Paolo Vagaggini: il Maestro del Sangiovese che ha insegnato al vino a parlare toscano
Scritto da Davide Gangi | Pubblicato in persone, vino
Ci sono incontri che, pur recenti, riescono a lasciare un segno profondo. Conoscere Paolo Vagaggini è stato uno di quelli. Uomo schivo, colto, rigoroso, dotato di una passione che si percepisce in ogni parola, in ogni gesto, ma che non ha mai avuto bisogno di clamore. Anche se il nostro rapporto è nato da poco, nutro per lui una stima sincera e crescente. Lo considero uno dei più grandi interpreti del vino italiano, un vero intellettuale dell’enologia.
Parlare di lui significa entrare nel cuore della Toscana più autentica, quella che pulsa tra le colline del Chianti Classico, di Montalcino, di Montepulciano. Significa soprattutto parlare della sua ossessione virtuosa per il Sangiovese, vitigno affascinante e difficile, che richiede sensibilità, esperienza e rigore assoluto. In oltre quarant’anni di carriera ha contribuito a scrivere la rinascita stilistica di interi territori, diventando un punto di riferimento per chi cerca autenticità, profondità, identità.
Il suo approccio mi ha colpito subito. L’enologo, per lui, non deve sovrastare il vino, ma accompagnarlo. Il suo lavoro è quello di un interprete raffinato, capace di tradurre il linguaggio delle vigne in espressioni enologiche coerenti, eleganti, mai urlate. Ogni vino che porta la sua firma è un dialogo tra territorio, tecnica e visione.
Ho avuto il piacere di visitare Amantis, l’azienda di famiglia e di conoscere persone meravigliose, che incarnano passione, cultura e misura. Ricordo con particolare emozione una serata intensa, ricca di riflessioni e confronto sull’attuale panorama dell’enologia italiana. Un dialogo autentico, arricchente. Ho potuto apprezzare l’acume intellettivo, l’eleganza e la straordinaria professionalità di Paolo, ma anche la sua capacità di ascolto, la visione profonda che guida ogni sua scelta.


Alla Vinoway Selection 2025, è stato premiato il Brunello di Montalcino 2019 con il punteggio di 95/100 Stella, un classico toscano che rappresenta l’eccellenza della produzione di Amantis.
Accanto a lui, ho avuto il piacere di conoscere anche la sua elegante signora, Bernadetta Angela Tacconi, presenza fondamentale e titolare dell’azienda, che coordina con grazia e fermezza la famiglia e la cantina, con uno stile inconfondibile. Una donna di straordinaria raffinatezza, splendida padrona di casa, capace di far sentire ogni ospite parte di un mondo in cui rigore e accoglienza convivono con naturalezza.
E non posso non citare il figlio Jacopo, enologo brillante e appassionato, premiato da Vinoway nel 2023 come Miglior Giovane Enologo Italiano. Un riconoscimento che testimonia il talento, la preparazione e il futuro che questa famiglia sta costruendo con coerenza e amore.
Il nome di Paolo Vagaggini compare accanto a etichette leggendarie – Biondi Sandi, Caprili, Le Chiuse, Il Marroneto – ma la sua grandezza sta anche nel sostegno discreto a tante piccole realtà, che ha aiutato a crescere senza mai rinunciare a rigore e verità.
A lui, che ho avuto il piacere di conoscere da poco, ma che già considero una figura fondamentale dell’enologia italiana, va la mia più sincera ammirazione. Perché il vino, come la vita, si nutre di incontri che sanno lasciare il segno.



