Pavana
Scritto da vinoway | Pubblicato in vitigni
Il nome di questo vitigno deriva da una storpiatura del termine “padovano”. Citata dall’Acerbi tra i vitigni coltivati nei “contorni di Trento” con il nome di Pavana analogamente agli ampelografi di area tedesca che ne ignorano il sinonimo Vicentina (Goethe, 1878), viene descritta per la prima volta da Molon (1906). Diffusa in passato in molte zone del Veneto è giunta in Trentino attraverso la Valsugana dove è presente sporadicamente allo stato di reliquia ai confini con il feltrino e l’alto vicentino (Marchesoni, 2010). Il Perez (1900) e lo Zava (1901) descrivono una Visentinona coltivata in provincia di Verona che corrisponde alla Visentina trentina.
Il Di Rovasenda (1877) cita una Pavana coltivata a Udine. È ricordata in un documento del 500, conservato a Trento, redatto in latino: “Tres mastellos cum dimidio vini pavani in zarpias”.
Sinonimi
Vicentina, Pavana (a Verona), Nera gentile di Fonzaso, Nostrana nera (a Belluno), Vesentinona (a Verona), Vesentinela veronese della Val d’Illasi, Peloseta nera, Visentina trentina.
Nomi errati: Marzemina nera.
Zone di coltivazine
La Pavana, era il vino emblematico dalla Valsugana, era coltivata ovunque , a varie altitudini ed esposizioni, dal Forte di Civezzano alle Scalette di Primolano.
Sensibilità malattie ed avversità
Buona rusticità nei confronti di peronospora ed oidio, media sensibilità alla botrite.
Caratteristiche del vino
La varietà consente di ottenere vini di colore rosso rubino, caratterizzati da note fruttate (frutti di bosco), leggermente vegetali (da giovani). Al gusto i vini sono sapidi, leggermente amarognoli e un po’ aciduli.
Utilizzazione enologica
Dopo qualche anno di maturazione prevalgono le note speziate; buona la tenuta acidica e caratteristiche organolettiche di media qualità. Si presta per produrre sia vini in purezza che per uvaggi a vini rossi con buona complessità.
Fonte: Istituto Agrario di San Michele all’Adige.



