Dolcetto d’Acqui DOC

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La denominazione Dolcetto d’Acqui DOC interessa un’area vitivinicola situata nel sud del Piemonte, nel territorio dell’Alto Monferrato alessandrino, attorno alla città termale di Acqui Terme, in provincia di Alessandria.

Il paesaggio è caratterizzato da un sistema collinare articolato, con altitudini moderate e versanti ben esposti, dove la viticoltura si sviluppa su suoli prevalentemente argilloso-calcarei con componenti tufacee. In questo contesto pedoclimatico il vitigno Dolcetto ha trovato nel tempo condizioni particolarmente favorevoli alla sua coltivazione, contribuendo alla definizione dell’identità enologica locale.

Vitigni e base ampelografica

Il disciplinare di produzione prevede l’utilizzo esclusivo del vitigno Dolcetto, che deve essere presente al 100% nei vigneti destinati alla produzione della denominazione.

Questa scelta ampelografica riflette una tradizione viticola storicamente radicata nell’area dell’Acquese, dove il Dolcetto rappresenta una delle varietà più diffuse e rappresentative del patrimonio viticolo piemontese.

Area di produzione

La zona di produzione della Dolcetto d’Acqui DOC comprende l’intero territorio di numerosi comuni della provincia di Alessandria, situati nell’area collinare dell’Acquese e dell’Alto Monferrato.

Tra i principali comuni interessati rientrano Acqui Terme, Alice Bel Colle, Ricaldone, Cassine, Strevi, Rivalta Bormida, Castelnuovo Bormida, Sezzadio, Terzo, Bistagno, Ponti, Denice, Ponzone, Spigno Monferrato, Cartosio, Morbello, Grognardo, Cavatore, Melasso, Visone e Orsara Bormida, oltre ad altri centri del comprensorio.

La viticoltura si sviluppa prevalentemente in contesti collinari con giaciture e orientamenti favorevoli, mentre i terreni sono caratterizzati da una composizione argilloso-tufacea e calcarea, ritenuta particolarmente idonea alla coltivazione del Dolcetto.

Principali elementi del disciplinare

Il disciplinare stabilisce specifiche norme relative alla gestione dei vigneti e alla produzione del vino, nel rispetto delle pratiche tradizionali della zona.

Le forme di allevamento, i sistemi di potatura e i sesti d’impianto devono essere quelli generalmente utilizzati nel territorio, con l’obiettivo di mantenere un equilibrio produttivo idoneo alla qualità delle uve.

La denominazione prevede due tipologie:

  • Dolcetto d’Acqui
  • Dolcetto d’Acqui Superiore

Quest’ultima tipologia richiede parametri qualitativi più elevati e un periodo di affinamento minimo di un anno, contribuendo a definire una versione più strutturata del vino all’interno della denominazione.

Cenni storici

La coltivazione del Dolcetto nell’area dell’Acquese è documentata da lungo tempo ed è strettamente legata alla tradizione agricola delle colline dell’Alto Monferrato.

Il riconoscimento ufficiale della denominazione Dolcetto d’Acqui DOC risale al 1972, anno in cui venne approvato il disciplinare di produzione che ha definito i confini territoriali e le principali norme produttive della denominazione.

Conclusione

La Dolcetto d’Acqui DOC rappresenta una delle espressioni storiche della viticoltura dell’Alto Monferrato alessandrino, valorizzando il legame tra il vitigno Dolcetto e il contesto collinare dell’Acquese, dove condizioni pedoclimatiche e tradizione agricola contribuiscono a delineare l’identità produttiva della denominazione.

Credits Piemonte Land of Wine

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