La visione di Riccardo Cotarella chiude il 79° Congresso Assoenologi: il futuro del vino italiano passa da formazione, giovani e centralità dell’enologo

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Conegliano non è stata soltanto la sede del 79° Congresso Nazionale Assoenologi, ma il luogo simbolico dove il mondo del vino italiano ha scelto di fermarsi, confrontarsi e guardare al futuro di un settore chiamato ad affrontare trasformazioni profonde.

Dal 28 al 30 maggio 2026, nella città considerata una delle capitali storiche della formazione enologica italiana, Assoenologi ha riunito professionisti, istituzioni, aziende, mondo della ricerca e protagonisti della filiera intorno a un tema di straordinaria attualità: “La scuola del vino. Mercati, giovani e nuove sfide enologiche”.

Una scelta dal forte valore simbolico proprio nell’anno in cui la Scuola Enologica di Conegliano celebra i 150 anni dalla fondazione. Un luogo che rappresenta la storia dell’enologia italiana, dove generazioni di professionisti hanno costruito conoscenze, competenze e quella capacità interpretativa che ha contribuito alla crescita qualitativa e alla reputazione internazionale del vino italiano.

Il Congresso ha evidenziato una consapevolezza ormai imprescindibile: il mondo del vino non può limitarsi a custodire quanto realizzato fino ad oggi, ma deve avere la capacità di interpretare il cambiamento attraverso formazione, ricerca, innovazione e nuovi linguaggi capaci di dialogare con mercati e nuove generazioni.

A confermare il valore nazionale dell’appuntamento è arrivato anche il messaggio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha voluto rivolgere il proprio saluto agli enologi italiani riuniti a Conegliano.

La Presidente ha evidenziato il ruolo strategico del vino italiano, non soltanto come comparto economico fondamentale del Made in Italy, ma come espressione della cultura, della storia, dei territori e dell’identità nazionale.

Un patrimonio costruito attraverso il lavoro quotidiano di produttori, viticoltori ed enologi, figure determinanti che hanno permesso all’Italia di affermarsi nel mondo per qualità, biodiversità e capacità produttiva.

La rilevanza del Congresso è stata confermata anche da una partecipazione istituzionale di altissimo livello.

La presenza del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, premiato come Personaggio dell’Anno Assoenologi 2026, ha ribadito la vicinanza delle istituzioni a una filiera che rappresenta una delle eccellenze più riconosciute del nostro Paese.

Importante anche la partecipazione del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, testimonianza di come il vino italiano sia ormai riconosciuto come un patrimonio trasversale, capace di coinvolgere non solo l’ambito agricolo, ma anche aspetti culturali, sociali e identitari.

Di particolare significato anche la presenza del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che ha accolto il Congresso in una delle regioni simbolo dell’enologia italiana.

Il Veneto rappresenta infatti un modello di valorizzazione territoriale, dove vino, cultura, paesaggio, turismo e capacità imprenditoriale hanno saputo creare un sistema riconosciuto a livello internazionale.

Il Congresso ha ribadito con forza quanto la figura dell’enologo sia oggi determinante per affrontare le sfide del futuro.

Una professione che non può più essere identificata esclusivamente attraverso la competenza tecnica, ma come una figura capace di interpretare una visione più ampia: dal vigneto alla cantina, dalla sostenibilità ai mercati, dalla ricerca alla comunicazione.

Sotto la presidenza di Riccardo Cotarella, Assoenologi ha rafforzato ulteriormente il proprio ruolo diventando una delle associazioni più autorevoli e rappresentative del panorama vitivinicolo italiano.

In questi anni, sotto la sua presidenza, Riccardo Cotarella ha avuto il grande merito di imprimere un nuovo slancio ad Assoenologi e alla figura dell’enologo, rafforzandone il ruolo e la centralità all’interno della filiera.

Ha saputo valorizzare una professione fondamentale, portando l’enologo a essere riconosciuto non soltanto come riferimento tecnico, ma come figura strategica capace di interpretare il territorio, accompagnare le aziende nelle nuove sfide e contribuire alla crescita culturale del vino italiano.

