Teroldego, il grande rosso trentino

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La Piana Rotaliana occupa un altopiano situato a un’altitudine di circa 200-250 metri sul livello de mare, delimitato dal corso del fiume Adige e del torrente Noce. Si tratta di un territorio dalle caratteristiche particolari, derivanti dalla sua natura di piccola pianura circondata dalle montagne.

Il territorio ideale per il Teroldego

La vallata è di antichissima origine glaciale, ma alla sedimentazione di materiali morenici, si sono sovrapposti nel corso dei millenni depositi alluvionali. Fino alla metà dell’Ottocento, quando il Noce è stato arginato e incanalato più a nord, il torrente attraversava la zona centrale della Piana Rotaliana per sfociare nell’Adige all’altezza di Grumo, nei pressi di San Michele all’Adige. Nel suo correre tumultuoso, spesso caratterizzato da piene e inondazioni, il Noce ha depositato ciottoli, sabbie e limo sul substrato morenico, creando una profonda stratificazione che varia da zona a zona in modo significativo. Sono così presenti suoli sabbiosi e limosi profondi e altri caratterizzati da abbondanti ciottoli, misti a limo e argille. Sono tutti terreni molto drenanti, ideali per una viticoltura di qualità. Il clima mite e soleggiato è rinfrescato dai venti che scendono delle vette dolomitiche.

Le notevoli escursioni termiche tra giornate calde e notti fredde, favoriscono una lenta maturazione delle uve, con profili aromatici intensi e una buona acidità. Il teroldego dimora in queste terre fin dal Medioevo e in questo habitat pedoclimatico ha trovato le condizioni ideali per esprimersi su alti livelli qualitativi.

Il vitigno Teroldego

Le analisi dei marcatori molecolari del vitigno ne hanno messo in luce una parentela di primo grado con la dureza, genitore insieme alla mondeuse blanche della syrah. Il teroldego è anche genitore del marzemino e del lagrein, un’evidenza che conferma la sua la presenza in Trentino da lungo tempo. Pare sia arrivato nella Piana Rotaliana da sud, risalendo il corso dell’Adige, seguendo antiche migrazioni. Ancora oggi la coltivazione è concentrata nei territori di Mezzacorona, Mezzolombardo, Grumo e la sua storicità è stata riconosciuta nel 1971 con l’istituzione della prima Denominazione d’Origine Controllata del Trentino.

Le caratteristiche del vino Teroldego Rotaliano

Il vino è caratterizzato da un colore rosso rubino molto intenso, cupo e quasi impenetrabile. Il profumo ricorda i piccoli frutti di bosco a bacca scura, la mora, il ribes nero, il mirtillo, la prugna a polpa rossa, la marasca, sfumature di morbide spezie, di radice di liquirizia e erbe officinali. Il sorso è ampio, ricco e succoso, morbido e appagante, con una tessitura tannica delicata e un finale armonioso e piacevolmente sapido.

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