Adoro il Lambrusco amabile e non me ne vergogno

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Leggendo il titolo qualcuno potrebbe pensare che mi sono “bevuto il cervello”, invece spiegherò il significato di quella frase e il perché l’ho scritta con tanta convinzione, consapevole che molti “esperti” di Vino biasimeranno questo mio articolo, ma ugualmente sicuro che tanti saranno d’accordo con me.
In passato mi sono già schierato apertamente dalla parte della grande famiglia dei Vini frizzanti, per cui ribadirò il concetto, rincarando ulteriormente la dose.

Purtroppo è conclamato il fatto che nelle “alte sfere” del Mondo Enoico una grossa percentuale di persone snobbi e spesso denigri tutto quello che è frizzante, con la sola eccezione del Metodo Classico e di alcuni “nobili” Charmat: per intendersi vengono sminuiti Vini come il Lambrusco, Bonarda e Gutturnio frizzanti, Gragnano della Penisola Sorrentina e via dicendo.

Questa “indifferenza” Enoica molto spesso non è dichiarata e si manifesta con un sostanziale snobismo da parte di taluni “esperti”, altre volte invece la derisione e il disprezzo vengono dichiarati con sorrisi e battute sarcastiche.

Con le mie orecchie ho sentito definire i Vini frizzanti nelle maniere più fantasiose e irritanti: bibite alcoliche, vinelli per donne, succhi di frutta e via dicendo, manifestando una sorta di orgoglio per il distacco provato nei confronti di tali Vini.

Per fortuna e con grande personale piacere, negli ultimi anni alcune guide del settore hanno rivalutato soprattutto il Lambrusco, assegnando premi e punteggi importanti, attribuendo così la stessa dignità Enoica dei Vini fermi. In seguito a questo è iniziata una doverosa rivalutazione da parte di molte persone, più o meno “esperte”, ma ancora troppa diffidenza e sottovalutazione aleggiano attorno tale tipologia.

Se poi al concetto di Vino frizzante affianchiamo la parola “amabile”, qualcuno inizia a strapparsi i capelli gridando allo scandalo, quasi si trattasse di una sorta di “bestemmia” enologica senza diritto di cittadinanza nel meraviglioso Mondo del Vino.

Mettiamo subito un punto fermo, siamo in un paese libero per cui rispetto ampiamente chi non beve questo genere di Vini in funzione di un particolare gusto personale, ciò è legittimo e inappuntabile, ma quando si passa allo sberleffo e al pregiudizio ciò proprio non mi piace.

L’idea che un Sommelier o un Degustatore debbano dedicare Professionalità e Passione solo a Vini di un certo “rango”, penso sia un arrogante pensiero Eno-snob, privo di fondamento e infarcito di una deleteria presunzione che danneggia lo spirito più sano e naturale di questo Mondo che tanto amiamo.

Tutti abbiamo gusti e preferenze personali, è normale e umano, sulle nostre tavole siamo liberi di Degustare e consumare la tipologia che più ci aggrada, ma ciò non toglie che il massimo rispetto professionale deve essere rivolto a qualunque tipo di Vino prodotto in modo serio e corretto da aziende che lavorano mesi/anni in Vigna e in Cantina.

Questa non è retorica, ma semplicemente il pensiero di chi ama il Mondo del Vino a tutto tondo, con un particolare apprezzamento nei confronti dei Vini frizzanti, di cui il Lambrusco è l’esponente più conosciuto in Italia e all’estero.

Entro quindi nel merito della questione, riallacciandomi direttamente al titolo di quest’articolo, ovvero parlando del Lambrusco amabile, che considero una delle espressioni più gradevoli e godibili di questa categoria, emblema assolutamente generoso e schietto della convivialità Enoica.

Mi riferisco al Lambrusco amabile fatto a regola d’arte, prodotto in maniera seria, legato a una tradizione contadina storica, simbolo di un Territorio e da sempre elemento di divisione fra chi ama la versione secca e chi invece apprezza quel leggero residuo zuccherino suadente e piacevole: entrambe queste pacifiche “fazioni” però hanno nel cuore il concetto di Lambrusco, soprattutto con un profondo senso di rispetto verso tale tipologia.

Io stesso amo alternare Lambrusco secco, amabile, semisecco, vinificato col Metodo Charmat o rifermentato in bottiglia, senza pregiudizi di nessun tipo e traendo da ognuno di essi il massimo in termini di abbinamento, contestualizzandolo in funzione della situazione, della compagnia e dello stato d’animo.

