Il profumo della libertà e il profumo “inebriante” del Trentino Alto Adige

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Pensiamo al Trentino Alto Adige e immediatamente ci vengono in mente le montagne, le Dolomiti e la loro incantevole bellezza. Finalmente di nuovo sulla neve, aria pulita, sci agganciati e si parte!

Ci si butta nella mischia, veloci sulla neve, su comprensori sciistici pazzeschi con oltre 800 km di piste a disposizione per ritrovarsi a guardare, nei momenti di risalita, le Dolomiti innevate, il fascino di un panorama, con luci e ombre, di incomparabile maestosità. Passeggiare sulla neve o seguire percorsi con le ciaspole, invece, ti proietta in una dimensione più tranquilla, più lenta, silenziosa e incantata al tempo stesso. E poi, il momento del relax. Rigenerarsi, in questa regione, è ancora più facile per l’elevato numero dei centri benessere e delle terme. Le sorgenti d’acqua del Trentino sono tantissime e contribuiscono a creare un ambiente naturale perfetto per rilassarsi.

Chi ha avuto modo di conoscere l’ospitalità trentina sa che questa terra non offre solo una natura straordinaria, ma anche cibo e vini di altissima qualità. E allora, come non ricordare l’avvolgente aromaticità della maggior parte dei vini bianchi che proviene da questa regione? Ho già l’acquolina in bocca. In realtà le zone della regione sono fondamentalmente due: il Trentino e l’Alto Adige, ma il comune denominatore è l’eccellente produzione vitivinicola. Il livello qualitativo dei vini in generale è molto alto e un’attenzione particolare va rivolta a quelle uve che prediligono le zone fredde come il Sauvignon e il Pinot Nero. Tanti i vitigni internazionali, ma altrettante le varietà autoctone come le uve Lagrein, Schiava, Teroldego, Gewürztraminer, Marzemino.

Trento doc è, invece, la prima denominazione italiana dedicata esclusivamente al metodo classico. E’ l’espressione diretta della terra che lo produce con il suo clima alpino, mediterraneo e continentale allo stesso tempo. Le forti escursioni termiche conferiscono all’uva una grande complessità aromatica. A base di uve Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Meunier con un periodo minimo di maturazione sui lieviti di almeno 15 mesi per il brut, 24 mesi per un millesimato e 36 mesi per una riserva, Trentodoc è un’esperienza sensoriale speciale.

Un vino che mi lascia d’incanto ogni volta che lo bevo è il Perlé Ferrari, elegante come uno Chardonnay, fresco come il Trentino, ma ancora, aromatico di straordinaria espressività e sensuale.

La storia di Ferrari parte dalla visione del suo fondatore, Giulio Ferrari, che ha dedicato la sua vita ad inseguire il suo sogno: creare uno spumante con uve trentine che potesse confrontarsi con i migliori champagne francesi. Tramandata, poi, alla famiglia Lunelli, oggi l’Azienda continua ad essere sinonimo di altissima qualità. Direi proprio che il sogno è stato perfettamente realizzato! Il Perlè è di colore giallo paglierino, ma non mancano delle sfumature dorate.

Il perlage è estremamente fine ed elegante. Il profumo è ricco di aromi e mi piace evidenziare qualche sentore di mela, che pure è espressione di questo territorio, e poi nella fase intensa della degustazione è pulito, elegante, la mela ritorna così come emerge una nota ammandorlata per un finale lungo e persistente.

La mela, che troviamo sia all’olfatto che al palato, è un altro simbolo della regione e il Trentino Alto Adige è il primo produttore italiano per la produzione di questo frutto. Le mele sono consigliate per qualsiasi dieta, sono ricche di vitamine, sali minerali e fibre. Adatte all’alimentazione degli sportivi, dei bambini e degli anziani.

Possono essere mangiate crude o cotte e non a caso il detto “una mela al giorno, toglie il medico di torno”.

Photo Credits: Ferrari Trento

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