Addio ad Arnaldo Caprai, imprenditore visionario
Scritto da Redazione di vinoway | Pubblicato in cronaca, news
Nel pomeriggio di domenica 4 gennaio, all’età di 92 anni, si è spento Arnaldo Caprai, circondato dall’affetto della moglie Fiorella, dei figli Arianna, Marco e Luca e degli amati nipoti. Con la sua scomparsa l’Umbria e l’Italia perdono uno dei protagonisti assoluti dell’imprenditoria del secondo Novecento.
Dal tessile al vino, dal merletto al Sagrantino: per oltre settant’anni Caprai ha incarnato l’eccellenza del Made in Italy, costruendo un ponte solido e visionario tra tradizione artigianale e innovazione industriale, capace di portare il nome dell’Umbria nel mondo.
«Nostro padre è stato un uomo profondamente ottimista e generoso – raccontano i figli – e ci lascia l’insegnamento di guardare sempre avanti, di credere nell’impresa e nello sviluppo. Ha avuto una grande visione imprenditoriale, prima nel tessile e poi nel vino, unita a un forte impegno sociale. Fino all’ultimo ci ha trasmesso la convinzione che il futuro si costruisce con passione e fiducia».
Nato nel 1933, Arnaldo Caprai muove i primi passi nel mondo del lavoro a soli 22 anni, come venditore di corredi e biancheria per la casa nell’Italia centrale. Grazie a passione, competenza e spirito di iniziativa, la sua attività cresce rapidamente, fino a spingerlo a mettersi in proprio e ad avviare la produzione diretta.
Nel 1964 apre il primo maglificio artigianale; quattro anni dopo fonda la Maglital, divenuta poi celebre nel mondo con il marchio Cruciani. A metà degli anni Settanta realizza una filiera completamente integrata, che gli consente di controllare l’intero processo produttivo e di creare manufatti di straordinaria qualità ed eleganza per la casa.
In quegli stessi anni nasce la sua profonda passione per il merletto, che lo porta a dare vita a una collezione museale unica: oltre 25.000 reperti, considerata la più importante collezione di arti tessili al mondo. Nel 2007 inaugura il primo Museo Virtuale delle Arti Tessili, intuizione pionieristica che gli vale il Premio Guggenheim “Impresa & Cultura”.
L’azienda tessile Arnaldo Caprai diventa così un riferimento internazionale del Made in Italy, con produzioni che spaziano dalla biancheria pregiata ai capi in cashmere firmati Cruciani.
La notorietà internazionale di Arnaldo Caprai è però indissolubilmente legata al Sagrantino di Montefalco. Nei primi anni Settanta, quando questo vitigno autoctono era poco conosciuto e confinato a una dimensione locale, Caprai ne intuisce il potenziale straordinario. Nel 1971 acquista 42 ettari a Montefalco, di cui quattro già vitati nella Tenuta Val di Maggio, dando avvio a un progetto ambizioso e visionario.
«Nostro padre scelse di investire nel Sagrantino perché era il vino che più di ogni altro poteva rappresentare l’identità e la notorietà di questo territorio», ricordano i figli.
Grazie a una ricerca costante dell’eccellenza e a un approccio innovativo mutuato dall’esperienza industriale, l’azienda Arnaldo Caprai diventa leader nella produzione del Sagrantino di Montefalco, contribuendo in modo decisivo a far conoscere questo vino e il suo territorio nel mondo.
Oggi l’azienda produce circa un milione di bottiglie l’anno, presenti sulle tavole più prestigiose a livello internazionale e premiate dai massimi riconoscimenti del settore. Il nome di Arnaldo Caprai resterà per sempre legato a quelle bottiglie simbolo di una visione capace di trasformare un vitigno dimenticato in un’eccellenza globale.
Il 2 giugno 2003 Arnaldo Caprai viene insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per meriti in agricoltura, riconoscimento che suggella un percorso umano e professionale lungo settant’anni.
Una vita dedicata non solo al successo economico, ma anche alla responsabilità verso il territorio, le persone e le generazioni future.
«Ci ha insegnato il rispetto profondo per il nostro lavoro e per chi lo condivide con noi», concludono i figli.



