Cococciola: autoctono d’Abruzzo anche in abito Classico

Scritto da | Pubblicato in spumanti Cococciola: autoctono d’Abruzzo anche in abito Classico

Oggi parliamo d’Abruzzo e in particolare di un Vitigno a bacca bianca dal nome simpatico e curioso, la Cococciola, un’Uva autoctona di cui non si sono ancora scoperte le origini, ma coltivata in questo Territorio da moltissimo tempo e ultimamente sempre più valorizzata.
Noto anche col nome di Cacciola o Cacciuola, questo Vitigno è presente essenzialmente in alcuni comuni della provincia di Chieti e sino a pochi anni fa era utilizzato come Uva da taglio per il Trebbiano, con lo scopo di conferire ai Vini una componente acida più elevata.

La riscoperta e valorizzazione negli ultimi anni dei Vitigni autoctoni ha permesso di conferire a quest’Uva una nuova “dignità”, come per esempio è successo al Pecorino che in Abruzzo e Marche oggi è vinificato in purezza con risultati molto interessanti.

Alcuni Produttori abruzzesi hanno pensato di “investire” risorse ed energie per comprendere le reali potenzialità della Cococciola, iniziando da una maggior cura in Vigna con rese piuttosto basse, in modo da avere poi in Cantina le basi per una vinificazione in cui fosse una protagonista e non più “comprimaria”.

L’evidente componente acida di quest’Uva ha suggerito ad alcune Cantine di tentare degli esperimenti di spumantizzazione, sia a livello di Metodo Charmat – Martinotti che in termini di Metodo Classico, utilizzando vini base prodotti con Cococciola in purezza, oppure in uvaggio con altri Vitigni, assecondando la personale filosofia Vitivinicola.

Una di queste aziende è la Cantina Dora Sarchese, situata ad Ortona in provincia di Chieti, in particolare nella piccola Contrada di Caldari Stazione, una realtà a conduzione familiare che può contare su circa 18 ettari di Vigneto, con una produzione media annua che si aggira intorno alle 110.000 bottiglie.

Parleremo in particolare di un suo Vino rifermentato in bottiglia che subito stupisce per l’ampio lasso di tempo nel quale ha “riposato” sui lieviti, a testimonianza del fatto che il progetto della Cantina Dora Sarchese era proprio quello di produrre uno Spumante di ottima Qualità, senza compromessi.

Dedichiamoci quindi alla Degustazione del Metodo Classico Brut “Esmery’s” 2001, ottenuto con un uvaggio composto da 50% Cococciola – 30% Trebbiano – 20% Chardonnay, lunghissimo affinamento sui lieviti pari a circa 120 mesi (10 anni!), titolo alcolometrico 12%.

Nel bicchiere stupisce subito per il colore che si presenta con una veste dorata dalle tonalità intense, di bella brillantezza, con un perlage fine e di buona persistenza.

Al naso questo Metodo Classico esprime delle sfumature aromatiche particolari, con un carattere decisamente “maschio”: a dominare è un sottofondo fortemente minerale sopra al quel si snoda un ventaglio aromatico piuttosto complesso, che col passare del tempo regala profumi di frutta bianca sovramatura, note di mandorla e nocciola, lieve accento vegetale, proseguendo con alcuni delicati sentori di idrocarburo.

Al palato vengono confermate le sensazioni percepite al naso, con un ingresso in bocca deciso, di buon corpo, caratterizzato da una complessiva cremosità che rende il Vino rotondo e bilanciato, con l’acidità in ottimo equilibrio nei confronti delle morbidezze.

Il finale gustativo esprime una lunga scia minerale, con un richiamo delle sfumature aromatiche “maschie” percepite all’olfatto, il tutto a confezionare una bella persistenza.

Un Metodo Classico sicuramente non omologato, con delle peculiarità originali e ben definite, generate indubbiamente dal lunghissimo affinamento sui lieviti, in collaborazione con l’uvaggio di base nel quale la Cococciola ricopre un ruolo di primaria importanza, coadiuvato da Trebbiano e Chardonnay che ne arricchiscono la complessità.

Con questo Vino ci si possono concedere abbinamenti abbastanza importanti, dove sono richieste le caratteristiche di un Metodo Classico dall’anima gusto-olfattiva intensa, decisa e senza compromessi.

A completare il quadro di tutto interesse per questo Spumante è il costo in Cantina, che si aggira intorno ai 10 euro per bottiglia, con un rapporto Qualità/Prezzo assolutamente positivo.

E’ sempre un grosso piacere per me il confronto con Spumanti prodotti in zone la cui tradizione non è legata a tale tipologia, soprattutto quando si cerca di valorizzare un Vitigno autoctono come la Cococciola, per decenni relegato al ruolo di comprimario negli uvaggi, ma ultimamente rivalutato e rilanciato in purezza o come protagonista  di Vini bianchi fermi e Spumanti.

Il mio invito, come sempre, è quello di lasciarvi andare nella Degustazione senza pregiudizi, concedete ai sensi il privilegio del confronto con nuove realtà gusto-olfattive, solo così arricchirete continuamente il vostro bagaglio di conoscenze Enoiche.

Tag

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *