Rum, Ron o Rhum: iniziamo a degustare…

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Degustare Rum, Ron o Rhum è abbastanza simile, tranne che per i carta bianca e i Full Proof.
I carta bianca, se si amano, sono rum dai profumi floreali, semplici e, molto spesso, fanno prevalere la nota alcolica. Esclusi i Rhum AOC che hanno una loro relazione territoriale, finanche di veri e propri cru in qualche caso.

I rum colorati, invece, hanno i loro riti e le loro specifiche.

Cominciamo con il bicchiere, come sempre. La prima domanda è gambo si o gambo no. Scegliemmo per tempo di non avere eccessivi tecnicismi e dunque non dobbiamo dare voti o stilare classifiche, ma solo godere a pieno, in senso oserei dire epicureo della bontà di questo distillato. Sui distillati giovani opterei per un bicchiere con gambo corto, panciuto e dall’imbocco non troppo largo.

Temperatura di servizio 14-18 °C.

Su quelli più complessi meglio un tumbler panciuto con fondo spesso e imboccatura ampia.

Nella degustazione dei rum bianchi non ci dilunghiamo, sono belle esperienze per buoni rhum (Trois Rievieres, AOC Martinica, ad es.), esperienze sconsigliate per la maggior parte dei rum e dei ron.

La carta bianca, anche nei nomi famosi, è solo una ottima base per ottimi cocktail.I distillati complessi vanno serviti a 18 gradi massimo e tenuti in mano per poterne apprezzare i profumi, ovvio che non va inserito il naso nel bicchiere, le intensità sono elevate e dunque basta tenerlo in linea con il bordo superiore dell’imbocco e inclinare il bicchiere aumentando la superficie di evaporazione. Il rum, a differenza di tantissimi altri distillati, ama il movimento. Lento e regolare come il rollio di una barca in mare. Con il naso si vada piano che gli aromi sono tanti e complessi in ragione del distillato, della lavorazione, dell’invecchiamento e del tipo. Sul colore non ci dilunghiamo, il colore è indicativo dell’età e della lavorazione solo per i disciplinari che NON consentono l’aggiunta di caramello altrimenti non ha contenuto informativo affidabile. Veniamo al gusto e ad alcune tecniche che uso normalmente, tecniche assolutamente personali ma che mi danno una qualche soddisfazione. Del rum mi piace degustare “il terzo sorso”. I primi due, piccoli, servono per “abituare la bocca”. Se il liquido è ben tenuto entra a una ventina di gradi, trova cmq delle tracce e risulta insieme drogato ed aggressivo. un bicchiere di acqua dopo il secondo sorso (io la preferisco fredda e gasata) e al terzo sorso avremo (o forse ho solo io ma provate) la bocca pronta a percepire le note più dolci e aromatiche del nostro compagno di meditazione. Non chiedetemi lo spettro delle percezioni aromatiche o gustative, esistono circa 4000 rum … Del tutto evidente che nei rum caramellati il caramello sovrasta mentre in quelli di lungo invecchiamento nelle botti americane emerge la vaniglia, nei brown che hanno fatto passaggi in botti di cherry emerge il tostato e la nocciola e così via. Il rum, ron, rhum ha successo perché chiunque tu sia e da qualunque parte vieni puoi trovarne uno che ti piace.La cos importante è che sia rotondo. Un ragionamento un po’ più complesso andrebbe fatto per i Full Proof. Di norma ad essi si dovrebbe aggiungere acqua, di eccellente qualità. Il punto è: se acquisto un Full è perché voglio assaggiare un Full altrimenti ne compravo un altro non vi pare? Comunque se proprio volete allungarlo usate l’acqua della rugiada ….. Di Rum e Cioccolato ne parlano tutti come se il rum fosse uno solo e il cioccolato uno solo. Eviterò di annoiarvi con banalità, magari il direttore apre una rubrica cioccolato, parleremo di cioccolato e poi, ma solo dopo che sarà chiara la differenza almeno tra Criollo e Forastero, potremo vedere que pasa tra rum e cioccolato. Per ora sappiate che un buon rum XO non teme per nulla un pezzo di Stilton o di buon provolone. Ad Majora

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