DOC Alba
Scritto da Antonio Scatigna | Pubblicato in DOC
Nel sud del Piemonte, nel cuore dell’Albese, tra le colline delle Langhe e del Roero divise dal fiume Tanaro, si colloca la Denominazione di Origine Controllata Alba, riservata esclusivamente ai vini rossi nelle tipologie “Alba” e “Alba” riserva.
La denominazione interessa un’area particolarmente ampia e articolata che comprende l’intero territorio di numerosi comuni delle Langhe e del Roero – tra cui Barolo, La Morra, Monforte d’Alba, Serralunga d’Alba, Verduno, Treiso, Canale, Castellinaldo, Monticello d’Alba e altri – oltre a porzioni delimitate di ulteriori comuni distribuiti tra le province di Cuneo e Asti. Si tratta di un comprensorio esclusivamente collinare, con altitudine non superiore ai 580 metri s.l.m., caratterizzato da terreni argillosi, calcarei e sabbiosi in diverse combinazioni, con esclusione dei fondovalle e dei versanti non sufficientemente soleggiati.
La base ampelografica prevede un assemblaggio tra i due vitigni cardine del territorio: Nebbiolo dal 70% all’85% e Barbera dal 15% al 30%, con eventuale concorso fino al 5% di vitigni a bacca rossa non aromatici idonei alla coltivazione in Piemonte. L’identità della denominazione si fonda dunque su un equilibrio varietale che unisce struttura e tessitura tannica del Nebbiolo alla componente più fresca e dinamica della Barbera.
Dal punto di vista viticolo, i nuovi impianti devono garantire una densità minima di 3.300 ceppi per ettaro, con forme di allevamento tradizionali a controspalliera e potatura Guyot; è vietata ogni pratica di forzatura.
La resa massima di uva per ettaro è fissata in 8,0 t/ha per entrambe le tipologie, con titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 12,00% vol.
Per la menzione aggiuntiva “vigna”, riservata a vigneti con almeno 7 anni di età, la resa massima è ridotta a 7,2 t/ha dal settimo anno in poi, con titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 12,50% vol. È prevista una progressione produttiva per i vigneti giovani: al terzo anno la resa è limitata a 4,3 t/ha, al quarto a 5,0 t/ha, al quinto a 5,8 t/ha, al sesto a 6,5 t/ha, fino al raggiungimento del limite ordinario dal settimo anno. Tale impostazione evidenzia una chiara volontà regolamentare di contenere la produttività nelle prime fasi di sviluppo del vigneto, favorendo la costruzione dell’equilibrio vegeto-produttivo.
Nelle annate favorevoli è ammesso un supero produttivo entro il limite del 20% rispetto alla resa stabilita, fermo restando il rispetto del rapporto uva/vino. La Regione Piemonte può inoltre fissare limiti inferiori in caso di annata sfavorevole o per esigenze di equilibrio di mercato.
La resa massima uva/vino non può superare il 70%, corrispondente a una produzione massima di 56 hl/ha (5.600 litri per ettaro) per entrambe le tipologie. Qualora la resa superi tale percentuale ma non oltre il 75%, l’eccedenza perde il diritto alla denominazione; oltre il 75% decade il diritto per l’intero prodotto.
Le operazioni di vinificazione e invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate all’interno della zona di produzione o, in via estensiva, nell’intero territorio della provincia di Cuneo.
I periodi minimi di invecchiamento sono fissati in:
- 17 mesi per “Alba”, di cui almeno 9 in legno, con decorrenza dal 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve e immissione al consumo non prima del 1° maggio del secondo anno successivo alla vendemmia;
- 23 mesi per “Alba” riserva, di cui almeno 12 in legno, con decorrenza dal 1° novembre dell’anno di raccolta e immissione al consumo non prima del 1° novembre del secondo anno successivo.
All’atto dell’immissione al consumo, entrambe le tipologie devono presentare un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 12,50% vol, acidità totale minima di 4,5 g/l ed estratto non riduttore minimo di 23,0 g/l.
È obbligatoria l’indicazione dell’annata in etichetta. Il confezionamento deve avvenire in bottiglie di tipo Albeisa, Borgognona o Bordolese, di vetro scuro, con capacità non inferiore a 0,250 litri e non superiore a 15 litri, con esclusione del formato da 2 litri.
L’Albese rappresenta un’area storicamente considerata capitale vitivinicola di questo settore del Piemonte, comprendendo Langhe e Roero sulle opposte sponde del Tanaro. Le differenze pedologiche tra le sabbie marnose fossilifere del Roero e le marne più ricche di limo e argilla delle Langhe determinano condizioni ambientali diversificate, che si riflettono sulla maturazione delle uve e sulla struttura del vino. In questo contesto, l’“Alba” si configura come espressione di sintesi territoriale, unendo Nebbiolo e Barbera in un assemblaggio che nasce dalla tradizione locale e dall’interazione tra suoli, esposizioni e pratiche colturali.
Credits Piemonte Land of Wine



