DOC Barbera d’Alba

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Nel sud del Piemonte, tra le colline delle Langhe e del Roero che si sviluppano su entrambe le sponde del fiume Tanaro, si colloca la Denominazione di Origine Controllata Barbera d’Alba, riservata ai vini rossi nelle tipologie “Barbera d’Alba” e “Barbera d’Alba Superiore”.

La zona di produzione comprende un ampio comprensorio collinare della provincia di Cuneo, includendo l’intero territorio di comuni storicamente vocati quali Alba, Barolo, Barbaresco, Monforte d’Alba, Serralunga d’Alba, Verduno, Neive, Treiso, Govone e numerosi altri, oltre a porzioni delimitate di ulteriori comuni dell’area langarola e roerina. Si tratta di un territorio esclusivamente collinare, con altitudine non superiore ai 650 metri s.l.m., caratterizzato da suoli argillosi, calcarei e silicei, appartenenti prevalentemente alla formazione tortoniana, con marne e sabbie stratificate particolarmente favorevoli alla coltivazione della vite.

La base ampelografica prevede Barbera dall’85% al 100%, con eventuale concorso fino al 15% di Nebbiolo.

Dal punto di vista viticolo, i nuovi impianti devono garantire una densità minima di 3.300 ceppi per ettaro, con forme di allevamento tradizionali a controspalliera e potatura Guyot o cordone speronato. È vietata ogni pratica di forzatura; è consentita l’irrigazione di soccorso.

La resa massima di uva per ettaro è fissata in 10,0 t/ha per entrambe le tipologie. Il titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle uve è pari a 11,00% vol per “Barbera d’Alba” e 11,50% vol per “Barbera d’Alba Superiore”.

Per la menzione aggiuntiva “vigna”, riservata a vigneti con almeno 7 anni di età, la resa massima è ridotta a 9,0 t/ha, con titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 11,50% vol per la tipologia base e 12,00% vol per la tipologia “Superiore”.

È prevista una progressione produttiva per i vigneti giovani destinati alla menzione “vigna”: al terzo anno la resa è limitata a 5,4 t/ha, al quarto a 6,3 t/ha, al quinto a 7,2 t/ha, al sesto a 8,1 t/ha, fino al raggiungimento del limite ordinario dal settimo anno. Tale impostazione evidenzia una chiara volontà regolamentare di contenere la produttività nelle prime fasi di sviluppo dell’impianto, favorendo la costruzione dell’equilibrio vegeto-produttivo prima del pieno regime.

Nelle annate favorevoli è ammesso un supero produttivo entro il limite del 20% rispetto alla resa stabilita, fermo restando il rispetto del rapporto uva/vino. La Regione Piemonte può inoltre fissare rese inferiori in caso di annata sfavorevole o, su proposta del Consorzio di tutela, introdurre limitazioni produttive per esigenze di equilibrio di mercato, inclusa la sospensione temporanea delle iscrizioni allo schedario viticolo per nuovi impianti.

La resa massima uva/vino non può superare il 70%, corrispondente a una produzione massima di 70 hl/ha (7.000 litri per ettaro) per entrambe le tipologie. Qualora la resa superi tale percentuale ma non oltre il 75%, l’eccedenza perde il diritto alla denominazione; oltre il 75% decade il diritto per l’intero prodotto.

Le operazioni di vinificazione e invecchiamento devono essere effettuate all’interno delle province di Cuneo, Asti e Torino.

La tipologia “Barbera d’Alba Superiore” è sottoposta a un periodo minimo di invecchiamento di 12 mesi, di cui almeno 4 in legno, con decorrenza dal 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve e immissione al consumo non prima del 1° novembre dell’anno successivo.

All’atto dell’immissione al consumo, il “Barbera d’Alba” deve presentare un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 12,00% vol, acidità totale minima di 4,5 g/l ed estratto non riduttore minimo di 23,0 g/l. La tipologia “Superiore” deve raggiungere almeno 12,50% vol, con acidità totale minima di 4,5 g/l ed estratto non riduttore minimo di 23,0 g/l.

È obbligatoria l’indicazione dell’annata in etichetta. Il confezionamento deve avvenire in bottiglie di forma tradizionale, di vetro, con capacità non inferiore a 18,7 cl e con esclusione del formato da 200 cl.

Il Barbera d’Alba nasce in un territorio che deve il nome alle “Langhe”, termine che richiama le lingue di terra che si susseguono in un continuo alternarsi di profili collinari. Dal punto di vista geologico, l’area affonda le proprie radici nell’Era Terziaria, con marne tufacee e terreni tortoniani che hanno favorito nei secoli la diffusione della Barbera sui versanti meglio esposti, prevalentemente a sud e sud-ovest. Tradizionalmente considerato vino di pronta beva, il Barbera d’Alba ha progressivamente consolidato una reputazione più ampia, dimostrando la capacità di esprimersi sia in versioni immediate sia in interpretazioni più strutturate e longeve, in coerenza con le potenzialità del territorio che lo genera.

Credits Piemonte Land of Wine

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