Vini pugliesi protagonisti a Roma con Go Wine

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I vini pugliesi protagonisti a Roma il 5 febbraio, in un evento organizzato da Go Wine, associazione di Alba nota per fare del vino un’esperienza itinerante, da una città all’altra da una varietà all’altra, per far conoscere al grande pubblico etichette più o meno note.

Apriamo con le bollicine di Mazzone, azienda in provincia di Bari, di cui assaggiamo Lucy, Rosè Metodo Classico, millesimato 2020, extra Brut da Nero di Troia, 24 mesi sui lieviti e molto lungo, bollicina fine, lievemente speziato. Il Metodo Classico da Bombino Bianco, sempre 2020, dosaggio zero, molto fresco, raffinato, verticale, piacevole. Giovane realtà che vuole raccontare però antiche radici è Terre di Maria, azienda nata dalla volontà di due fratelli di recuperare una memoria storica, targata biologico. Siamo nel Tavoliere delle Puglie, con un clima soleggiato e ventoso. Assaggiamo Bianco Puglia Igp, Biologico, da uve Verdeca e Chardonnay. Tre mesi di barrique che donano leggeri sentori agrumati e di frutto bianco estivo, vino lievemente balsamico su un finale asciutto.

L’azienda D’Alfonso del Sordo, nel nord della Puglia, su terreni calcarei, ci offre un’ampia scelta, forte di una storia vinicola che prende il via nel lontano 1800 in un territorio ricco di tradizione. Dal Metodo Martinotti, Centofàte, 2020, al Catapanus, Bombino Bianco 2023, che fa solo acciaio, molto fresco. Con Cortecampana Falanghina 2023, affinamento in solo acciaio, arriviamo a un buon risultato di un vino bianco minerale, intenso, sapido e lungo. Terminiamo con Dammirose, Rosato, Nero di Troia Puglia Igp, 2023, fruttato, elegante, delicato.

Borgo Turrito in provincia di Foggia, propone Calarosa, Metodo Classico da Nero di Troia, brut, 24 mesi sui lieviti, con raccolta delle uve a fine agosto. Apprezziamo molto Terra Cretosa, Falanghina 2024 da terreno argilloso, note di fiori bianchi e molto profumato. Calarosa, Rosato da Nero di Troia, 2024, per queste uve la raccolta avviene a metà settembre, con vinificazione in bianco e l’estrazione, a detta del produttore, avviene già durante il tragitto dopo la raccolta, a causa delle alte temperature! Va in pressatura diretta e ne esce un vino dalla bella sapidità, floreale al naso e arricchito da sentori di fiori bianchi. Molto buono.

Da Salice Salentino in provincia di Lecce, l’azienda Leone de Castris, assaggiamo il Fiveroses, Metodo Classico da uve Negroamaro, millesimato 2021, molto buono, vivace, agile, con sentori di macchia mediterranea. Il Fiveroses Negroamaro vinificato in rosa, 2024, molto fruttato. Infine, il Fiano 2024, Angiò, che fa criomacerazione con neve carbonica, un metodo molto innovativo. La resa è di una bella freschezza e molta acidità. I rossi si presentano morbidi ed eleganti, poco tannici, Colpo di Zappa, Gioia del Colle Primitivo Doc, 2020, fa solo acciaio e due anni di bottiglia, ha un carattere fruttato ed è molto piacevole al gusto. Il Salice Salentino, Negroamaro Riserva 2020 prevede invece 12 mesi in botte piccola e grande, con un assemblaggio finale e attesa di 2 anni in bottiglia. Al naso esprime un frutto intenso, rotondo, succulento, in bocca rimane fruttato, lungo, avvolgente.

Rimaniamo incuriositi da Verso Sud Igp Puglia Susumaniello 2022 dell’azienda I Pàstini, a Martina Franca, Taranto. Questo vino affina 10 mesi in acciaio, poi botte di rovere francese che gli dona un carattere decisamente fruttato, caldo, avvolgente, abbastanza aperto la naso, molto morbido al gusto.

Di Alberto Longo vogliamo menzionare Le Cruste, Igp Puglia rosso Nero di Troia, 2022, fermenta in acciaio per 20 giorni circa e poi affina in botti di rovere, barrique e tonneau di vari passaggi per almeno 10 mesi e poi trascorre un anno in bottiglia. Il profumo è molto intenso, caldo all’assaggio, lievemente balsamico, note di viola e tabacco, persistente. Cacc’e Mmitte di Lucera Dop, un vino originalissimo da uve Nero di Troia, Montepulciano d’Abruzzo e Bombino Bianco, affina in cemento per almeno 8 mesi, poi in bottiglia rimane per 6 mesi. Ha un naso molto intenso, ricco di frutti, armonico e tannico, molto lungo, al sorso persistente e minerale con note di china. Davvero buono.

Puglia terra di rosati, ne vogliamo parlare in doppia interpretazione, con Santimedici Negroamaro rosato, Salento Igt Castel di Salve, fa macerazione sulle bucce per 12 ore, il colore è un acceso rosa corallo, molto floreale, al guato sapido, lungo e lievemente mentolato sul finale. Altro rosato ottimo è Venus, Igp Salento rosato 2023, Conti Zecca, da uve Negroamaro al 70%su terreni di origine alluvionale, esprime delicate note floreali, al naso frutto rosso maturo, in bocca è molto fresco e minerale.

Terminiamo con un’azienda virtuosissima, Cantina Fiorentino, di Galatina, Lecce, partiamo da un Negroamaro Igp Salento, 2019, Piromafo, fatto solo nelle annate migliori, è il vino di punta della viticoltura salentina, da uve Negroamaro Cannellino e nella sua versatilità si abbina molto bene ai piatti tradizionali salentini. Su questi terreni calcareo argillosi le viti resistono a lunghi periodi di siccità, perché l’acqua viene trattenuta nel sottosuolo. Questo vino affronta un lungo affinamento in grandi botti di rovere e poi una giusta attesa in bottiglia. In bocca è lungo, caldo e robusto, la sua complessità non preclude comunque a una certa freschezza. Galatea è un Negroamaro 2023, fa solo acciaio, da selezione di uve condotte ad alberello, riesce a restituire grande freschezza, agilità, ne vien fuori un rosso piacevole. Il Primitivo è invece meno versatile, Primitivo Igp Salento 2023, al sorso risulta glicerico, morbido, mantiene bene l’acidità, il frutto persiste ma è poco maturo. Il produttore ci propone una sorpresa per terminare questo breve viaggio nel tacco dello stivale, un assaggio di vasca di Susumaniello 2024, molto accattivante, ancora fresco e vivace, promette bene.

Nella proposta food citiamo volentieri Loris Benacquista, di Campoli Appennino che propone una bella scelta di formaggi da abbinare ai vini.

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