Il Rosone di Locorotondo: dove la cucina racconta una storia d’amore per la Puglia

Scritto da | Pubblicato in a tavola con..., cibo Il Rosone di Locorotondo: dove la cucina racconta una storia d’amore per la Puglia

Conosco Margherita Curri da oltre vent’anni. Una donna elegante, riservata ma determinata, che ha sempre avuto dentro di sé una passione autentica per il vino e la ristorazione, pur svolgendo per lungo tempo il mestiere di insegnante. La sua intelligenza viva e la sua sensibilità verso il territorio l’hanno poi portata a mettersi al servizio della comunità anche in ambito politico, senza mai abbandonare l’idea che il cibo e il vino potessero essere veicolo di cultura, rispetto e identità.

Margherita è stata una visionaria, in tempi in cui in pochi ancora lo comprendevano. Ricordo bene quando, molti anni fa, mi confidò un suo sogno: aprire una libreria con annessa una piccola enoteca, per creare uno spazio dove il sorso di vino potesse accompagnarsi alla lettura, alla riflessione, alla spensieratezza. Un luogo dell’anima, dove il gusto e il pensiero potessero dialogare. Una visione che oggi appare attualissima, ma che lei intuì molto prima che divenisse moda o tendenza.

Questa sua visione si è poi concretizzata, anche se con altre forme, con l’apertura dell’Osteria Il Rosone, nel cuore del centro storico di Locorotondo, insieme a Peppino Ferrara. Un luogo che non è solo ristorante, ma piccola oasi di autenticità, dove si respira la Puglia vera, fatta di accoglienza, cura e amore per i dettagli.

E proprio il centro storico di Locorotondo, uno dei borghi più belli d’Italia, merita una menzione a parte. Passeggiare tra i suoi vicoli è come entrare in un presepe in pietra bianca, dove il tempo sembra essersi fermato. Le case con tetti spioventi, dette cummerse, sono l’emblema architettonico del borgo: ordinate, silenziose, poetiche. Un luogo dove ogni scorcio invita alla contemplazione e ogni passo riconnette con un’idea semplice ma profonda di bellezza.

Il Rosone è un punto di riferimento per chi cerca la cucina tradizionale pugliese rivisitata con garbo, realizzata con prodotti a chilometro zero e servita in un’atmosfera calda, familiare ma mai banale. Il menu cambia con le stagioni, seguendo il ritmo della terra, ed è proprio questa attenzione alla stagionalità che rende ogni visita diversa e sorprendente. Tra i piatti simbolo non mancano le cicorie con purea di fave, la parmigiana di melanzane, le cozze ripiene e la focaccia barese, fragrante e saporita. Accanto a questi, si alternano piatti come le orecchiette con cime di rapa, le braciole al sugo e le polpette di pane e formaggio, memoria della cucina povera contadina, ma eseguite con una raffinatezza rara.

E poi c’è il vino, curato con la stessa attenzione. La carta predilige le etichette pugliesi, valorizzando piccoli produttori e vitigni autoctoni, con qualche incursione nazionale ben calibrata. Qui si può bere davvero bene, con un ricarico onestissimo, come dovrebbe essere ovunque. Perché da Il Rosone si celebra il piacere della tavola nella sua interezza, senza ostentazione, ma con rispetto per chi mangia e per chi produce.

E per chiudere in dolcezza, da non sottovalutare i rosoli artigianali preparati da Margherita con mani esperte. Sono autentici capolavori di equilibrio, ottenuti secondo metodi tradizionali, con l’arte che solo i veri intenditori sanno riconoscere e valorizzare. Un finale di pasto che profuma di storia, di casa, di femminilità pugliese.

Anche i grandi se ne sono accorti tra cui l’attrice Premio Oscar Michelle Yeoh ha voluto pranzare proprio qui durante una sua visita nel borgo, conquistata – come tanti – dalla discreta magia che questo luogo riesce a sprigionare.

Margherita non ha mai amato i riflettori, ma è una delle donne che hanno saputo lasciare un segno concreto e coerente in una regione che ha bisogno di autenticità. Ricordo ancora con piacere le tante conversazioni sul vino, i piatti, il senso del lavoro nella ristorazione, c’era in lei già allora una visione, e oggi quella visione ha preso forma.

Di recente ho trascorso da lei una bellissima serata. Non ci vedevamo da molto tempo, ma è stato bello riabbracciarsi e ricordare. Il tempo sembrava essersi fermato, come quando le cose vere restano intatte, anche se tutto intorno cambia.

E allora lasciatevi guidare anche voi da questa magia. Perdetevi tra le vie bianche di Locorotondo, lasciate che il profumo dei fiori nei vicoli vi accompagni, fermatevi a Il Rosone e concedetevi il piacere di una tavola sincera, pensata col cuore. Qui ogni piatto racconta una storia, ogni sorso ha il sapore della terra, e ogni sorriso è autentico.

Non è solo un ristorante. È un piccolo rifugio dell’anima. E forse, come è successo a me, anche voi sentirete di aver ritrovato qualcosa che avevate dimenticato.

Tag