Variazioni sulla Grappa

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La grappa nasce perfetta. Basta tenerla un po’ a riposo in modo che le sue componenti si armonizzino e resterà perfetta.
Di forme di invecchiamento o di arricchimento o di affinamento, di termini ve ne possono essere millanta, non sono altro che proposte umane per una grappa “diversa” non rapportabile in termini di qualità. Semplicemente diversa.

E siccome al gusto non si comanda esaminiamo alcune di queste diversità per come si sono stratificate nel tempo e nell’usum.

Un marketing aggressivo ha spinto, per una certa moda, verso le grappe imbrunite, talvolta figlie di invecchiamenti di lunga data, più spesso colorate con caramello o lasciando a macerare trucioli di legno.

Finalmente si giunse ad una regolamentazione ed il controllo è affidato ad apposita legislazione. I termini “vecchia” e “stravecchia” indicati in etichetta possono essere usati solo se la grappa riposa per almeno 12 mesi dei quali almeno sei in legno non verniciato e privo di ogni rivestimento interno ed esterno.

Invecchiare la grappa è un’arte sopraffina che pochi distillatori sono in grado di fare. L’invecchiamento innova un prodotto e lo rende completamente diverso dall’originario e l’arte dell’invecchiamento può restituire una grappa di grande ricchezza e suggestione.

Ovviamente la scelta della grappa da invecchiare è il passo più importante, infatti non tutte sono adatte ad affrontare il tempo ed il legno.

Il secondo passo è la scelta del legno. Di solito rovere ma anche acacia, frassino, castagno, ciliegio, pruno, pero o gelso. Ognuno di questi legni darà al distillato caratteristiche assai diverse. La dimensione della botte (dalla comune “barrique” da cui il termine barricata, termine di slang, a botti da 100 Hl), l’età della botte e il numero e il tipo di passaggi precedenti saranno altri fattori che influenzeranno il risultato finale.

Il “lungo sonno” della grappa deve svolgersi in una cantina nella quale le condizioni microclimariche saranno importanti, in particolare umidità e temperatura, più in andamento che in termini assoluti. Il riposo, mediamente, dura dai sette ai dieci anni, a volte anche oltre quindici. Anche qui si possono usare botti singole, travasi, blending e tutto ciò che l’arte suggerisce. Il prodotto finale sarà ancora una grappa ma dalle caratteristiche molto particolari.

E, dunque, enunciamo le tipologie di grappa che possiamo avere: Grappe Giovani, Grappe Invecchiate, Grappe Aromatiche, Grappe Aromatizzate, Grappe Torbate.

Per la caratterizzazione di ciascuna dovremo rivederci alla prossima, le mie condizioni attuali mi impongono di fare solo attività di breve durata. Me ne scuso e vi saluto.

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- Una risposta:

  1. Massimo ha detto:

    Se utilizzo i trucioli per aromatizzare la grappa posso scrivere in etichetta “affinata in legno”? Se non posso, cosa devo scrivere?

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