Intervista a Cristian Specogna, miglior Vignaiolo Italiano 2023 – Vinoway Selection

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Cristian Specogna (Specogna – Azienda Agricola Specogna), classe 1987, viene da una terra vocata al vino, il Friuli-Venezia Giulia, ma forse non sarebbe vignaiolo nel sangue se nel 1963 il nonno Leonardo, tornato dalla Svizzera, non avesse investito sulle colline della Rocca Bernarda a Corno di Rosazzo. Impara a camminare in vigneto, accompagnando il padre Graziano, e impara il ciclo delle stagioni. La passione e il lavoro in cantina sono questioni integranti della sua famiglia ma completate dagli studi in viticoltura ed enologia che Cristian intraprende insieme a esperienze e viaggi di studio nei più importanti territori viticoli italiani e francesi. Rientrato in azienda, porta in dote conoscenze che fanno crescere la vitivinicoltura di famiglia: dallo studio delle caratteristiche pedoclimatiche alla zonazione dei vigneti, dal bio alla sostenibilità dei processi. Con il fratello Michele e la moglie Violetta porta il brand Specogna oltre i vini d’annata e di pronta beva, uscendo con una limited edition dedicata all’Horeca. Oggi gestiscono 25 ettari vitati (per 110mila bottiglie), ma in seno a un’azienda agricola integrata tra olivicoltura e apicoltura.

Durante la Vinoway Selection 2024, andata in scena lo scorso 21 Ottobre a Castello Monaci Resort – Salice Salentino (Le), è stato premiato da Vinoway come Miglior Vignaiolo Italiano 2023.

 Cristian, partiamo dal legame e lo scambio con il tuo territorio.

Per farti comprendere quanto sia importante per me il legame con il mio territorio e le vigne delle nostre colline, posso solo dirti che il più bel ricordo che ho da bambino sono le camminate in vigneto con mio nonno e mio padre… che sin da piccolissimo mi portavano insieme a loro a vivere la campagna ed i momenti che scandivano le stagioni in agricoltura! In pratica ho iniziato a camminare in mezzo ai filari.

Ed oggi il mio sogno è poter contribuire a far conoscere sempre più e sempre meglio nel mondo la potenzialità enologica e la bellezza del nostro comprensorio collinare… un paradiso per la vite e per la vita!

Inoltre, ci tengo a sottolineare quanto mi abbia segnato anche la peculiarità che contraddistingue la nostra regione nell’essere territorio di confine con tante diverse culture da quella slovena a quella austriaca. Una terra che in un secolo ha cambiato più nazionalità che si possono percepire nel modo di vivere, nell’arte e nelle tradizioni enogastronomiche. Un melting pot che ti permette di aprire lo sguardo a tante piccole sfumature che ti spingono a voler non chiuderti in te stesso ma a farne bagaglio di nozioni che ti aiutino ad ottenere un’identità ancor più particolare ed unica.

Un esempio su tutti: in casa con mio nonno e mio papà si parlavano sempre 3 lingue: italiano, friulano e sloveno.

Passiamo a un tema caldo e imprescindibile: qual è il tuo approccio alla sostenibilità?

Oggi tutti parlano di sostenibilità, e forse talvolta senza comprenderne fino in fondo il significato. Non so se ne saremo davvero in grado, ma un sogno per la nostra Famiglia è quello di poter raggiungere davvero una reale sostenibilità aziendale in ambito viticolo e anche economico e sociale! Perché sono dell’idea che l’una non possa esistere senza l’altra.

In ambito viticolo abbiamo avviato un progetto che mi appassiona profondamente, ed è quello del riuscire a ricreare un’azienda agricola a 360 gradi che viva di un proprio equilibrio.

Sui 30 ettari di terreno di nostra proprietà, coltivati interamente con i dettami dell’agricoltura biologica, 5 ettari sono stati lasciati a bosco. Fattore molto importante per la regolazione climatica delle zone limitrofe e per un equilibrio della flora e della fauna.
Inoltre abbiamo iniziato a mettere a dimora nuove piante di rose, di ulivi, e di ciliegi i cui apparati radicali aiutano a stabilizzare la tenuta dei pendii collinari della nostra zona, che risultano molto fragili e sensibili a causa della loro facile erosione. Abbiamo anche insediato diverse arnie d’api per la produzione di miele e per il supporto a questo insetto così fondamentale per l’ecosistema. Quest’ultima iniziativa è nata grazie alla collaborazione con le apicoltrici ideatrici del progetto “ENO BEE – Api in Vigna”. Abbiamo anche in progetto la piantumazione di numerose piante di olivo per valorizzare una splendida tradizione italiana come quella dell’olivicoltura.

