La tecnologia nel settore vitivinicolo

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Qualità, provenienza, origine dei prodotti certificata e garantita sono parole che negli ultimi anni hanno acquisito una crescente importanza per richiamare l’attenzione del consumatore. Le morti causate dalla mancanza di controlli adeguati avvenute nel 1986  per la presenza dì elevate dosi di metanolo nel vino dell’azienda vinicola “ Ciravegna” e il più recente caso della “mucca pazza “, han portato all’emanazione nel 2002 del Regolamento CE n. 178/02. Dal 2005 si è di fatto introdotta l’obbligatorietà della rintracciabilità per tutti i soggetti partecipanti alla filiera alimentare. Tale disposizione normativa consente di ricostruire e seguire l’intero percorso di un alimento utilizzato per la realizzazione e movimentazione del prodotto  lungo tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione. 

In questo nuovo scenario ricco di nuove necessità e opportunità i produttori sono chiamati a compiere  un nuovo sforzo per garantire l’autenticità dei loro prodotti a un consumatore moderno  che analizza sempre più attentamente i dettagli prima di conferire l’appellativo di  prodotto di qualità.

La maggiore predisposizione del consumatore ad apprendere la storia dei prodotti sorta  negli ultimi anni, aiuta a comprendere da un lato l’evoluzione delle esigenze e dall’altro quali sono i prodotti che meritano di essere acquistati a un prezzo più elevato  per il valore da essi conferitogli.

Gli strumenti fruibili per comunicare il livello qualitativo appaiono oggi  come un anello di congiunzione tra un mondo fatto di tecniche manuali ,tradizionali e di antichi saperi e un mondo che, nonostante il circolo vizioso dell’iperconsumismo e la sua frenesia, richiede la trasparenza delle informazioni. Sono quindi le soluzioni ICT (Information and Communication Technology) che diventano la linfa vitale per generare tale processo.

Gli applicativi studiati per sviluppare sistemi di “etichettatura intelligente” ospitanti quella mole di informazioni che si vogliono condividere con quanti più soggetti possibili sono i codici a barre bidimensionali (barcode 2D) e il sistema di identificazione a radio frequenza RFID.

L’evoluzione del codice a barre presente oggi su tutti i prodotti venduti nella GDO ( Grande Distribuzione Organizzata ) nato nei primi anni ’70 del secolo scorso è il codice bidimensionale chiamato QR Code ( acronimo di Quick response ) introdotto dalla compagnia giapponese Denso Wave nel 1994. Se il QR Code si presenta in Usa e Giappone come una realtà consolidata e presente in quasi tutti i settori merceologici, in Italia inizia timidamente a diffondersi qualche anno fa come nuovo strumento di comunicazione pubblicitario a basso costo.

Il consumatore per fruire del capitale informativo relativo al prodotto che presenta il codice in etichetta dovrà con il proprio cellulare smartphone, dotato di connessione internet attiva, fotocamera e un’ applicazione  per la lettura, inquadrare il QR Code e attendere qualche secondo sino all’apertura della pagina web ospitante le nozioni che si sono volute rendere disponibili.

La tecnologia RFID (Radio Frequency IDentification) invece, grazie a dei segnali a radio frequenza, permette l’ identificazione  a distanza di più oggetti e/o animali tenendo traccia della movimentazione lungo tutta la filiera. Nello specifico il sistema di lettura (reader) riconosce ed identifica il prodotto attraverso un codice unico contenuto all’interno dell’etichetta elettronica (tag) cui sono abbinate informazioni contenute all’interno di un database. La tecnologia RFID garantisce non solo una maggiore efficienza in termini di gestione della logistica ma risulta essere anche un efficace strumento di lotta alla contraffazione data la sua capacità nel fornire informazioni relative al prodotto.

Questi sistemi inseriti nelle etichette di prodotti contribuiscono a creare valore e a divulgare informazioni che altrimenti rimarrebbero ignote al consumatore agevolando cosi la scelta del prodotto  in fase di acquisto.

