Live Vinoway, M.Rolland:”Il Merlot non può essere coltivato ovunque”

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Diociottesima live ufficiale di Vinoway. Tema: “Il vino italiano visto dai francesi”.

 
Ospiti d’eccezione come Michel Rolland, direttamente da Bordeaux, enologo e consulente di fama mondiale, lavora in più di 20 nazioni con più di 250 cantine, Julien Viaud, agronomo, enologo e principale funzionario esecutivo di Michel, Marco Caprai, titolare dell’azienda Arnaldo Caprai che lavora con la compagnia di Michel Rolland e Raoul Salama, Wine Writer, degustatore e docente della Facoltà di Enologia di Bordeaux.

Compagno di dirette Alessandro Rossi, modera Davide Gangi con la presenza  dell’interprete Giacomo Mangelli.

Una live che rimarrà nella storia del mondo del vino. Incontriamo i cugini francesi e si parla dell’Italia, come ci vedono dal territorio Franco?
Si parte attenzionando le differenze tra i degustatori delle due nazioni e, a tal proposito, emerge che l’Italia ha molti più addetti stampa che rivendicano il titolo e le conoscenze da sommelier.

Michel Rolland ci parla della sua storia e dei suoi 48 anni dedicati al vino. Oggi lavora in 21 paesi nel mondo. La prima consulenza in Italia è avvenuta nel 1991, iniziando con Antinori e poi a seguire Caprai. Considera l’Italia un immenso produttore di vino. Nei primi periodi ha riscontrato che il problema degli italiani fosse la viticoltura ma, nei 30 anni di lavoro, si son fatti grandi passi in avanti. Vi sono grandi potenzialità e si può ancora fare tanto.

Raoul Salama racconta di conoscere molto bene i vitigni blasonati pugliesi, un po’ meno il Nero di Troia rispetto al Negroamaro e Primitivo. Storicamente la Francia consumava grandi quantità di vino sfuso proveniente dalla Puglia. Oggi riscontra un interessante incremento di quantità e qualità dei vini italiani. Vi è un bel segmento di vini effervescenti italiani, di qualità tale da essere esportato anche in Francia.

Marco Caprai racconta che nella storia è stato necessario “sistemare il vigneto” affinché il vitigno potesse dare la massima espressione in termini di vino.

Hanno puntato molto sulla formazione dei giovani, tanto da realizzare un ITS per istruire i giovani agricoltori ad una viticoltura efficiente. Queste sono le strategie per far crescere un territorio.

Si parla del Merlot coltivato in Friuli e nel resto d’Italia. Michel Rolland considera che il vitigno Merlot non può essere coltivato ovunque e vi sono alcune regioni d’Italia che non riescono ad esprimere le vere potenzialità dell’uva.

Il Merlot richiede un lavoro ben calibrato sull’estrazione.

Sul finale vi è una sorpresa e si parla dell’anteprima di Merlot 2015 e 2016 della Caprai, enologicamente seguito da Rolland. Quale sarà il migliore?
In ultima battuta Davide Gangi chiede a Julien Viaud cosa consiglierebbe a Michel Rolland: “Gli consiglierei di non fermarsi mai”.

Il video integrale della diretta è presente su VinoPlay.com cliccando qui oppure su Facebook cliccando qui.

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