Inoltre, sto portando avanti con lo chef Roberto Franzin dei progetti di recupero degli scarti di produzione per dare la luce a produzioni dui qualità: un esempio lo sono i tagliolini alla farina di vinaccia di Pinot grigio (in cui le bucce dell’uva diventano parte integrante delle farine) le cui confezioni tra l’altro sono ottenute dal riciclo di sfalci dell’erba ed alghe della laguna di Grado.

Sostenibilità, secondo me, significa anche vivere un territorio, territorio inteso come comunità. Ed è per questo che da diversi anni portiamo avanti iniziative in comune con numerose associazioni delle nostre zone soprattutto per valorizzare un binomio che ho particolarmente a cuore: “Coltura e Cultura”! In tal ambito una delle collaborazioni che ho più a cuore è quella creata con la Fondazione ProgettoAutismo FVG onlus (che ha sede a Feletto Umberto in provincia di Udine). Un’iniziativa in cui i ragazzi di questo Istituto creano etichette speciali per le nostre bottiglie da cui nascono delle edizioni limitate il cui ricavato contribuisce ai progetti che questo straordinario istituto sta portando avanti.

In più abbiamo investito molto nelle energie rinnovabili attraverso la messa in posa di una copertura di pannelli fotovoltaici sui tetti della nostra cantina, che ci ha permesso ad oggi di essere totalmente indipendenti nel consumo di energia elettrica e nel fabbisogno di acqua calda.

Quali sono le difficoltà che hai dovuto superare per arrivare a questo riconoscimento e non solo?

Come chiunque porti avanti un progetto che vuole cambiare gli schemi usuali della realtà in cui si opera ho dovuto scontrarmi con perplessità e porte chiuse, soprattutto quando iniziai il progetto dei nostri vini ad edizione limitata che nascono da singole parcelle e da progetti di zonazione e studio delle peculiarità delle diverse vigne delle nostre colline. Vini che avevano tutta una nuova storia da raccontare e che per prezzo e peculiarità di affinamento erano un percorso completamente diverso rispetto a quello che producevamo fino a quel giorno.

Ma io ci credevo tantissimo, soprattutto dopo le esperienze viticolo-enologiche che feci in altre regioni italiane e francesi e che mi avevano permesso di comprendere ancor più il potenziale del mio territorio. E quando ci si crede profondamente e con entusiasmo ecco che le diffidenze di chi abbiamo di fronte non diventano un freno ma uno stimolo a dimostrare che quello che sogniamo può diventare realtà!

Ed ecco perché è necessario e fondamentale avere la forza e la resilienza di non mollare e di perseverare nel percorso che vogliamo portare avanti!

Per me, produrre vino non è solo un lavoro, bensì è il sogno e l’obbiettivo di poter racchiudere nelle mie bottiglie la nostra storia e la tradizione del nostro territorio e questo mi dà una voglia ed uno stimolo a migliorarmi costantemente!

E le sfide future?

Continuare in questo percorso di miglioramento continuo cercando di comprendere sempre più i dettagli che mi possano far migliorare la qualità delle nostre produzioni; ed al contempo riuscire ad essere sempre più capaci a comunicare e far percepire al mondo ciò che stiamo portando avanti e le potenzialità della nostra regione in ambito enogastronomico e non solo.

E da quando è nata mia figlia Mariasole ogni azione che porto avanti ed ogni investimento che dedico alla nostra azienda lo faccio con il sogno che tutto ciò possa essere un valore aggiunto non solo per l’immediato bensì per il prossimo futuro.

In agricoltura non bisogna avere fretta e soprattutto bisogna avere il coraggio e la forza di pensare ed agire a lungo termine. Perché un vigneto impiantato oggi diverrà davvero grande solamente fra molti anni e solo se saremo in grado di coltivarlo in un ambiente non deturpato dalle nostre azioni.