Detto questo, ammetto con estremo piacere che per il Lambrusco amabile provo un particolare amore Enoico: è in grado di riassumere con assoluta semplicità il concetto di frutto che diventa Vino, con profumi floreali/fruttati di grande fragranza, un sorso gradevolmente equilibrato che scorre in bocca con garbo, un leggero residuo zuccherino che deve essere “ruffiano” ma senza eccessi, regalando quel senso di morbidezza e rotondità che seducono il palato, assieme a un finale caratterizzato da una fresca scia che richiama le gradevoli note fragranti percepite all’olfatto.

Eclettico nelle potenzialità di abbinamento, versatile, estremamente adatto nel quotidiano in termini di alcol, costo, gradevolezza: si adegua a qualunque stagione e risulta straordinariamente godibile nei periodi caldi, concede una beva spensierata, appagante e carezzevole.

Tanti si staranno facendo delle grosse risate leggendo queste mie parole, non me ne frega proprio nulla, perché sono sincere e profondamente sentite, frutto della mia libertà intellettuale e della possibilità di scrivere spontaneamente e candidamente su questo Portale, con una Passione e un disincanto per i quali mi ritengo fortunato.

Se mai dovrebbero farsi un esame di coscienza tutti quelli che hanno “paura” di Degustare e bere un bel Lambrusco, oppure addirittura lo fanno ma si vergognano di dirlo per timore di essere giudicati: certo è molto più semplice “esibire” roboanti etichette come se fossero trofei da sfoggiare con orgoglio, simbolo di una “virilità” Enoica che qualcuno ama ostentare come presunto segno di una innata competenza.

Vini blasonati e storicamente rilevanti attirano noi che amiamo questo Mondo, tutti sogniamo prima o poi di confrontarci con etichette importanti, è naturale, ma l’esibizione snob e monotematica di questi “alti ranghi” può risultare stucchevole, addirittura deprecabile quando accompagnata dalla denigrazione di tutti quei Vini erroneamente considerati di serie B e di casta inferiore.

Chi ama “classificarsi” solo in funzione dell’importanza dei Vini bevuti, per quanto mi riguarda offre solamente un indice del suo potenziale economico, che fa benissimo a godersi, ma che non accresce ai miei occhi il suo livello di competenza.

Personalmente amo molto di più quella categoria di “esperti” e Appassionati che con entusiasmo sanno consigliarmi un ottimo Vino conosciuto da un Produttore poco noto, dimostrando così voglia di scoprire e confrontarsi costruttivamente con ciò che non si conosce, alla ricerca di entusiasmanti sorprese Enoiche.

Non vivo il Mondo del Vino come una sfida fra chi ha Degustato le etichette coi punteggi più alti o con la bacheca tappezzata di premi: preferisco di gran lunga assaporare le sfumature di questo Universo con lo spirito di un bimbo mosso dalla costante curiosità di scoprire e mettersi in discussione.

Degustare Vini blasonati e importanti è comunque un momento di crescita poiché rappresentano degli elementi di paragone e confronto, utili come parametro per sviluppare il proprio spirito critico, ma la stessa funzione viene assolta anche dai Vini frizzanti, con buona pace di chi insiste nel denigrarli.

Molto spesso devo assolvere al “piacevole” dovere di Degustare in maniera tecnica, con attenzione e prendendo appunti per poter poi raccontare le sensazioni percepite durante l’assaggio, ma una cosa è certa: quando a tavola decido di aprirmi un fragrante Lambrusco amabile lascio i miei sensi straordinariamente liberi di godersi ogni sorso con la naturalezza di chi ama il Vino.

Ci si emoziona Degustando per esempio ottime esecuzioni di Barolo, Brunello, Amarone, Sagrantino, Pinot Nero, Negroamaro, Franciacorta, Trentodoc, Verdicchio, ovvio e naturale per chi ha il Vino nel cuore, ma personalmente riesco a emozionarmi anche di fronte a un Lambrusco ben fatto e per questo mi ritengo assolutamente fortunato.

Impariamo quindi a esprimere e manifestare i nostri gusti liberamente, non preoccupiamoci di soddisfare sempre le aspettative degli altri, ragioniamo con la nostra testa e portiamo avanti consapevolmente le idee in cui crediamo, proprio per questo grido senza remore:”Viva il Lambrusco amabile”.

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