Cantine Spinelli: storie d’Abruzzo

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Siamo ad Atessa, in provincia di Chieti, nella Val di Sangro, su terreni accarezzati dalla Maiella e il Mar Adriatico, tra i 200 e i 380 metri di altitudine, con argille e calcare e tanta sapienza nel fare vino. Cantine Spinelli racconta una parte di Abruzzo, dai lontani anni ’70 quando Vincenzo Spinelli fonda l’azienda, passata poi di mano in mano alle generazioni fino a quella odierna, nella versione condotta dall’omonimo nipote Vincenzo.

La grande crescita avviene tra gli anni ’90 e i 2000, all’oggi l’azienda vanta cento ettari vitati di proprietà, una produzione di 14 milioni di bottiglie, il tutto gestito dalla famiglia. Incontriamo il giovane Vincenzo Spinelli durante una degustazione di alcuni vini della cantina, andiamo a raccontare gli assaggi partendo proprio dalla filosofia produttiva.

“Negli ultimi dieci anni abbiamo studiato tanto – racconta il titolare – perché abbiamo cercato la strada per un vino democratico. Oggi presentiamo le Stagioni del Vino, l’ultima linea dell’azienda, che esprime la mano del nuovo enologo, Enrico Paternoster, arrivato dal nord Italia e che ha stravolto completamente la nostra visione dei bianchi”. Aggiunge “stavamo viaggiando in un tunnel a luci basse, da quando è arrivato lui, abbiamo acceso le luci e capito tante cose”.

Paternoster lavora ufficialmente per Spinelli già da quattro anni e nei bianchi e nel rosso che andiamo a degustare si sente molto la sua mano innovativa. Dalla freschezza agile del Pecorino e del Trebbiano alla energica vitalità del rosso Montepulciano, accattivante e molto attuale. Dall’Italia settentrionale, Spinelli ha preso anche lo spirito cooperativistico, per questo all’oggi vanta dodici contadini che fanno parte ormai della famiglia da almeno trenta anni e a cui si dedica con attenzione costante.

In vigna e in cantina per tutti i vini c’è una selezione manuale delle uve, si lavora con pressature soffici e per i bianchi ghiaccio a secco e poi acciaio, per il Trebbiano è previsto il cemento. Il Montepulciano invece affina in barrique nuove per tre mesi e poi lunga sosta in bottiglia, per arrivare a piena maturazione dei terziari ed espressività al naso e al gusto.

Degustazione

Stagioni del Vino Abruzzo Doc Pecorino Superiore 2023. Il colore è brillante, al naso è molto vivace, abbastanza complesso, i profumi sono intensi di frutto a polpa bianca, subentra il fiore e si chiude con ottima sapidità al gusto. La bocca è ampia, evidente la mineralità anche all’olfattiva, persistente e fresco, mantiene una spalla acida importante che lo rende piacevole.

Stagioni del Vino Abruzzo Doc Pecorino Superiore 2022. Vino figlio di un’annata calda e siccitosa, il colore è giallo dorato. Al naso evidente il frutto esotico, la polpa bianca, una terziarizzazione schietta. Al gusto molto minerale, persistente, la struttura si consolida rendendolo un vino importante ed elegante.

Zione Cerasuolo d’Abruzzo 2023. Il colore è rosa intenso, affina sulle fecce fini prima dell’imbottigliamento. Le note immediate all’olfatto sono di frutti rossi, ciliegia, amarena, fragoline di bosco, solo dopo il fiore e le erbe selvatiche. In bocca la mineralità lo distingue, molto fresco e abbastanza persistente. Un vino gastronomico. Non da meno l’annata 2022, ha un colore buccia di cipolla, intenso al naso, al gusto rivela una certa natura tannica, perde la parte fruttata e acquista una vena grafitica, gessosa. L’ossatura di questo vino sorprende ed è ottimo da abbinare a piatti grassi.

Stagioni del Vino Trebbiano d’Abruzzo 2022. Il Trebbiano ha una maturazione più lenta rispetto al Pecorino e viene condotto a tendone, come faceva già il nonno Vincenzo. L’annata 2021 in particolare ci sorprende, si aggiudica i Tre bicchieri Gambero Rosso e la sua natura è da meditazione. Vino che può vivere da solo ha un colore giallo oro, al naso erbaceo, scuro, si evincono note di sottobosco, humus, erbe aromatiche. Complesso. In bocca è molto elegante, raffinato, il gusto pieno, armonico, dalla sapidità intensa e persistente.

Stagioni del Vino, Montepulciano d’Abruzzo 2022. Un rosso fresco, tipico, che gioca tra le spezie e il frutto. Al gusto amaricante, lungo, vino di corpo, verticale, molto interessante.

Stagioni del Vino, Montepulciano d’Abruzzo 2021. Rosso rubino intenso con riflessi violacei. Da vigneti di 55 anni, un’annata ottima, la selezione forte in vigna, un rosso davvero di carattere. Il tannino regala un imprinting notevole, il vino risulta evoluto, pronto, il legno si percepisce appena perché il riposo in bottiglia termina un ottimo lavoro. Sul finale le erbe e le spezie regalano un gusto caldo e armonico.

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