Nicola Biasi: la forza delle idee, il valore della coerenza
Scritto da Davide Gangi | Pubblicato in persone, vino
Nel panorama del vino italiano contemporaneo esistono professionisti che seguono le tendenze e altri che scelgono di anticiparle. Nicola Biasi appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.
Parlare oggi di Nicola significa raccontare una delle figure più innovative, preparate e visionarie dell’enologia italiana. Un professionista che ha costruito il proprio percorso senza rincorrere le mode del momento, ma seguendo una strada precisa fatta di studio, sperimentazione, sostenibilità concreta e una convinzione profonda: il vino del futuro dovrà necessariamente confrontarsi con nuove sfide climatiche, agronomiche ed enologiche.
Noi di Vinoway abbiamo creduto fin da subito nelle sue capacità, riconoscendone il talento quando ancora il suo nome non aveva raggiunto la notorietà di oggi. Per questo motivo lo abbiamo premiato come Miglior Giovane Enologo Italiano 2020, durante la Vinoway Selection 2021, intuendo in lui non soltanto una grande preparazione tecnica, ma soprattutto una visione capace di guardare oltre gli schemi consolidati.

Una scelta che il tempo, come spesso accade, ha confermato pienamente.
Oggi rappresenta una delle voci più autorevoli quando si parla di sostenibilità applicata alla viticoltura, di innovazione ragionata e di capacità di interpretare il cambiamento senza perdere di vista la qualità.
Il progetto “I Resistenti di Nicola Biasi” ne rappresenta probabilmente la sintesi più concreta, che riunisce aziende vitivinicole accomunate dalla volontà di produrre vini di alto livello attraverso l’impiego di varietà resistenti, i cosiddetti PIWI, con l’obiettivo di ridurre sensibilmente l’impatto ambientale e costruire un modello produttivo più sostenibile e più adatto alle esigenze della viticoltura contemporanea.
Il nome “Resistenti” non rappresenta soltanto una caratteristica agronomica delle varietà utilizzate. Rappresenta anche un modo di interpretare il lavoro in vigneto e in cantina. La capacità di adattarsi, evolversi e affrontare il cambiamento senza perdere identità. Un concetto che, probabilmente, descrive molto bene anche il percorso professionale dell’ enologo da sempre orientato alla ricerca di nuove soluzioni senza mai smarrire il legame con la qualità.
In un momento storico in cui il cambiamento climatico sta modificando profondamente il lavoro in vigneto, il progetto Resistenti rappresenta anche una riflessione concreta sulle possibili strategie che il settore sarà chiamato ad adottare nei prossimi decenni.
Per anni il mondo dei PIWI è stato osservato con diffidenza da una parte del settore. E non vi nascondo che, inizialmente, anch’io guardavo a questa realtà con una certa prudenza.
Poi ho avuto modo di conoscere Nicola, di confrontarmi con lui, di approfondire la sua visione e, soprattutto, di assaggiare i risultati concreti del suo lavoro.
Con il tempo mi sono progressivamente ricreduto.
Non per una questione di simpatia personale, ma perché la sua intuizione, la sua preparazione tecnica e la sua capacità di guardare avanti mi hanno convinto che la strada intrapresa fosse non soltanto percorribile, ma probabilmente una delle più intelligenti per affrontare alcune delle grandi sfide che attendono la viticoltura moderna.
Nicola non ha mai proposto scorciatoie. Ha proposto studio, ricerca, osservazione e una qualità che oggi parla da sola. Ed è proprio questo che mi ha portato a comprendere quanto il suo progetto fosse fondato su basi solide e su una visione che oggi appare sempre più attuale.
La vera forza del progetto risiede nel fatto che oggi i vini prodotti all’interno della rete dei Resistenti non vengono più osservati esclusivamente come esempi di sostenibilità. Vengono giudicati, degustati e apprezzati per la loro qualità intrinseca.
Ciò che colpisce di lui non è soltanto la competenza tecnica, ma la capacità di assumersi la responsabilità delle proprie idee. A questo si aggiunge una qualità che considero particolarmente importante: l’umiltà. Dietro il professionista c’è una persona sempre disponibile al confronto, pronta a condividere esperienze, risultati e riflessioni.
Oggi il suo lavoro viene osservato con crescente interesse anche oltre i confini nazionali. Nasce così la nuova e affascinante avventura dedicata al Riesling.
Un progetto che lo vede impegnato in Mosella, uno dei territori più iconici e prestigiosi al mondo per questo straordinario vitigno.
Non è quindi un caso che sia oggi parte integrante del nuovo format Vinoway “I Nuovi Talenti dell’Enologia Italiana”, insieme a Marco Mascellani, Alessandro Leoni, Jacopo Vagaggini, Andrea Pala e Antonio Scatigna.


Personalmente continuo a pensare che il compito di chi comunica il vino non sia quello di difendere a priori ogni novità, né di ostacolarla per principio.
Il nostro compito è osservare, approfondire, assaggiare e comprendere. È esattamente ciò che è accaduto con Nicola Biasi. Ed è proprio dalla sostanza che nascono quei percorsi destinati a lasciare un segno nel tempo.
Nicola, a mio avviso, appartiene a questa categoria.



