Attività improvvisate nel mondo del Vino? No grazie!

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Aprire un wine-bar oppure un’enoteca: questo è il sogno nascosto di molti appassionati del mondo enoico, ma in tanti casi quest’aspirazione divenuta realtà si è poi trasformata in un impietoso incubo!



Ci sono molti lavori dove la competenza è condizione necessaria ma non sufficiente, soprattutto quando l’attività è rivolta verso il pubblico, a quel punto il nodo cruciale diventa la capacità di comunicare e saper gestire al meglio i rapporti umani con la clientela.

Molti sono convinti che, essendo il vino elemento di convivialità, siano sufficienti un po’ di competenze e qualche amico per far riempire il proprio locale con decine di persone pronte ad alimentare l’attività.

Purtroppo le cose non sono così semplici e il difficile mercato odierno rappresenta una “barriera” ancor più selettiva, dove non sono ammessi errori e spesso solo i migliori riescono a sopravvivere, non c’è spazio per l’improvvisazione!

Non bisogna poi dimenticare altri importanti aspetti imprenditoriali, come la capacità di muoversi nei meandri della burocrazia e, aspetto primo fra tutti, l’intuito di saper fare le scelte strategiche giuste al momento opportuno.

Provate a pensarci un attimo: quante enoteche oppure wine-bar avete visto sorgere nel corso degli anni che hanno chiuso nel giro di poco tempo? Non è assolutamente un caso che spesso le attività storiche siano quelle che riescono a sopravvivere da decenni, superando pure le forti burrasche dell’implacabile crisi.

Purtroppo quest’ultima ha messo in ginocchio anche locali aperti da molti anni e gestiti da persone esperte, figuriamoci se in questo mondo c’è spazio per imprenditori improvvisati e con nessuna esperienza alle spalle nel settore.

Gli aspetti umani poi sono un punto cruciale quando si ha a che fare col cliente, le persone spocchiose e arroganti sono spesso destinate a soccombere se guidano un’attività con queste loro lacune caratteriali.

Non basta proporre solo i vini graditi al titolare e fare qualche sorriso per veder girare l’economia di un wine-bar o di un’enoteca: bisogna avere una mente con ampie vedute, bisogna saper essere diplomatici al momento giusto, bisogna mettere da parte l’orgoglio quando serve, bisogna avere polso senza sfociare nell’intransigenza mentale, bisogna essere umili e non presuntuosi …

Non s’illudano poi talune persone d’intraprendere la tattica di una preventiva visibilità sul web, attraverso un’invasiva attività di protagonismo polemico in blog e gruppi di discussione sul vino: l’effimera visibilità prodotta da atteggiamenti spocchiosi è un’arma a doppio taglio, i nodi vengono al pettine, l’apparenza viene smascherata dalla sostanza, il dilettantismo soccomberà alla prova dei fatti.

La famosa “gavetta” è un aspetto assai prezioso che consente d’iniziare a conoscere un tipo di lavoro partendo dal basso, cogliendone problematiche e sfumature: saltare questo passaggio rende il passo ancora più lungo e arduo da compiere.

Oltre che un danno economico per loro stessi, indirettamente pure i produttori non ricavano beneficio quando persone “incompetenti” cercano di proporre il loro vino: saperlo raccontare è cosa seria e complessa, richiede competenza e grande capacità di comunicazione, quasi tutti sono capaci di mescere del vino in un bicchiere, in pochi sanno raccontare la sua vera anima enoica.

Ovviamente queste nostre considerazioni non vogliono essere d’intralcio a una sana e ragionata imprenditoria, soprattutto se giovanile, semplicemente consigliamo di pensarci molto bene prima di cimentarsi in certe impegnative missioni: chiedete e ascoltate i consigli di persone che hanno esperienza nel settore, ma soprattutto non fatevi sopraffare da egocentrismo e supponenza, sarebbero nel futuro i vostri peggiori nemici.

La passione per il vino è un qualcosa di meraviglioso, cercate di analizzare in modo obiettivo i vostri pregi e i difetti, le attitudini, i limiti, fatevi consigliare e abbiate l’umiltà di ascoltare i suggerimenti altrui, riflettete molto bene affinché in futuro la passione non si trasformi in una disfatta economica e morale, per sé e per le cantine, com’è già purtroppo successo a molti

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