Festa dei 100: l’Irpinia brinda alla storia della famiglia Di Meo
Scritto da Redazione di vinoway | Pubblicato in eventi, news
Lo scorso 19 giugno Salza Irpina ha accolto circa 400 ospiti provenienti da tutta Italia e dall’estero per celebrare la “Festa dei 100”, l’evento organizzato dalla famiglia Di Meo in occasione di un doppio importante traguardo: i 40 anni di attività della cantina Di Meo e i 60 anni di Roberto Di Meo, enologo e fondatore dell’azienda insieme ai fratelli Erminia e Generoso.
Poco prima del tramonto, in un’atmosfera suggestiva e ricca di fascino, la famiglia Di Meo ha dato il benvenuto agli invitati. Le coinvolgenti danze della tradizionale tarantella di Montemarano hanno immediatamente immerso gli ospiti nella storia e nell’identità culturale dell’Irpinia.
Numerose le personalità del mondo del vino e della gastronomia che hanno preso parte alla serata. Tra queste, il presidente di Assoenologi Italia Riccardo Cotarella, gli enologi Stephan Filippi della Kellerei Bozen e Luca D’Attoma, intervenuti durante i festeggiamenti insieme ai giornalisti Luciano Pignataro e Antonella Amodio per condividere ricordi e aneddoti legati alla lunga amicizia con Roberto Di Meo.


Tra gli ospiti anche i giornalisti americani Ian D’Agata e Faith Willinger, lo chef londinese Jacob Kenedy del ristorante Bocca di Lupo, Riccardo e Sabrina Tedeschi dell’omonima cantina della Valpolicella, oltre a numerosi produttori campani, tra cui Peppino Pagano, Silvia Imparato, Clelia Romano, Maura Sarno e Libero Rillo. Presenti anche rappresentanti delle istituzioni, tra cui l’Assessore all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca, l’ex ministro Gianfranco Rotondi, il consigliere regionale Maurizio Petracca e l’abate Riccardo Luca Guariglia. Tutti uniti nel rendere omaggio a una storia imprenditoriale e umana costellata di successi e riconoscimenti.

Per celebrare il doppio anniversario, Roberto Di Meo ha presentato in anteprima “Cuvée 100 Roberto Di Meo”, un’etichetta esclusiva realizzata in edizione limitata: un blend di dieci annate di Fiano di Avellino, servito dai sommelier AIS Campania insieme ai vini delle Linee Tempo e Tradizione. Grande attenzione anche alla mixology, con quattro bartender impegnati nella creazione di cocktail originali a base dei distillati e dei liquori di famiglia, tra cui l’Americano al Ratafià di Nonna Erminia.
Il percorso gastronomico è iniziato all’ingresso dello storico Casino di Caccia settecentesco, con una selezione di eccellenze del territorio: i formaggi di Paolo Amato, le mozzarelle di Raffaele Barlotti, il pane con le alici di Armatore, i taralli di Valva e le caldarroste di Nigro di Acerno. Sull’aia, illuminata dai colori caldi del tramonto, gli ospiti hanno poi degustato i panini di Da Gigione, le pizze di Ciccio Vitiello, la genovese del Sea Front Pasta Bar di Giuseppe Di Martino, le preparazioni alla brace di Cristian Torsiello e le creazioni dello chef irpino Mirko Balzano, ambassador di Grano Armando. A rinfrescare la serata, i gelati e le granite della Gelateria Arturo di Avellino.
Ad accompagnare l’evento, le eleganti note del sax di Rosa Santaniello e un inedito percorso espositivo allestito nella bottaia, che ha anticipato il prossimo importante appuntamento della famiglia Di Meo. In autunno, infatti, il Calendario Di Meo celebrerà il suo 25° anniversario a Tangeri con la seconda edizione dei “Dialoghi Mediterranei”, dopo l’esperienza dedicata a Malta.
Il gran finale è stato affidato ai dolci di Carmen Vecchione della pasticceria Dolciarte di Avellino e a una spettacolare torta realizzata dai fratelli Pansa di Amalfi, composta da 1.100 piccole delizie al limone. Al centro della scena Roberto Di Meo che, affiancato dalla moglie Rossella, dai figli Alessandra e Vittorio e dal fratello Generoso, ha spento la simbolica candela del “100”.
La festa è poi proseguita fino alle prime luci dell’alba sulla terrazza della tenuta, accompagnata dalla musica del DJ avellinese Tony Rocco.
Una celebrazione memorabile che ha raccontato non solo la storia di un uomo e di una famiglia, ma anche quella di un’impresa capace di valorizzare e promuovere nel mondo il patrimonio culturale, enologico e umano dell’Irpinia.



