Libero Rillo, Presidente Sannio Consorzio Tutela Vini: modifiche ai disciplinari per migliorare la competitività dei nostri vini

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Libero Rillo è il Presidente del Sannio Consorzio Tutela Vini, fondato nel 1999 con l’obiettivo di proteggere e valorizzare i vini del territorio del Sannio. Oltre a questo ruolo, è anche produttore presso l’azienda “Fontanavecchia” situata a Torrecuso, in provincia di Benevento.

Il Consorzio si impegna da diversi anni nella tutela e valorizzazione del territorio del Sannio. Gli obiettivi principali includono la promozione di pratiche coerenti, responsabili e sostenibili per sviluppare un’economia locale forte. Questi sforzi mirano a mettere in luce il Sannio sia a livello nazionale che internazionale, confrontando e integrando le sue eccellenze vinicole con altri territori.

Libero, qual è la situazione attuale nel Sannio dopo l’annata 2023 che è stata la più difficile dell’ultimo ventennio?

L’annata 2023 è stata davvero una delle più difficili degli ultimi vent’anni per il Sannio. Abbiamo riscontrato una significativa carenza di alcune tipologie di vino, in particolare i bianchi, a causa delle condizioni climatiche avverse. Per i vini rossi, invece, siamo riusciti a contenere l’impatto negativo grazie alle scorte di magazzino accumulate negli anni precedenti.

Quali sono state le strategie d’azione che avete adottato per fronteggiare la grande perdita di produzione?

In una situazione così critica, abbiamo puntato sull’informazione e sulla trasparenza. Abbiamo lavorato duramente per far comprendere alle aziende la gravità della situazione, convincendole della necessità di alzare i prezzi per fronteggiare la perdita di produzione. Questo aumento dei prezzi è stato presentato come un passo necessario per mantenere la sostenibilità economica del settore.

Il Sannio Consorzio Tutela Vini ha dimostrato di essere pronto e non si è fatto trovare impreparato. Importanti attività divulgative e di promozione lo rendono oggi tra le più virtuose, qual è il segreto del vostro successo?

Il nostro segreto risiede nella coesione e nella collaborazione all’interno del consorzio. Le piccole e le grandi aziende lavorano fianco a fianco, trovando soluzioni che soddisfino le esigenze di tutti. Questa unità ci permette di affrontare le sfide con una strategia comune e di sfruttare al meglio le opportunità di promozione e divulgazione.

Ci vuoi svelare quali saranno le proposte di modifica dei disciplinari che vorrete attuare a breve?

Abbiamo in programma diverse modifiche ai disciplinari per migliorare ulteriormente la qualità e la competitività dei nostri vini. Una delle principali proposte riguarda il passaggio della Falanghina a DOCG, con una riduzione dell’area di produzione per garantire una qualità ancora più elevata. Stiamo anche valutando la possibilità di permettere l’imbottigliamento dell’Aglianico del Taburno DOCG in tutta la provincia di Benevento, mantenendo invariata la zona di produzione che comprende i 13 comuni originari. Inoltre, intendiamo inserire la varietà Camaiola nella DOP Sannio e introdurre la tipologia spumante nella IGT Benevento.

In cosa consiste la Sannio Academy?

La Sannio Academy è un’iniziativa dedicata alla formazione e alla diffusione della cultura del bere bene e consapevole. L’obiettivo è formare persone che conoscano a fondo le zone di produzione dei nostri vini e che possano promuovere i valori del nostro territorio. Attraverso la Sannio Academy, puntiamo a creare ambasciatori del nostro vino che sappiano valorizzare ogni aspetto della nostra produzione.

Il mercato del vino sta cambiando e si parla di crisi dei vini rossi. Come pensate di rilanciare il consumo?

Negli ultimi mesi, grazie al calo produttivo, non abbiamo riscontrato particolari problemi con i vini rossi. Tuttavia, siamo consapevoli delle sfide future e stiamo già discutendo strategie per affrontare questa problematica. Stiamo lavorando su campagne di promozione mirate e su attività che possano incrementare l’attrattiva dei nostri vini rossi sia a livello nazionale che internazionale.

Secondo la tua pluriennale esperienza, le grandi fiere del vino quale futuro avranno?

Le grandi fiere del vino dovranno adattarsi alle nuove esigenze del mercato per rimanere rilevanti. Le aziende sono sempre più riluttanti a partecipare a numerose fiere a causa degli alti costi e della saturazione degli eventi. Credo che le fiere dovranno innovarsi, puntando su formati più dinamici e interattivi, e offrendo maggior valore aggiunto ai partecipanti.

Il marketing territoriale rivive oggi un ruolo cardine nella strategia di comunicazione. Come state sfidando il turismo del vino?

Siamo ben collaudati su questo fronte. Quando ospitiamo addetti ai lavori durante gli eventi di incoming, offriamo un’esperienza completa che va oltre la semplice degustazione di vini. Facciamo visitare il territorio, mostrando la nostra arte, cultura, e le eccellenze gastronomiche locali come olio, ceramiche, prosciutti e formaggi. Il Sannio ha molte storie da raccontare e noi ci impegniamo a farle scoprire a tutti i nostri visitatori.

Come vedi il settore del vino tra un lustro?

Sono fiducioso che il settore del vino continuerà a evolversi positivamente nei prossimi cinque anni. Penso che assisteremo a importanti cambiamenti che porteranno il vino sempre più al centro dell’attenzione, sia dal punto di vista qualitativo che di sostenibilità. Il nostro impegno è di rimanere al passo con queste trasformazioni, valorizzando sempre di più il nostro prodotto e il nostro territorio.

Cosa vuoi che ti auguri?

Auguro tante cose belle al nostro vino e al nostro territorio. Spero in un futuro roseo che valorizzi sempre di più il prodotto uva, in modo che i nostri giovani possano trovare motivazione e opportunità per restare e investire nel nostro Sannio.

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