigative.

Tra le realtà coinvolte, spicca Tirsomedia s.r.l., nella figura di Domenico Cirsone, incaricata di comunicazione, logistica, eventi e supporto amministrativo al Movimento Turismo del Vino Puglia. La sua vicinanza personale alla leadership è considerata centrale dall’inchiesta. Vittoria Cisonno, consorte di Domenico Cirsone, risultano vivono da molti anni all’estero, precisamente in Portogallo.

Negli ultimi anni, nuove figure dirigenziali del MTV Puglia, hanno cercato di introdurre maggiore trasparenza, riorganizzare i bilanci e rilanciare i rapporti con il territorio. Ma il danno reputazionale era ormai consolidato: molte cantine avevano perso fiducia, mentre il valore percepito del MTV Puglia si deteriorava. Un approccio più proattivo nei tempi giusti avrebbe potuto limitare l’escalation. Invece, le correzioni arrivarono quando la caduta era già in atto. Paradossalmente, per quanto si apprende, era stata addirittura celata dalla gestione precedente l’esistenza di un’indagine in corso da parte della Guardia di Finanza ai nuovi dirigenti.

Questa vicenda è la fotografia di un fallimento istituzionale che richiede un ripensamento complessivo. Il mondo del vino pugliese merita modelli trasparenti, strutture realmente partecipative e rappresentanze autorevoli. Non servono solo volti nuovi, ma una nuova etica della rappresentanza basata su regole chiare, apertura, meritocrazia e visione inclusiva. Chi ha operato con integrità e serietà deve essere valorizzato e messo al centro. Chi è sotto indagine, se certi reati venissero confermati, dovrà rispondere nelle sedi competenti, ma non potrà più rappresentare un comparto in cerca di credibilità.

Il Movimento Turismo del Vino Puglia era un simbolo alto. Oggi è al capolinea. Ma ogni fine porta con sé una domanda: cosa abbiamo imparato?

La credibilità, una volta persa, è difficile da ricostruire. Tuttavia, è proprio nei momenti più bui che si può decidere di cambiare rotta. Le istituzioni, i produttori onesti, i professionisti del settore hanno ora l’opportunità di ricostruire su basi nuove. Più trasparenti, più giuste, più condivise.

Il vino non è solo prodotto economico, ma cultura, identità, futuro. Ed è giunto il tempo di restituirgli la dignità che merita. Con memoria, rigore e soprattutto coraggio.