Intervista a Pier Paolo Chiasso: Miglior Enologo Italiano 2022

Scritto da | Pubblicato in Interviste, vino Intervista a Pier Paolo Chiasso: Miglior Enologo Italiano 2022

Pier Paolo Chiasso, esperto enologo, braccio destro di Riccardo Cotarella, riveste il ruolo di Direttore Generale presso Famiglia Cotarella e svolge la funzione di coordinatore per la rinomata società di consulenza vitivinicola Chiasso & Cotarella.

Nel corso del 2022, è stato premiato con il titolo di Miglior Enologo Italiano da Vinoway, un riconoscimento che attesta la sua straordinaria competenza nel settore.

La mia ammirazione nei suoi confronti mi ha spinto a rivolgergli alcune domande riguardanti la sua illustre carriera e ad approfondire alcune tematiche di attualità inerenti al mondo del vino.

Pier Paolo, potresti raccontarci come e quando hai iniziato a interessarti all’enologia, qual è stata la tua esperienza iniziale e cosa ti ha spinto a dedicarti a questo campo?

Sono cresciuto in un affascinante paesino di 500 persone situato nel cuore della rinomata zona di produzione del vino Orvieto. La mia infanzia è stata permeata da due elementi fondamentali: il vino ed il calcio. Fin da piccolo, il calcio è stata la mia grande passione, un amore che mi ha accompagnato lungo tutta la mia vita. Quanto al vino, è diventato un interesse sempre più profondo man mano che crescevo e mi avvicinavo alla stimata famiglia Cotarella. Essere immerso in un contesto dove il vino è parte integrante della cultura locale ha suscitato in me una curiosità innata nei confronti di questo affascinante mondo.

Da astemio a bravissimo enologo e se mi permetti anche raffinato degustatore. Come è avvenuta questa evoluzione?

Spesso, da bambino e poi da ragazzo, il vino era quello delle cantine dei nonni e degli zii, quindi quello difettoso con evidenti problemi olfattivi e gustativi. Questa prima esperienza ha contribuito a farmi allontanare dal mondo del vino, conducendomi a diventare astemio. Tuttavia, la fortuna mi ha sorriso quando ho iniziato a frequentare ambienti in cui il vino servito a tavola era frutto di viticoltura ed enologia guidate dalla scienza e dall’esperienza. In questo contesto, ho avuto la possibilità di scoprire un lato completamente diverso del mondo vinicolo, dove la cura della qualità e l’attenzione alla produzione erano priorità assolute. La mia precedente avversione al vino, derivante dall’esperienza con vini difettosi, si è trasformata in una nuova prospettiva. Ho capito che la mia astinenza e la mia scarsa familiarità con i difetti del vino potevano diventare un vantaggio, sviluppando una sensibilità degustativa particolare.  Questo percorso mi ha permesso di apprezzare il vino in una luce completamente diversa, trasformando la mia astinenza in un punto di forza che ha contribuito a sviluppare una maggiore sensibilità nei confronti delle sfumature e delle qualità del vino.

Se dovessi identificare l’insegnamento più significativo che hai ricevuto dal Dott. Riccardo Cotarella, quale sarebbe?

In una parola tutto è grazie a lui, al suo incondizionato credere in me. Ogni giorno, da trent’anni a questa parte, continuo a imparare da lui. La lezione più preziosa che mi trasmette è quella di non fermarmi mai, di andare sempre oltre. Mi insegna che c’è sempre qualcosa in più da scoprire, da imparare e che la crescita continua è fondamentale per il successo duraturo.

Il cambiamento climatico sta influenzando sul gusto ed il sapore del vino?

Il cambiamento climatico, nonostante gli impatti negativi su scala globale, ha avuto un effetto positivo nell’ambito della produzione vinicola italiana. Questo fenomeno ha contribuito ad un costante miglioramento dei vini italiani, portandoli ad ottenere un riconoscimento sempre più diffuso a livello mondiale. Il “nuovo” clima ha giocato un ruolo chiave nell’evoluzione delle caratteristiche sensoriali dei vini, conferendo loro un gusto ed un’intensità superiori rispetto al passato.

Quali sono le nuove esigenze che richiede il mercato?

Il mercato vinicolo è intrinsecamente dinamico e soggetto a continui cambiamenti, fortemente influenzato dal contesto circostante. Tutti i problemi condizionano il consumo in senso negativo, quando i problemi si risolvono in senso positivo. Nonostante ciò, le esigenze dei consumatori rimangono costanti nel tempo. Oggi, più che mai, cercano vini autentici e “sinceri” che riescano a narrare le storie dei vitigni e dei territori in cui sono coltivati. Questo aspetto assume un ruolo centrale rispetto alle caratteristiche tradizionali come il colore (bianco o rosso) o la struttura del vino (leggero o strutturato). La tendenza a cercare autenticità riflette una crescente consapevolezza dei consumatori sulla sostenibilità, sull’origine dei prodotti e sulla valorizzazione delle tradizioni locali.

Ci spieghi brevemente la differenza sostanziale tra lieviti indigeni e lieviti selezionati?

Il ruolo dell’enologo è quello di guidare, di governare il processo di trasformazione dell’uva in vino. Con i lieviti selezionati lo si fa tenendo ben salde le mani sul volante, con i lieviti indigeni lo si fa con le mani intente a fare altre cose. In quest’ultimo caso le possibilità di andare fuori strada sono piuttosto elevate.

Quindi possiamo realmente asserire che i lieviti selezionati non possono assolutamente omologare il vino,  è così?

I lieviti selezionati, il terroir, il clima, la conduzione dell’uomo fanno sì che tutti i vini siano diversi l’uno dall’altro. Sempre.

La Società Chiasso & Cotarella conta oggi 103 consulenze con clienti di altissimo livello e di fama mondiale. Quali sono i requisiti per poter beneficiare della vostra competenza?

Noi non cerchiamo nessun requisito, lavoriamo con persone, produttori che hanno idee, che propongono iniziative, che hanno voglia di mettersi in gioco. In questo caso noi ci siamo con tutto l’entusiasmo e tutta l’esperienza che potrebbe servire.

Quali sono i tuoi prossimi progetti che stai pianificando per il futuro?

Rendere la nostra società sempre più al passo con i tempi, competente ma anche veloce e dinamica.

Cosa vuoi che ti auguri?

Risposta forse banale, ma avrei piacere tu augurassi salute e serenità a tutte le persone, me compreso.

Tag