Pasqua: i suoi vini rossi premium e l’affair Texas

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Due settimane fa è stata presentata a Milano la ricerca “Pasqua e il vino rosso di pregio: grandi cru e denominazioni a confronto. Il caso del Texas” commissionata da Pasqua Vigneti e Cantine a Wine Monitor – Nomisma.

 

Il caso ha voluto che nello stesso giorno facesse il debutto sulle pagine dei principali quotidiani nazionali la nuova campagna di comunicazione stampa della cantina veronese “Talent never tasted better”. Nessuna delle classiche foto con vigne o vino, nessuna trasposizione conviviale enogastronomica, quanto invece il racconto di tre storie di successo, di passione, di talento puro dove i protagonisti sono giovani veneti con una tenacia fuori dal comune nel raggiungere i propri successi e realizzare i propri sogni. La stessa passione e determinazione nella ricerca dell’eccellenza che ritroviamo nella famiglia Pasqua.

Il primo a metterci la faccia è Diego Rossi, dirompente chef veronese, fuori dagli schemi, audace e amante delle vere tradizioni che, insieme al suo amico e socio Pietro Cairoli, conduce una delle migliori trattorie di Milano “Trippa – Trattoria”.

Poi Lidia Caricasole, da Verona a New York, 20 anni e un sogno: ballare alla Juilliard School. Infine, Giorgia Fincato artista veronese/vicentina il cui progetto verrà presentato in anteprima durante la 52ª edizione del Vinitaly, ci si chiede se presenterà uno dei suoi lavori con la speciale china americana.

 
93 anni di storia di cui forse gli ultimi tre hanno segnato la svolta nella gestione dell’azienda di famiglia grazie ad una leadership unica. Infatti Umberto Pasqua, con i figli Riccardo e Alessandro, ha consolidato la totalità delle azioni di famiglia diventandone lui presidente, Riccardo amministratore delegato e Alessandro, che vive in America e che ha preso il testimone dal fratello maggiore, a capo del marketing e dello sviluppo commerciale di Pasqua U.S.A.

Come detto una storia quasi secolare iniziata nel 1925 a Verona quando la prima generazione dei fratelli Pasqua, trasferitasi dalla Puglia, fonda un’azienda dedicata alla produzione di vini veneti. Oggi conta circa 300 gli ettari di vigneto (100 di proprietà e 200 controllati in tutta Italia), 15 milioni di bottiglie vendute nel 2017 e un fatturato che in tre anni è passato da 35 a 50 milioni di euro. L’export conta quasi per il 90%, oltre 50 i mercati presidiati, con il Nord America che si conferma il primo mercato con 17 milioni di euro di cui 13 milioni solo in USA.

 
Il dinamismo che sta caratterizzando quest’area ora “contamina” anche la Cina, dove è stato replicato il modello di business che ha determinato il successo americano, con la presenza di una controllata sul mercato. Dallo scorso anno infatti la cantina veronese controlla Pasqua Cina, dopo l’acquisizione del 51% di Dalian Dego Biotech co. La Cina nel 2017 ha più che raddoppiato il giro di affari per circa 1 milione. Con questo nuovo modello, sperimentato per la prima volta nel 2009 con Pasqua U.S.A. si stanno cambiando le regole del gioco in casa Pasqua, come ha dichiarato lo stesso Riccardo, se si pensa che in quell’anno il mercato nordamericano non raggiungeva nemmeno un milione di euro di fatturato. Un vero e proprio “Game Changer”! Il Far East sarà la loro nuovo frontiera, il motivo è legato soprattutto all’evoluzione della Cina, con i salari che crescono anno dopo anno a doppia cifra, le nuove politiche antiinquinamento, un mondo del lavoro che sta diventando un po’ più etico e una middleclass che cresce e consuma sempre di più e meglio.

Dati confermati anche dalla ricerca Wine Monitor dove proprio la Cina (+15% nel quinquennio 2012/2017) è il primo mercato al mondo per consumo di vino rosso, seguito da Stati Uniti (+9%), Francia, Italia e Germania. In più si consolida il cosiddetto fenomeno della “premiumization” dei consumi di vini rossi, visto che la variazione dei prezzi medi di vendita negli ultimi anni ha registrato un +24% in Giappone, +10% negli USA e +7% in Canada.

La vera sorpresa arriva però dal Texas, che da solo assorbe il 7% del vino consumato negli Stati uniti, un trend in forte espansione soprattutto per i vini da importazione: negli ultimi 10 anni l’import di vino in Texas è infatti cresciuto del 74% confermandolo primo Stato per import. Oltretutto, quasi un terzo dei texani dichiara di conoscere l’Amarone, il cui consumatore tipo è Millennial, Winelover, (frequent user, acquirente online, alto-spendente, che predilige i wine-bar come canale di consumo) con reddito e titolo di studio elevato. Si pensi anche che il Texas, dopo la California, è lo stato americano col più alto numero di famiglie con un reddito disponibile annuo maggiore di 100.000 dollari (più di 1,8 milioni di famiglie, dato superiore a quello italiano).

 
Dalla Survey si rileva che, su 750 consumatori texani negli ultimi 12 mesi, il 55% ha avuto almeno un’occasione per consumare vino, il 47% ha optato per il vino rosso ed il 30% è un consumatore di vini premium (cioè disposti a spendere oltre 20 dollari a bottiglia in enoteca e oltre 55 dollari a bottiglia al ristorante), “Dati alla mano – ha sottolineato Umberto Pasqua – è evidente come il vino rosso italiano di qualità, per il 41% dei consumatori medi e per il 43% dei consumatori premium, sia sinonimo di «storia e tradizione». A questo vale la pena aggiungere che ben il 28% dei consumatori premium considera il vino rosso italiano di qualità come simbolo di «esclusività» e di «lusso», due categorie da sempre appartenenti ai vini francesi”.

Per quanto riguarda gli annunciati dazi dell’Amministrazione Trump, Riccardo Pasqua si è dichiarato alquanto preoccupato, soprattutto per la politica di indebolimento del dollaro, ma fiducioso nel fatto che dalla ricerca emerge un elevato interesse potenziale, non ancora pienamente sfruttato, per l’Amarone, confermato anche dalle attuali abitudini di consumo dei texani: il 60% ama sperimentare e provare vini di altri territori, il 46% mette al primo posto la qualità anziché il prezzo e quindi probabilmente saranno disposti a pagare 5 dollari in più per bere un’eccezionale Amarone della Valpolicella targato Pasqua.

 
[Photo Credit: Pasqua Vigneti e Cantine]

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