Life in Rosè di Casa Paladin: tra impresa, sostenibilità e prevenzione

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Un gruppo importante nel panorama enologico italiano quello dei Paladin, nato per volontà del capostipite Valentino Paladin nel 1962, oggi egregiamente gestito dai figli e nipoti, rispettivamente Carlo, Roberto, Martina, Francesca e l’omonimo del nonno Valentino. Una passione e un rispetto per la terra natia come poche realtà al mondo, tra tradizioni e innovazione, mantenendo l’unicità delle proprie radici, ma con uno sguardo verso il futuro e le nuove tecnologie, al motto di “Fondiamo il nostro futuro su solide radici, quelle della nostra famiglia, della nostra terra e della nostra cultura”.

Eco-sostenibilità e impegno sociale, oltreché scrupolosa attenzione verso le qualità di ogni singolo prodotto, fiore all’occhiello del settore, grazie ai loro cinque marchi che portano avanti un importante progetto di Viticoltura Ragionata: Paladin in Veneto, Casa Lupo in Valpolicella, Bosco del Merlo in Friuli, Castello Bonomi in Lombardia (Franciacorta), Castelvecchi in Toscana (Chianti Classico).

Cinque storie di vigne e di vini con l’impegno di conseguire l’eccellenza, attraverso rigorose scelte che mettono al centro, senza compromessi, la naturalità dei diversi territori. A coordinare la direzione tecnica Leonardo Valenti, docente di viticoltura ed enologia dell’Università Statale di Milano, Luigi Bersini, Chef de Cave di Castello Bonomi, e Carlo Paladin, che formano un team a capo della qualità e della produzione di tutte le tenute.

Fondamentali i due progetti 4V Project e Life in Rosé.

4V – Vite, Vino, Verde, Vita, concepisce la vigna come un ecosistema da gestire in modo attento per preservare la biodiversità del territorio, garantire una produttività qualitativa, tutelare la salute del consumatore e dell’ambiente. La sintesi di una serie di progetti condotti a fianco di altre realtà istituzionali, universitarie e di ricerca, imprenditoriali. Un circolo virtuoso, riassunto in 10 principi: 1. Bilancio carbonico controllato – 2. Viticoltura di precisione e mappe di vigoria – 3. Concime organico a giuste dosi – 4. Rispetto e tutela della biodiversità – 5. Più prevenzione, meno chimica – 6. Innovazione in cantina: l’enologia sostenibile – 7. Vendemmia sicura, parcellizzata e notturna – 8. Meno ossigeno con meno solfiti – 9. Temperatura e qualità sotto controllo – 10. Residui fitosanitari prossimi a zero.

Una conferma importante del lavoro svolto fino ad ora arriva da Valoritalia che ha conferito ai vini Paladin e Bosco del Merlo la certificazione EQUALITAS, riconosciuta a livello internazionale, che esamina tre diversi ambiti aziendali: sociale,ambientale ed economico. Il certificato di sostenibilità Equalitas è presente su tutte le etichette dei vini Paladin e Bosco del Merlo.

Life in Rosè – tramite il brand Bosco del Merlo – è invece il progetto che ha voluto ampliare ancor più il concetto stesso di VITA, la stessa V che fa parte del 4V Project, rivolgendo la sua attenzione verso il sociale. Attraverso il sostegno della campagna Nastro Rosa di LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) ha avviato progetti rivolti alle donne e alla vita, sostenendo la ricerca, la prevenzione al tumore al seno e promuovendo uno stile di vita sano. Dal 2018, parte del ricavato delle vendite di Pinot Grigio Rosé DOC delle Venezie e Prosecco DOC Rosé Bosco del Merlo viene quindi devoluto alla causa, raggiungendo ad oggi un ammontare di € 43.700,00.

Martina, Francesca, un po’di storia, seppur sintetica, dell’azienda di famiglia. Tutto parte per volontà e voglia di?

Casa Paladin nasce nel 1962 per volontà di nostro nonno Valentino, originario di San Polo (Treviso) poi trasferitosi a Motta di Livenza. Ha iniziato a lavorare con i primi vigneti (presi a Annone Veneto sede dell’azienda), per poi, successivamente, iniziare a vinificare e imbottigliare lui stesso. Il tempo è stato galantuomo, ha fatto il resto, poiché grazie all’unione familiare e alla passione tramandata,sia l’azienda che noi siamo cresciuti e man mano specializzati nelle varie mansioni. I nostri padri hanno seguito le orme di nonno, e noi a oggi siamo l’ultima generazione. Dopo Paladin, dove produciamo prosecco, vini bianchi e vini rossi, nel 1977 è nata Bosco del Merlo, nella zona del Friuli Occidentale.

Territorio vocato per natura…

Sì , una zona vocata e perfetta per la viticoltura, famosissima per la produzione di rossi e di bianchi, geograficamente a 40 minuti da Venezia, tra le Dolomiti e il mare Adriatico. Luogo unico grazie alla freschezza e alla mineralità che provengono dal sud, dal mare Adriatico, e che si incontra poi con la copertura da nord, le Dolomiti. Una delle zone più famose d’Italia per la produzione di vino. Abbiamo acquisito nel 2004 anche un’azienda in Toscana dove produciamo Chianti Classico, Supertuscan, e lì anche siamo in una zona molto vocata. Si chiama Castelvecchi, esattamente a Radda in Chianti, uno degli 8 comuni più importanti in cui è nato il Chianti Classico, simbolicamente rappresentato dal Gallo Nero. Dal 2008,abbiamo acquisito in Franciacorta Castello Bonomi, laddove alberga tutta la nostra linea di Franciacorta, sul Monte Orfano, anche qui un territorio unico nel suo genere. Ed infine dal 2013 siamo presenti in Valpolicella, zona tra Valpolicella e Amarone, con Casa Lupo, che è l’ultima nostra realtà imprenditoriale in ordine cronologico.

