Riccardo Cotarella’s Story: il successo di un grande enologo

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Ciò che si dà o si fa per adempiere la propria parte di un dovere, per rendere ad altri ciò che si ritiene sia loro dovuto, si chiama “tributo”.

Omaggio ed elogio ne sono efficace sinonimo, nonché parole coerenti per descrivere l’evento “Riccardo Cotarella’s Story” che ha dedicato al più autorevole winemaker contemporaneo una due giorni di celebrazione, condivisione ed approfondimento.

Nato in un paesino di poche centinaia di anime, ad un passo da Orvieto, Riccardo Cotarella entra subito in contatto con la vigna, coltivata sin dal dopoguerra da suo padre Domenico. Cresce in campagna con il fratello minore Renzo e non abbandona quei luoghi neanche quando diventa re dell’enologia mondiale, costruendo proprio lì le sue cantine. Da giovane sogna di tutto tranne che di occuparsi della campagna, ma il padre vede per lui un futuro delineato: “O studi enologia, oppure vai a zappare la terra”. L’imposizione paterna lo porta a Conegliano Veneto, dove si diploma e comincia la sua esperienza nel comparto.

Successi e trionfi, uno dietro l’altro, cominciano a piovere così come i premi e la fama che ben presto supera i confini italiani. Riccardo diventa Presidente Nazionale di Assoenologi e poi Presidente Mondiale di categoria. Non c’è ateneo che non lo inviti, non c’è nazione che non ambisca ad una sua consulenza.

E lui non fa altro che ripetere quanto il vino sia cultura e come la figura dell’enologo non serva solo ad esaltarla, ma anche a comunicarla, dato che il gusto è prima di tutto una questione di conoscenza.

Nella due giorni organizzati ad arte da Vinoway tecnica e poetica di Riccardo Cotarella si sono palesate tra assaggi e parole, in un contesto di intima narrazione, dedicata ad un parterre di enologi, produttori e giornalisti giunti in Puglia – a Cellino San Marco – da tutta Italia, e non solo.

Secondo Cotarella “Il vino ci sente, ci parla”, percepisce la profonda intesa che l’enologo intreccia con il produttore per il quale collabora.

Nel suo caso le collaborazioni sono più di 103 e la longevità dei rapporti professionali la dice lunga sul modo che Cotarella ha di intendere e sviluppare le proprie consulenze.

All’attivo una grande squadra, a partire dal genero Pier Paolo Chiasso – il “suo futuro”, come lui stesso dichiara – con il quale ha fondato la società di consulenza Chiasso Cotarella, ed una schiera di giovani enologi scelti tra i più vispi e ricettivi da lui formati, negli anni, in contesto universitario.

“Il nostro lavoro è come una droga” ci confida Cotarella “una vera e propria passione che un bravo enologo consacra al settore, un progetto prima che una formula”

Di passione, dunque, ma anche di intuito, raffinatezza e rigore sono stati intrisi i numerosi assaggi proposti da Vinoway, suddivisi in tre format territoriali, tra Nord, Centro e Sud Italia e condotti da esperti del calibro di Gianni Fabrizio, Gigi Brozzoni e Luciano Pignataro.

Non è stato facile condensare l’esperienza di 58 vendemmie in un’unica degustazione, ma l’oculata selezione dei 46 vini in assaggio ha confermato quanto il Presidente di Assoenologi sia un signorile “interprete di persone e differenze” che non si discosta mai dalla costante valutazione delle richieste del mercato.

Una fitta kermesse che ha celebrato il vino, prima ancora dell’uomo, all’insegna di un umanesimo contemporaneo dove l’istinto è in equilibrio con la ragione e la bellezza e l’armonia sono concetti imprescindibili.

Tra le tante testimonianze di affetto dei produttori presenti all’evento, giunti in Salento per questo speciale tributo, spicca quella del padrone di casa Angelo Maci, che ha fornito la cornice più appropriata ad un evento di questo calibro, tra la professionalità del servizio e la premurosità dell’accoglienza tipica di Cantine Due Palme, coordinate con gusto da sua figlia Antonella, Event Manager dell’azienda.

Da segnalare lo charme di Villa Neviera, il wine resort della storica cooperativa salentina, che ha ospitato la cena di gala, a cura dell’Associazione Chef del Mediterraneo, che ha chiuso in grande stile la rassegna.

Far diventare la Puglia per due giorni capitale nazionale del vino è stato possibile grazie alla visione ed alla sagacia di Davide Gangi, coadiuvato dal suo team di Vinoway, che vede nella caratura delle relazioni umane e professionali il dna del proprio modus operandi, ha così dichiarato:“Sono molto felice per il grande successo della due giorni dedicata ai vini del grande enologo che ha dato lustro alla vitivinicoltura italiana nel mondo, conducendoci in un viaggio tra le eccellenze vinicole del nord, centro e sud Italia, includendo anche vini prodotti all’estero. Ringrazio Riccardo Cotarella per la fiducia che ha riposto in me in quanto ha accettato il mio invito e vi assicuro che non era cosa certa o scontata”.

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