Pat del Colmèl: radici profonde, visione chiara, memoria viva
Scritto da Redazione di vinoway | Pubblicato in territorio, vino
Non tutte le realtà nascono da un progetto imprenditoriale. Alcune prendono vita da una visione, da un legame sincero con il territorio e da una memoria che continua a generare futuro, racconto, identità, appartenenza.
Pat del Colmèl appartiene senza dubbio a questa categoria.
Siamo a Castelcucco, in provincia di Treviso, in un Veneto che conserva ancora intatta la propria anima agricola, dove il paesaggio non è soltanto uno sfondo, ma parte integrante del vino stesso. Qui, tra vigneti ordinati e stagioni che scandiscono il lavoro con precisione naturale, prende vita un progetto che affonda le radici nella cultura contadina e guarda con consapevolezza al futuro.
Un’azienda che ha scelto la strada più complessa e più autentica: quella della coerenza. Coerenza nel rispetto del territorio, nella gestione agronomica, nelle scelte enologiche e nella volontà di raccontare vini che non inseguono mode, ma interpretano con sincerità la propria origine.
Ogni etichetta nasce da un equilibrio sottile tra tradizione e sensibilità contemporanea. Non c’è forzatura, non c’è ricerca dell’effetto immediato. C’è piuttosto una costruzione paziente, fatta di dettagli, di ascolto della vigna, di rispetto dei tempi naturali.
È proprio in questa dimensione che l’azienda riesce a distinguersi: nella capacità di trasformare il vino in un linguaggio chiaro, leggibile, capace di parlare sia al professionista sia all’appassionato evoluto. Un percorso che non nasce oggi, ma che si è consolidato nel tempo.
Da molti anni, infatti, l’azienda è presente all’interno dell’app Vinoway, dove è stato possibile osservare in modo concreto e progressivo una crescita costante e significativa della qualità produttiva. Un’evoluzione costruita vendemmia dopo vendemmia, attraverso scelte sempre più mirate, maggiore consapevolezza tecnica e una visione sempre più definita.
A conferma di questo percorso, Pat del Colmèl è oggi presente nell’app Vinoway Selection, dove i suoi vini hanno ottenuto il riconoscimento dell’Oro, entrando così in una selezione che premia rigore, identità territoriale e coerenza produttiva. Un risultato che non rappresenta un punto di arrivo, ma la naturale conseguenza di un lavoro serio, continuo e misurabile nel tempo.
Duse Millesimato Brut Superiore Spumante DOCG Asolo Prosecco 2024 93/100 – 5 Way
Recantina Rosso DOC Asolo Montello 2020 92/100 – 5 Way
Rabbiosa Bianco 91/100 – 5 Way
Extra Dry Superiore Spumante DOCG Asolo Prosecco 91/100 – 5 Way
Bianco Re Dosaggio Zero Spumante 89/100 – 4 Way
Ma ci sono storie che, più di altre, segnano il percorso di un’azienda. E ci sono persone che diventano parte integrante della sua identità.
In questo contesto, il pensiero non può che andare a Matteo Forner, la cui scomparsa, avvenuta a seguito di un tragico incidente in cantina, ha colpito profondamente non solo l’azienda, ma l’intero mondo del vino. Non abbiamo avuto il piacere di conoscerlo personalmente, ma abbiamo avuto modo di incontrarlo attraverso ciò che più lo rappresentava: i suoi vini. E, spesso, è proprio lì che si coglie l’essenza più autentica di una persona che lavora la terra. Ricordarlo non è un atto formale. È un gesto necessario. Perché dietro ogni bottiglia ci sono scelte, sacrifici, intuizioni e una dedizione che non si vede, ma si percepisce. Matteo rappresentava tutto questo. Il suo contributo, umano e professionale, resta inciso nella storia di Pat del Colmèl e continua a vivere. È anche da qui che si comprende il vero valore di un’azienda: dalla capacità di custodire la memoria e trasformarla in responsabilità.

Oggi non è soltanto una realtà vitivinicola del Veneto. È un progetto che tiene insieme terra, visione e responsabilità. E forse è proprio qui che risiede il suo valore più autentico. Perché il vino, quando è vero, non è mai solo tecnica, mercato o posizionamento. È memoria. È identità. È il riflesso silenzioso delle persone che lo hanno reso possibile. E ci sono storie che non si interrompono, ma cambiano forma.
Continuano nei gesti quotidiani, nelle scelte che contano, nella direzione che un’azienda decide di seguire anche nei momenti più difficili.
Pat del Colmèl è una di queste storie. Una storia che oggi chiede rispetto, ma anche attenzione. Perché dentro ogni bottiglia non c’è solo un vino da degustare, ma un percorso da comprendere. E quando il vino riesce a raccontare tutto questo, allora smette di essere un prodotto. Diventa testimonianza. Il vino italiano ha bisogno di verità.
E’ una di quelle aziende che non inseguono scorciatoie, ma costruiscono valore nel tempo e dimostrano che questo è ancora possibile. E quando un vino riesce a custodire memoria, identità e rispetto, allora non si limita a essere buono. Diventa necessario.



