Veneto tour al Vinitaly 2015: Malanotte si!

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Dopo il primo appuntamento con il Prosecco procediamo il nostro tour Veneto spostandoci  a sud dove il fiume Piave si apre nella pianura trevigiana verso la laguna di Venezia.

Malanotte è un antico borgo medioevale che si trova a Tezze sul Piave e che dà il nome alla DOCG Malanotte del Piave. In quest’area di produzione vengono coltivati i vitigni Raboso Piave e Raboso Veronese entrambi utilizzati per produrre appunto il Malanotte del Piave DOCG.

La varietà Raboso Piave ha  origini antichissime in questo territorio e il nome sembra derivare da “rabbioso” termine dialettale che andrebbe a descrivere il carattere deciso e duro del vino prodotto con questo vitigno. Il Raboso Veronese sempre coltivato in quest’area, nonostante il nome, che in realtà è il cognome della persona che per prima ha introdotto il vitigno, ha delle caratteristiche meno “decise” del primo e dona al vino una maggiore morbidezza.

Dagli anni 50 l’uomo ha sapientemente migliorato la qualità dei vini a base Raboso Piave fino a raggiungere dei livelli e delle caratteristiche tali da esigere una maggiore  tutela. Dal 2010 nasce la DOCG Malanotte del Piave che prevede una base ampelografica costituita da 70% Raboso Piave e 30% Raboso Veronese. Di quest’ultimo 30% un 5% può essere composto da altri vitigni a bacca rossa consentiti da disciplinare.

La produzione prevede l’appassimento di una parte di uva (15-30%) e una maturazione di almeno 12 mesi in botte di legno e 4 mesi di affinamento in bottiglia. Complessivamente sono richiesti un minimo di 36 mesi di “invecchiamento”.

Dopo aver  velocemente illustrato alcuni aspetti storico produttivi veniamo ai “sorsi”, ci soffermiamo a due realtà aziendali storiche del territorio del Piave incontrate in questa edizione del Vinitaly.

Antonio Facchin – San Polo di Piave (TV)

L’azienda ha radici storiche e dal 1870, da quattro generazioni, i Facchin gestiscono e producono vini di qualità con grande rispetto per la tipicità del territorio. “Per Casa Facchin il vino è tutto, è la vita che si trasmette da padre in figlio”

Malanotte del Piave DOCG 2009
Fin dalla mescita si percepisce la struttura importante di questo vino dal colore rosso rubino con tonalità granato. Al naso l’ingresso è fruttato con note evolute di marasca e mirtillo sotto spirito, si sussegue l’ingresso in punta di piedi delle spezie che si esprimono con ricordi di caffè, tabacco e cioccolato. Sentori erbacei terrosi e accenni balsamici completano il quadro olfattivo che è complesso e fine. L’ingresso in bocca è deciso, caldo, morbido e tannico, nonostante la sua struttura la freschezza lo rende equilibrato, persistente e armonico. Un vino pronto che senz’altro ci potrà regalare ancora molto per altri 3-5 anni.

Bonotto delle Tezze – Vazzola (TV)

Un’antica corte del 700 fa da cornice a quest’azienda che da molte generazioni interpreta in senso moderno le proprie radici e il territorio. L’accoglienza nel “cortivo” della corte è forse la metafora della loro filosofia produttiva e della famiglia: il piacere  della compagnia.

Malanotte del Piave DOCG 2011
Di color rosso rubino allieta la vista e ne preannuncia la sua personalità. Si presenta  al naso con intensità e con note di confettura di ciliegia e prugna. L’alcol è ben amalgamato e la sua componente ci riporta al ricordo di piccoli frutti sotto spirito. Note verdi di fieno, sentori sabbiosi e spezie si alternano in modo delicato e ci riportano ai ricordi di vaniglia, cioccolato, caffè, liquirizia e rabarbaro.
In bocca è secco, caldo e morbido. Tannico e nel contempo fresco, di grande struttura, gli aromi di bocca sono fruttati,  che proseguono senza discostarsi dai ricordi olfattivi. Ottima la persistenza. Un vino quasi pronto che merita ancora un periodo di affinamento in bottiglia per raggiungere la massima armonia.

Vi lascio queste note, dandovi  l’appuntamento al prossimo intervento su alcuni progetti che meritano di essere menzionati prima di chiudere la “eco” del Vinitaly 2015.

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