DOC Nebbiolo d’Alba

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Nel sud del Piemonte, tra le colline delle Langhe e del Roero che si sviluppano su entrambe le sponde del fiume Tanaro, si colloca l’area di produzione della Denominazione di Origine Controllata Nebbiolo d’Alba. La denominazione è riservata a vini ottenuti esclusivamente da uve Nebbiolo e si articola nelle tipologie “Nebbiolo d’Alba”, “Nebbiolo d’Alba Superiore”, “Nebbiolo d’Alba Spumante” e “Nebbiolo d’Alba Spumante Rosè”.

L’area produttiva interessa un ampio comprensorio collinare della provincia di Cuneo, comprendendo l’intero territorio di comuni quali Canale, Castellinaldo, Corneliano d’Alba, Monticello d’Alba, Piobesi d’Alba, Priocca, Sinio e Govone, oltre a porzioni delimitate di numerosi altri comuni delle Langhe e del Roero, tra cui Alba, Bra, La Morra, Verduno, Monforte d’Alba, Novello e Serralunga d’Alba.

Dal punto di vista pedologico, i suoli sono prevalentemente argillosi, calcarei e silicei, spesso in combinazione tra loro. La giacitura è esclusivamente collinare, con esclusione dei fondovalle, delle aree umide e pianeggianti e dei versanti non adeguatamente esposti. L’altitudine non può superare i 650 metri s.l.m. L’esposizione deve garantire un’idonea maturazione delle uve, con esclusione del versante nord compreso tra –22,5° e +22,5° sessagesimali.

I nuovi impianti o reimpianti devono prevedere una densità minima di 3.300 ceppi per ettaro, adottando forme tradizionali quali la controspalliera con potatura a Guyot. È vietata ogni pratica di forzatura; è consentita l’irrigazione di soccorso.

Le rese massime di uva per ettaro sono fissate in:

  • 9,0 t/ha per “Nebbiolo d’Alba” e “Nebbiolo d’Alba Superiore”;
  • 11,0 t/ha per “Nebbiolo d’Alba” Spumante e “Nebbiolo d’Alba” Spumante Rosè.

I titoli alcolometrici volumici minimi naturali delle uve sono pari a 11,50% vol per “Nebbiolo d’Alba”, 12,00% vol per la versione “Superiore” e 11,00% vol per le versioni spumanti.

La denominazione può essere accompagnata dalla menzione aggiuntiva “vigna”, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, purché il vigneto abbia un’età minima di 7 anni. In tal caso la resa massima è ridotta a 8,1 t/ha, con titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 12,00% vol per la tipologia base e 12,50% vol per la tipologia “Superiore”.

Per la menzione “vigna” è prevista una progressione produttiva nei vigneti giovani: fino al secondo anno non è ammessa produzione; dal terzo al sesto anno le rese consentite aumentano gradualmente (da 4,8 a 7,2 t/ha), con titoli alcolometrici minimi naturali rispettivamente di 12,00% vol per la versione base e 12,50% vol per la versione “Superiore”. Tale impostazione evidenzia una precisa scelta regolamentare volta a contenere la produttività nelle prime fasi di sviluppo del vigneto, favorendo il consolidamento dell’equilibrio vegeto-produttivo prima del pieno regime.

Nelle annate favorevoli è ammesso un incremento produttivo entro il limite del 20% rispetto alle rese stabilite, fermo restando il rispetto del rapporto uva/vino. In caso di annata sfavorevole, la Regione Piemonte può fissare rese inferiori, anche differenziate all’interno della zona di produzione. Inoltre, su richiesta del Consorzio di tutela e sentite le rappresentanze di filiera, la Regione può stabilire la sospensione o la regolamentazione temporanea delle iscrizioni allo schedario viticolo per i nuovi impianti che comportino un aumento del potenziale produttivo della denominazione.

La resa massima uva/vino non può superare il 70%, corrispondente a una produzione massima di:

  • 63 hl/ha (6.300 litri per ettaro) per “Nebbiolo d’Alba” e “Nebbiolo d’Alba Superiore”;
  • 77 hl/ha (7.700 litri per ettaro) per le versioni Spumante e Spumante Rosè.

Qualora la resa superi il 70% ma non oltre il 75%, l’eccedenza perde il diritto alla denominazione; oltre il 75% decade il diritto per l’intero prodotto.

Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate nelle province di Cuneo, Asti e Torino.

I periodi minimi di invecchiamento sono fissati in:

  • 12 mesi per “Nebbiolo d’Alba”, con decorrenza dal 1° novembre dell’anno di raccolta e immissione al consumo non prima del 1° novembre dell’anno successivo;
  • 18 mesi per “Nebbiolo d’Alba Superiore”, di cui almeno 6 in legno, con decorrenza dal 1° novembre dell’anno di raccolta e immissione al consumo non prima del 1° maggio del secondo anno successivo;
  • 6 mesi per le tipologie Spumante e Spumante Rosè, con immissione al consumo non prima del 1° maggio dell’anno successivo alla vendemmia.

Per le versioni spumanti sono consentiti sia il metodo Martinotti sia il Metodo Classico, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di affinamento.

All’atto dell’immissione al consumo, i vini devono presentare un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 12,00% vol per “Nebbiolo d’Alba” (12,50% vol con menzione “vigna”), 12,50% vol per la versione “Superiore” (13,00% vol con menzione “vigna”) e 11,50% vol per le tipologie spumanti. L’acidità totale minima è fissata in 4,5 g/l; l’estratto non riduttore minimo è pari a 21,0 g/l per la tipologia base, 22,0 g/l per la versione “Superiore”, 17,0 g/l per lo Spumante e 16,0 g/l per lo Spumante Rosè.

Nella designazione è vietata l’aggiunta di qualificazioni diverse da quelle previste dal disciplinare. È obbligatoria l’indicazione dell’annata per tutte le tipologie, con esclusione delle versioni spumanti.

Il confezionamento deve avvenire in bottiglie di forma tradizionale o corrispondente ad antico uso, di capacità consentita dalle disposizioni vigenti ma comunque non inferiori a 18,7 cl, con esclusione del formato da 200 cl; per le tipologie spumanti la capacità minima è di 20 cl.

La DOC Nebbiolo d’Alba si configura come una denominazione che valorizza il vitigno Nebbiolo in un’area ampia ma pedologicamente coerente, articolata tra Langhe e Roero, regolata da parametri produttivi definiti e strumenti di gestione volti al mantenimento dell’equilibrio qualitativo e territoriale.

Credits Piemonte Land of Wine

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