Materiali e metodi:

Nel corso della 45°E 46° edizione del Vinitaly di Verona a fianco all’indiscusso protagonista della manifestazione, il vino, la tecnologia e i suoi applicativi sono stati in grado di intrattenere visitatori  e gli operatori stessi del settore. La Camera di Commercio oltre a promuovere e valorizzare le produzioni della provincia torinese ha colto l’occasione per presentare il progetto: “Etichetta intelligente”. Stampato sul retro delle etichette delle bottiglie di vino presenti allo stand dell’Enoteca regionale della provincia di Torino, il QR Code consentiva l’accesso a tutta una serie di informazioni che spaziavano dalle peculiarità e caratteristiche delle migliori realtà produttive del Piemonte alla descrizione dell’intero territorio circostante l’area produttiva con lo scopo di comunicare integralmente favorendo i diversi attori coinvolti in un territorio dal punto di vista sia commerciale che turistico. Questa iniziativa, svolta in collaborazione con Torino Wireless aveva e ha come scopo quello di far avvicinare in modo più interattivo il pubblico al mondo del vino grazie all’uso della  tecnologia,  consentendo poi ai produttori di usufruire di un nuovo metodo di comunicazione immediato, economico ed efficace che necessita come condizione solo quella di possedere uno smartphone con l’accesso alla rete Internet.

Durante la manifestazione la Camera di Commercio di Torino, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze merceologiche della facoltà di Economia dell’Università di Torino, ha somministrato due questionari destinati rispettivamente alle aziende vitivinicole e agli operatori del settore vinicolo. Il lavoro è stato realizzato con lo scopo di misurare la percezione delle etichette intelligenti nonché l’approccio verso le stesse da parte dei soggetti sopraindicati  presenti al Vinitaly come ulteriore strumento d’informazione nel settore agroalimentare.

Considerazioni finali:

Le soluzioni ICT presentate e supportate dalla Camera di commercio di Torino, rivelano concreti sbocchi e sviluppi grazie alla presenza di etichette intelligenti sui prodotti. Per i consumatori sarebbe finalmente possibile avere in mobilità la possibilità di leggere una vera e propria carta di identità del prodotto che si vuole acquistare accompagnato da una novità che già da sola rende affascinante l’uso e l’approccio di queste tecnologie. Basti pensare al cambiamento avuto negli ultimi cinque anni da parte del  consumatore. Ci si è trasformati ed evoluti a seguito di una crescente esigenza di dover e voler essere sempre più partecipi ed informati sui processi produttivi prima di procedere all’acquisto. Il consumatore moderno non si vuole più sentire un semplice fruitore passivo investito da una miriade di informazioni, ed ecco che la tecnologia, come il QR Code, si presenta come valido strumento per appagare e soddisfare i diversi metri di giudizio dei futuri fruitori.

In questo contesto è da notare come i  produttori hanno invece la possibilità di dare un valore aggiunto al proprio prodotto valorizzando il proprio sistema di tracciabilità garantendone l’autenticità e ,non ultimo, contribuendo alla “lotta ai falsi”, vera piaga del settore agroalimentare.

Le indagini svolte al Vinitaly presso le aziende produttrici di vino ed operatori del settore evidenziano quale potrebbe essere l’evoluzione ed il successo di tali strumenti sulla base dell’interesse suscitato in primis tra gli intervistati e non da meno sui potenziali fruitori come strumento in più per agevolare la scelta d’acquisto.

La meta circa del campione intervistato ha dichiarato di voler introdurre  il QR Code in etichetta a lungo termine e, pur non considerandolo rilevante ai fini dell’acquisto, la sensazione percepita è quella di uno strumento innovativo in grado di catturare l’attenzione del consumatore avvicinandolo al prodotto.

L’ evoluzione del mercato mobile in Italia potrebbe facilitare l’accesso in modo diretto e personale alle informazioni relative alle caratteristiche peculiari del prodotto semplificando cosi la fase di ricerca del prodotto migliore.

Le attività della Camera di commercio di Torino e non sono molto importanti e già si avvalgono della collaborazione di numerosi partner  svolgendo in sinergia un lavoro che ha come scopo ultimo di innescare azioni di promozione di un intero territorio utile soprattutto ad accrescere e  migliorare l’immagine dell’Italia, nello specifico la provincia torinese, all’estero dove il QR Code è quasi una realtà superata dato l’elevato numero di applicativi presenti.

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