Il mio 25° Vinitaly: una storia d’amore lunga una vita
Scritto da Davide Gangi | Pubblicato in fatti, vino
Sono passati 25 Vinitaly da quando ho varcato per la prima volta quei cancelli.
Allora ero solo un giovane appassionato, innamorato del vino, della sua cultura, delle sue storie. Ricordo ancora l’emozione del primo padiglione: era il Piemonte. Un mondo intero racchiuso tra profumi, etichette, racconti e sorrisi. Gli assaggi mi lasciavano senza parole, i volti dei produttori mi affascinavano, e ogni bottiglia era come una piccola opera d’arte.
Non avevo ancora un progetto, ma avevo già dentro una visione. Una voce che mi spingeva a fare qualcosa di più, a raccontare quel mondo con occhi diversi.
Negli anni, quella voce è diventata un’urgenza. E così, con il coraggio che a volte solo la passione ti sa dare, ho lasciato il mio lavoro, ho abbandonato le certezze e mi sono buttato in questa folle avventura chiamata Vinoway.
All’inizio eravamo solo io e Alessandro Ren. Io con la visione, la passione bruciante, il desiderio di creare qualcosa di completamente nuovo nel mondo del vino. Lui con la mente ingegneristica, lucida, razionale, capace di tradurre i miei pensieri in strutture concrete, funzionanti, solide.
Abbiamo cominciato senza mezzi, senza soldi, senza finanziamenti. Solo idee, determinazione e notti insonni.
Per portare avanti il sogno, ho dovuto attingere alle mie piccole riserve personali, sacrificare comodità, rinunciare a certezze. Ma non ho mai mollato. Perché quando credi davvero in qualcosa, non c’è piano B. C’è solo andare avanti, un passo alla volta.
Vinoway è nata dalla mia visione, dalla mia urgenza di raccontare il vino con un linguaggio nuovo, libero, umano.
Mi piace definirla al femminile, perché Vinoway non è un progetto, è una presenza viva, una compagna di viaggio, una creatura che ho accudito, protetto, fatto crescere con amore e ostinazione.
Ha avuto momenti fragili e altri pieni di energia, ha saputo essere dolce e rivoluzionaria insieme.
Per me, Vinoway è una lei: elegante, vera, imprevedibile. E profondamente mia.
Ma non l’ho fatta da solo.
Abbiamo anche litigato, tanto, io e Alessandro. Perché entrambi non ci accontentiamo. Perché siamo esigenti, veri, diretti. Ma proprio per questo ci siamo sempre rispettati.
E anche nei momenti più duri, ci siamo ritrovati sullo stesso orizzonte: quello di un progetto che oggi rappresenta un punto di riferimento per la comunicazione del vino italiano.
Lui ha sempre scelto di restare dietro le linee. Non ama apparire, non cerca riflettori, ma il suo contributo è stato – ed è – importante.
Accanto a me c’è stato Pino De Luca, spirito libero, pensatore raffinato. Il mio “grillo parlante”, la voce che mi ha aiutato a riflettere, discutere, migliorare. Con lui sono nati i primi confronti profondi, i primi contenuti che andavano oltre la recensione, per arrivare alla vera anima del vino.
Tra le presenze più preziose c’è mio figlio, Stefano. All’inizio ha scelto di restare dietro le quinte, ma oggi il suo ruolo è decisivo e fondamentale. È lui che garantisce equilibrio, visione strategica, solidità operativa.
Stefano è il cuore forte e silenzioso di Vinoway: la persona su cui posso contare sempre.
Vederlo crescere dentro questo sogno è la mia soddisfazione più grande.
Antonio Scatigna, persona di rara sensibilità, è uno di quei professionisti che non si limitano a fare bene il proprio lavoro, ma lo vivono con passione e profondità. Con Antonio ho condiviso idee, visioni, confronti intensi. È una presenza preziosa, capace di unire rigore tecnico e capacità comunicativa, apparentemente tradionalista ma sempre con lo sguardo rivolto al futuro. Credo di avergli insegnato qualcosa.
Durante la pandemia, in un periodo in cui il mondo si è fermato e il settore del vino rischiava di spegnersi nel silenzio, noi non ci siamo mai fermati. Ogni giorno, con coraggio e determinazione, ci siamo collegati online con i più grandi protagonisti del vino italiano e internazionale: produttori, enologi, importatori, giornalisti, comunicatori.
Abbiamo creato una vera e propria rete globale, con collegamenti anche dall’estero, portando la voce del vino oltre ogni confine e ogni lockdown.
In un’epoca di isolamento, Vinoway è stata connessione, dialogo, speranza.
In tutti questi anni di attività, crediamo di aver portato qualche novità concreta e riconoscibile nel mondo del vino italiano.
La Vinoway Selection, la Vinoway Academy, i tantissimi eventi e collaborazioni nate lungo il cammino sono solo alcune delle tappe di un progetto che ha saputo unire comunicazione, cultura, approfondimento, emozione.
Abbiamo dato spazio al merito, raccontato territori con autenticità, promosso contenuti di valore.
E soprattutto, abbiamo conquistato la fiducia dei giovani talenti, che oggi ci riconoscono una grande credibilità, perché non promettiamo visibilità facile, ma ascolto, confronto e serietà.
Questa è, per me, la più grande vittoria.
Nel corso degli anni, tanti collaboratori hanno attraversato la galassia Vinoway. Alcuni sono rimasti, altri hanno seguito strade diverse, ma ognuno ha lasciato qualcosa. E io sono grato a tutti. Perché ogni voce ha contribuito a rendere questo progetto un coro.
Un capitolo speciale è quello scritto con Alessandro Rossi. Con Alessandro è nata una profonda amicizia, basata sulla stima reciproca, sulla condivisione di valori, sulla voglia di costruire qualcosa che lasci un segno. La sua competenza, unita a una sensibilità rara, ha dato ancora più forza, nell’ultimo periodo, alle nostre visioni comuni.
Una volta, un giornalista – non pugliese – mi disse:
“Devi essere molto orgoglioso di quello che hai realizzato. Se dovessi ricominciare, lo rifaresti?”
Io gli risposi di no.
Non perché non ne valga la pena.
Ma perché non pensavo ci volesse così tanto tempo.
Così tanta fatica, così tanta dedizione, così tanta vita.
Ma ora che ci sono dentro, non riesco a smettere di crederci.
Questo sarà il mio 25° Vinitaly.
E ancora oggi, ogni volta che entro in quei padiglioni, mi emoziono come la prima volta.
Perché Vinoway non è solo un lavoro.
È una parte di me.
E finché avrò voce, continuerò a raccontarla.
Le attività di Vinoway al Vinitaly 2025



