Contraffazione Made in Italy: istituita la commissione parlamentare d’inchiesta

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La Commissione d’inchiesta sarà composta da 21 deputati scelti dal presidente della Camera,

“Non possiamo che esprimere soddisfazione per l’istituzione della Commissione Parlamentare d’inchiesta contro la contraffazione del ‘made in Italy’, una dimostrazione della consapevolezza del danno arrecato dagli agropirati al nostro territorio, al reddito delle imprese, troppo spesso con gravi ripercussioni sulla salute dei consumatori”. E’ il commento del Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla notizia dell’approvazione a maggioranza della proposta di legge.
“Ringraziamo – continua Cantele – l’on. Colomba Mongiello, componente della Commissione Agricoltura della Camera e prima firmataria del proposta di legge per l’istituzione dell’organismo oggi approvata dall’Aula a larghissima maggioranza che dimostra quanto la Puglia sia in prima linea per combattere chi boicotta il vero ‘made in Italy’ agroalimentare”.

La Commissione, composta da 21 deputati scelti dal presidente della Camera, si impegnerà a ricercare le dovute informazioni utili a combattere la produzione e la diffusione delle cosiddette merci contraffatte e usurpative raccogliendo i dati territoriali, analizzando i limiti tecnologici, normativi, istituzionali, organizzativi e finanziari e rendendo adeguati gli interventi in merito da parte delle istituzioni.

“Il fronte dell’illegalità è ampio – aggiunge il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio – e al vertice della piramide criminale si colloca l’“agropirateria” che si sviluppa attraverso le importazioni, la manipolazione e la trasformazione di prodotti agricoli di dubbia qualità e provenienza che giungono nel nostro Paese e che diventano “made in Puglia” e “made in Italy” fregiandosi in modo fraudolento dell’immagine che accompagna, nel mondo, le produzioni nostrane. È indispensabile evitare che continuino ad essere secretati i dati relativi alle importazioni dei prodotti agricoli nei nostri territori, addirittura nei confronti degli Organi di Controllo. È, inoltre, assolutamente necessario che l’attività di controllo sia accompagnata da un sistema sanzionatorio più rigido che preveda, per coloro che si macchiano di reati contro la sicurezza alimentare, pene pecuniarie molto elevate fino ad arrivare alla detenzione e alla confisca di beni mobili ed immobili”.

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