Riccardo Cotarella a Negroamaro Masterclass: ”Vini rossi più freschi ed eleganti, preservandone l’identità”

Scritto da | Pubblicato in Vinoway Italia Riccardo Cotarella a Negroamaro Masterclass: ”Vini rossi più freschi ed eleganti, preservandone l’identità”

Lo scorso 21 settembre, a Guagnano (Le), si è tenuta la manifestazione “Negroamaro Masterclass”, un evento dedicato al vino, organizzato dall’Associazione Terre del Negroamaro – APS, che ha messo al centro della discussione il tema “La Crisi del Vino Rosso: indagini e prospettive”.

Durante il convegno, moderato da Davide Gangi di Vinoway, con Alessandro Rossi, Antonio Marsilia, Christian Scrinzi, Cosimo Durante, Luca Grippo, Marco Pagano e Massimo Tripaldi, è intervenuto da remoto Riccardo Cotarella, Presidente Mondiale degli Enologi. Cotarella, con la sua esperienza e il suo stile appassionato, ha affrontato questioni cruciali che riguardano il settore vinicolo, delineando sia le difficoltà attuali che le prospettive future.

Ha iniziato il suo intervento rivolgendo i complimenti a Davide Gangi per il suo impegno nel mondo del vino, un settore che, soprattutto in questi tempi difficili, ha bisogno di passione e dedizione. Non ha mancato di sottolineare come le problematiche globali, tra cui guerre e crisi economiche, abbiano un impatto anche sul mercato vinicolo, ma manifestazioni come quella di Guagnano servono a mantenere viva l’attenzione e l’amore per il vino.

Cotarella ha poi parlato della vendemmia, un argomento complesso, sottolineando come in Italia non si possa fare una valutazione univoca a livello nazionale. “Abbiamo una versatilità territoriale e climatica incredibile”, ha spiegato, evidenziando come fattori come piogge, siccità e altre condizioni meteorologiche influenzino ogni area vinicola in modo diverso. Anche all’interno della stessa azienda, possono esserci notevoli differenze tra i vigneti, che dipendono dall’esposizione e dalla giacitura del terreno. “Possiamo parlare di vendemmia solo a bocce ferme, quando siamo sicuri della quantità e della qualità delle uve”, ha concluso su questo tema.

Un altro punto focale del discorso è stato il tema della crisi dei vini rossi. Cotarella ha spiegato che non basta un calo momentaneo nelle vendite per dichiarare “in crisi” un tipo di vino. Tuttavia, ha riconosciuto che i vini rossi più impegnativi e alcolici stanno soffrendo a favore di vini più freschi e leggeri. “Non possiamo sconvolgere il DNA di vini storici”, ha ammonito, invitando a preservare l’identità dei grandi rossi, pur lavorando per renderli più freschi ed eleganti, senza snaturarli.

A proposito di bianchi, Cotarella ha sottolineato come stiano vivendo un momento di maggiore attenzione, ma ha avvertito di non cadere nell’errore di produrre vini privi di carattere e personalità. “Il segreto è mantenere la connessione con il territorio e la varietà”, ha detto, ribadendo l’importanza di bilanciare tradizione e innovazione.

Il discorso si è poi spostato su uno dei vitigni più rappresentativi del territorio pugliese: il Negroamaro. Cotarella ha dichiarato che questo vitigno occupa un posto speciale nel suo cuore, non solo per la sua versatilità, ma perché rappresenta un simbolo del territorio. “Il Negroamaro si presta a molte tipologie di vino”, ha spiegato, “È il re dei rosati, ma è perfetto anche per i rossi giovani e persino per i vini da invecchiamento”. Ha sottolineato, però, che questo vitigno è profondamente legato alla sua terra, la Puglia, e che tentare di coltivarlo altrove, in regioni come Umbria o Lazio, porta a risultati insoddisfacenti. “Il Negroamaro vuole il suo territorio, il suo clima, il suo terreno e, credo, anche le sue persone”, ha affermato, rimarcando l’importanza di proteggere questo vitigno come un simbolo non solo regionale, ma nazionale.

Concludendo il suo intervento, Cotarella ha rivolto nuovamente i suoi ringraziamenti a Davide Gangi e a Alessandro Rossi, protagonisti dell’organizzazione di questi eventi di grande importanza per il mondo del vino. Ha promesso di essere presente al prossimo incontro, “Se la vendemmia me lo permetterà”, ha scherzato, lasciando trasparire un affetto sincero per i colleghi e per il settore.

Il discorso di Cotarella ha messo in luce la complessità del settore vinicolo italiano, ma anche la sua grande forza. In un momento in cui il vino rosso sta attraversando delle difficoltà, il suo messaggio è chiaro: con passione, competenza e rispetto per la tradizione, si possono superare le sfide e continuare a produrre grandi vini, che rappresentano non solo una fonte di orgoglio, ma un vero patrimonio per l’Italia.