Il Congresso è stato anche il momento dedicato ai riconoscimenti a figure che hanno contribuito alla crescita del settore.

Il premio Personaggio dell’Anno Assoenologi 2026 è stato conferito al Ministro Francesco Lollobrigida.

Grande attenzione anche per Alessandro Regoli, fondatore di WineNews, al quale è stato conferito il titolo di Socio Onorario Assoenologi insieme al Premio Assoenologi Comunicazione Italia.

Un riconoscimento al valore di una comunicazione costruita con competenza, serietà e capacità di raccontare il vino attraverso i suoi protagonisti.

Il Premio Assoenologi Comunicazione Straniera è stato attribuito a Stevie Kim, per il suo costante lavoro nella valorizzazione del vino italiano sui mercati internazionali.

A Luca Zaia è stato assegnato il Premio Speciale Territorio, riconoscendo il contributo dato alla promozione dell’identità vitivinicola veneta.

Sono inoltre entrati nella famiglia Assoenologi come Soci Onorari: Matteo Zoppas, Federico Bricolo, Fabio Chies e Dario Stefàno.

Vinoway è da sempre al fianco degli enologi italiani, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nella crescita qualitativa e culturale del vino. Da questa convinzione sono nati negli anni riconoscimenti dedicati agli enologi che si sono distinti per competenza, ricerca e innovazione.

Tra questi il format: “I Nuovi Talenti dell’Enologia Italiana” un progetto ambizioso che oggi rappresenta un osservatorio riconosciuto a livello nazionale e non solo sulle nuove generazioni di professionisti del vino.

L’impegno verso i giovani è stato confermato anche da un importante percorso di ricerca nato dall’intuizione di Davide Gangi, Mariano Murru e del Prof. Vincenzo Russo, con la collaborazione di Stevie Kim e Sardegna Ricerche.

Un anno di lavoro che ha messo al centro il Cannonau, grande simbolo identitario della Sardegna, con l’obiettivo di comprendere nuovi linguaggi e una comunicazione del vino più vicina alle nuove generazioni.

La particolarità del progetto è stata proprio quella di mettere i giovani in prima linea nella costruzione del messaggio: prima attraverso gli studenti della IULM di Milano e successivamente attraverso quelli dell’Università di Cagliari.

Non parlare semplicemente ai giovani, ma costruire il futuro del vino insieme ai giovani.

A testimonianza del percorso costruito con il mondo dell’enologia, nella precedente edizione del Congresso Nazionale Assoenologi, Davide Gangi, CEO & Founder di Vinoway Italia, è stato insignito del prestigioso titolo di Socio Onorario Assoenologi.

Davide Gangi ha così dichiarato:“Ho sempre considerato la figura dell’enologo una delle colonne portanti del nostro settore. Dietro ogni grande vino troviamo certamente un territorio, una storia, un vitigno e una filosofia produttiva, ma troviamo soprattutto la sensibilità dell’uomo nel comprendere e interpretare ciò che la natura offre. Assoenologi rappresenta una delle associazioni più importanti e autorevoli del panorama nazionale, una realtà che ha saputo tutelare, valorizzare e dare voce a una categoria fondamentale per il successo del vino italiano nel mondo. In questi anni, sotto la presidenza di Riccardo Cotarella, è stato svolto un grande lavoro per dare ulteriore slancio e centralità alla figura dell’enologo. Credo profondamente che sostenere gli enologi significhi sostenere il futuro stesso del vino italiano.”

Conegliano ha rappresentato un punto di incontro tra storia e futuro, confermando che il vino italiano dovrà continuare a crescere attraverso formazione, ricerca, innovazione, giovani e capacità di fare sistema.

Il vino nasce dalla terra, ma prende forma attraverso le persone che ogni giorno scelgono di interpretarla con competenza e passione.

L’appuntamento è al 2027 a Pescara, per continuare a raccontare insieme il futuro della nostra enologia.

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