4V Project,Casa Paladin e la “Viticoltura Ragionata”. Ovvero?

Ovvero Vite, Vino, Verde, Vita!La sostenibilità, che per noi e Casa Paladin è sempre stata fulcro e faro primario, fin dagli anni in cui non se ne parlava come oggi. Bosco del Merlo è stata la prima azienda a livello europeo a munirsi di uno strumento fondamentale per la misurazione dell’anidride carbonica che viene assorbita nel vigneto. L’idea del progetto 4V nasce dai 4 pilastri della sostenibilità: vite, vino, verde e vita. La vite riguarda tutte le diverse attività che facciamo a livello di vigneto, come l’utilizzo di mappe satellitari per definire poi quelli che sono gli interventi da fare in vigna. Modo in cui si riesce ad attuare un intervento molto più mirato, evitare sprechi e dare una qualità migliore per ogni vite. Poi ciò che concerne la parte del verde, che si tramuta in ecosistema, significa lavorare per avere un  mondo che sia florido e in salute. A tal proposito abbiamo condotto una recente ricerca molto  importante con lo studio agronomico SATA, in un progetto che si chiama Biopass, che consiste nella misurazione della flora e della fauna presenti nel vigneto, giacché più è vivo un vigneto più alta sarà la qualità del lucro e il risultato  che riusciamo ad ottenere da quel vigneto e anche più ricco e in salute rimane il suolo. Al livello di vino e sostenibilità è necessario per noi operare in un ambiente inerte, cercare di evitare qualsiasi contatto tra le uve e l’ossigeno, così come riteniamo fondamentale l’utilizzo delle energie rinnovabili. Infatti, con i pannelli fotovoltaici della nostra azienda, produciamo il 70% del sostentamento energetico che utilizziamo.

Martina. Suo ruolo e mansioni nel contesto dell’intera impresa?

Sono entrata in azienda nel 2021, ad oggi seguo l’export per quanto riguarda l’Asia, cioè l’est asiatico, Cina, Sud America e Oceania, quindi Australia e Nuova Zelanda. Abbiamo un team strutturato di diverse persone che curano l’estero, ma nello specifico il mio è rivolto a quei mercati. Fondamentale è lavorare in sinergia con Francesca per la parte strategica, il marketing e la parte enoturistica.

Francesca…

Anche io mi occupo dell’export – unitamente a tutte le altre prerogative già citate da Martina – perché essendo la terza generazione dobbiamo volgere uno sguardo a tutte le attività sia nazionali che internazionali. In particolare,seguo i mercati degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. Mio fratello Valentino, si occupa del lavoro in vigna, curando tutta la parte dei vigneti presenti in Friuli.

Tramite Bosco del Merlo, nasce l’ambizioso e vincente Life In Rosè. Lo condividiamo con i lettori?

Life in Rosè nasce nel 2018 e ha come protagonisti due nostri vini: il Pino Grigio Rosé Doc delle Venezie e il Prosecco Doc Rosè. Il motivo per cui prende forma questo progetto è per poter creare valore aggiunto sia a livello di comunità locale sia per rispettare la quarta V, legata appunto alla vita. Ci siamo avvicinati a un’associazione che si chiama LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), conosciuta a livello nazionale, ma che si sviluppa in modo autonomo anche a carattere provinciale e regionale, e si occupa di prevenzione della lotta al tumore al seno.

La prevenzione per voi tema essenziale…

Assolutamente, in quanto donne siamo in prima linea nella comunicazione dei valori della prevenzione. La prima azienda a supportare l’associazione, per poi arrivarne tante altre, e non esattamente solo del settore vitivinicolo. Quindi per noi è motivo di orgoglio, poiché dedichiamo parte dei ricavati delle vendite dei nostri due Rosè alla LILT, ma non solo. Ad oggi siamo arrivati a 43.700 Euro di donazione, con una vera e propria evoluzione. Il progetto Life in Rosè parte proprio con questa prerogativa, così come nell’arco degli anni abbiamo affiancato anche altre attività a sfondo sociale, sportive in primis, come ad esempio la sponsorizzazione da tre anni della Treviso in Rosa. Una corsa che viene organizzata dall’Atletica di Treviso che vede ogni anno circa 10-12 mila donne quali vere protagoniste. Per noi è determinante comunicare l’importanza di uno stile di vita sano, legato a degli appuntamenti che facciamo in cantina con nutrizionisti specializzati, piuttosto che nell’ambito sportivo, del lifestyle, e – non da meno – il fronte dell’empowerment al femminile, della leadership e dell’importanza di creare sinergie nei più disparati comparti.

Mission e obiettivi per il primo semestre 2026

Innanzitutto, vogliamo continuare a puntare sul progetto Life In Rosè e lo faremo a partire dal prossimo 3 maggio con la corsa in rosa a Treviso, per tenere sempre vivo il tema del valore delle donne e della prevenzione. A livello operativo invece vogliamo puntare sul nostro Sauvignon di Bosco del Merlo, con l’intento di farlo conoscere per la sua grandissima qualità, vecchie annate in particolare.