M’illumimo di Champagne protagonista all’Osteria del Borgo Antico di Ottavio Surico

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Proprio come succede con le belle poesie che, anche dopo essere state lette, continuano a rilasciare straordinarie sensazioni sul lettore, è successo con l’evento “M’illumino di Champagne”. 

Voglio dire, è passato qualche giorno, ma continua a rigirarmi per la testa ed ora vi racconto il perché. 

La serata, tenutasi lo scorso 3 Giugno negli spazi di Osteria del Borgo Antico, ristorante tra i più apprezzati di Gioia del Colle, aveva il preciso compito di arricchire la mente, coccolare il palato e riscaldare i cuori di appassionati e curiosi.

Un piccolo miracolo merito dello champagne, probabilmente, ma soprattutto dei protagonisti: a cominciare dal padrone di casa, Ottavio Surico, chef dal curriculum e dalle visioni stratosferiche, per poi passare a Miriam Milano, signora della sala, per finire con Manlio Giustiniani e Chiara Campanella, ospiti “esterni” e veri mattatori della serata che è stata suddivisa in 2 momenti: la degustazione tecnica e l’apericena nel suggestivo cortiletto di chianche bianche.

Tutti quanti, però, hanno lavorato ad un unico scopo: quello di portare il prestigio e l’atmosfera di una grande degustazione di champagne in una città di provincia. Il risultato? Un grande successo di pubblico e critica.

A margine dell’evento ho avvicinato Chiara Campanella, curatrice dell’evento e sommelier.

Domanda: Gioia del Colle, terra della mozzarella DOP, del Primitivo DOC, sede di un importante aeroporto militare e soprattutto città amata da Federico II di Svezia. Paese antico e moderno, dunque,  cerniera geografica fra tanti territori. What else?

Risposta:《Si, la città gode di tante unicità, ma paradossalmente per quanto riguarda la proposta ristorativa, Gioia tende a rimanere ferma, senza osare mai più di tanto》

D: Tranne questa volta…

R:《Stavolta si è osato, e si è osato nel posto giusto, la casa di Ottavio, concedendo una chance ai tanti Gioiesi amanti dello champagne che finalmente non sono stati costretti a prendere la macchina per andare chissà dove per vivere una masterclass memorabile.》 

D: Quanto ti senti Pugliese e quanto questo ha influito sulla progettazione dell’evento?

R:《Vivo fieramente in Puglia, e vivo fieramente LA Puglia, regione famosa per il cibo, il vino, il mare, la campagna, i trulli, le masserie e potrei andare avanti all’infinito! Ci tenevo, in mezzo a questo ricco humus di spunti, a fare emergere anche concetti come: rigore, potenza, caparbietà, carattere, ma anche fascino, eleganza e vivacità, e per essere abbastanza persuasivi volevo veicolarli attraverso la cultura e la storia di un prodotto che – anche dal punto di vista comunicativo – sta una spanna sopra molti altri: lo Champagne.》

D: Come mai da Ottavio Surico?

R:《Ci occorreva qualcuno che, nella sua offerta di cucina, possedesse lo stesso blasone e la stessa ambizione delle etichette scelte per la serata, e Chef Ottavio era l’unico al quale potessi proporre la mia idea.》

D: Un’ultima domanda: quant’è importante la cultura del bere bene?

R:《Senza soffermarci sulle ovvie questioni etiche, ambientali, salutistiche e di appagamento della curiosità, c’è da dire che quando termini come “cultura”, “competenza” e “passione” vanno di paripasso, generano  bellezza. E la bellezza,  in una comunità, genera benessere, sotto molti punti di vista.》

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