DOC Barbera del Monferrato
Scritto da Antonio Scatigna | Pubblicato in DOC
La Denominazione di Origine Controllata Barbera del Monferrato interessa un’ampia area del Piemonte meridionale, estesa tra la provincia di Asti e parte della provincia di Alessandria. Ci troviamo nel settore centro-orientale della regione, all’interno del sistema collinare del Monferrato, con altitudini generalmente comprese tra i 150 e i 400 metri s.l.m., e con limite massimo fissato a 650 metri.
Il paesaggio è caratterizzato da rilievi dolci, esposizioni favorevoli e suoli prevalentemente calcarei, spesso poggianti su matrici marnoso-arenacee. Le condizioni climatiche temperate e la natura dei terreni contribuiscono alla regolare maturazione della Barbera, vitigno storicamente radicato in quest’area.
La denominazione comprende esclusivamente vini rossi, nelle due tipologie:
- Barbera del Monferrato;
- Barbera del Monferrato frizzante.
Anche la versione frizzante mantiene dunque la natura di vino rosso, differenziandosi per la presenza della presa di spuma.
Base ampelografica
La denominazione è riservata ai vini ottenuti da:
- Barbera minimo 85%;
- Freisa, Grignolino e Dolcetto, da soli o congiuntamente, fino a un massimo del 15%.
Norme viticole
La coltivazione è ammessa esclusivamente in collina. Sono esclusi fondovalle, terreni umidi o scarsamente soleggiati. Per i nuovi impianti non è consentita l’esposizione a nord.
La densità minima per i vigneti di nuova iscrizione o reimpianto è di 3.500 ceppi per ettaro.
Le forme di allevamento ammesse sono quelle tradizionali dell’area, in particolare la controspalliera con vegetazione assurgente, Guyot tradizionale e cordone speronato basso o sistemi equivalenti idonei a preservare la qualità delle uve. È vietata ogni pratica di forzatura.
La resa massima è fissata in:
- 10.000 kg/ha per entrambe le tipologie;
- titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve: 11,00% vol.
Per la menzione aggiuntiva “vigna”, la resa massima è di 9.000 kg/ha a regime, con titolo alcolometrico naturale minimo di 12,00% vol. e limiti progressivamente ridotti nei primi anni di impianto.
Norme di vinificazione
Le operazioni di vinificazione e di eventuale invecchiamento devono essere effettuate all’interno della zona di produzione. Tuttavia, in continuità con le situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni avvengano nell’ambito dell’intero territorio della Regione Piemonte.
La resa massima uva/vino non può superare il 70%, corrispondente a 7.000 litri per ettaro. Superamenti entro il 75% comportano la perdita della denominazione per l’eccedenza; oltre tale limite decade il diritto alla DOC per l’intera partita.
È consentito l’arricchimento nei limiti previsti dalla normativa vigente.
Caratteristiche al consumo
Barbera del Monferrato (vino rosso)
- Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol. (12,00% per la menzione “vigna”)
- Acidità totale minima: 4,5 g/l
- Estratto non riduttore minimo: 23,0 g/l
Barbera del Monferrato frizzante (vino rosso)
- Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.
- Acidità totale minima: 4,5 g/l
- Estratto non riduttore minimo: 23,0 g/l
Per la tipologia frizzante è ammessa la presa di spuma secondo la normativa vigente. L’indicazione dell’annata è obbligatoria, ad esclusione della versione frizzante.
Designazione e confezionamento
È vietato l’uso di qualificazioni aggiuntive non previste dal disciplinare. La menzione “vigna” deve essere accompagnata dal relativo toponimo e riportata in etichetta con caratteri non superiori al 50% rispetto alla denominazione.
Il confezionamento è previsto esclusivamente in bottiglie di vetro di forma e colore tradizionale, con capacità non inferiore a 18,7 cl, ad esclusione del formato da 2 litri. Per i vini con menzione “vigna” la capacità massima consentita è di 5 litri.
Cenni storici e tradizione produttiva
Nel Monferrato è storicamente attestata la pratica del taglio con modeste percentuali di altre uve, in particolare Freisa nell’area casalese e astigiana e Dolcetto nell’ovadese. Era inoltre consuetudine imbottigliare una parte del vino nuovo nel mese di marzo, quando conservava ancora residui zuccherini tali da consentire una rifermentazione naturale in bottiglia con presa di spuma: da questa tradizione deriva la versione vivace o frizzante della denominazione.
Già nell’“Ampelografia della Provincia di Alessandria” di Leardi e Demaria (1873), la Barbera veniva descritta come vitigno «conosciutissimo ed una delle basi principali dei vini dell’Astigiano e del basso Monferrato, dove è indigeno e da lunghissimo tempo coltivato», testimonianza della sua radicata presenza nel territorio.
Credits Piemonte Land of Wine



