Il Verdicchio Metodo Classico per Eccellenza

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Oggi parliamo del Verdicchio, un Vitigno che nelle Marche raggiunge i suoi apici Qualitativi dando origine ad alcuni fra i migliori Vini bianchi d’Italia, con un fortissimo legame territoriale e delle peculiarità organolettiche specifiche e di pregio. Nonostante esperti, guide e moltissimi Appassionati siano concordi col definire i migliori Vini a base Verdicchio delle “perle” Enoiche, la diffusione e la conoscenza sono meno significative di quello che merita, col vasto pubblico dei consumatori che ancora non ha percepito tutte le potenzialità di questo nobile Vino bianco marchigiano.

In letteratura c’è accordo nel sostenere che dalle analisi genetiche ci sia sostanziale coincidenza fra Verdicchio, Trebbiano di Soave e Trebbiano di Lugana (Turbiana), ovviamente poi le singole peculiarità territoriali sono in grado di imprimere al Vitigno particolari sfumature che poi si ritrovano nei relativi Vini.

Per quanto riguarda il nome Verdicchio, pare che sia stato attribuito in funzione delle sfumature verdognole assunte dal colore degli acini in piena maturazione.

Le denominazioni principali delle Marche che si fondano su questo Vitigno sono il Verdicchio dei Castelli di Jesi (provincia di Ancona) e il Verdicchio di Matelica (provincia di Macerata), due zone piuttosto vicine che storicamente si sono create negli anni delle identità ben distinte, con molte affinità organolettiche e delle sottili differenze che ognuno rivendica con orgoglio e passione territoriale.

Uno dei principali pregi del Verdicchio è la sua grande versatilità in funzione delle tipologie di Vino prodotte, infatti con esso si producono Vini bianchi semplici e beverini, altri più complessi e di grande struttura, passando per versioni spumantizzate (Metodo Classico e Charmat), terminando poi con i Vini passiti, dimostrando una grande ecletticità grazie a ottime vette qualitative raggiunte nelle varie tipologie.

L’altro importante pregio del Verdicchio è la sua capacità di generare Vini bianchi con eccellenti potenzialità di affinamento negli anni, sia che vengano prodotti con vinificazione solo in acciaio, sia con un passaggio più o meno lungo in legno, dimostrando l’intrinseca propensione a una positiva evoluzione nel tempo, con risultati ormai conclamati e d’indubbio pregio Enoico.

Per raccontarvi la Qualità che può essere raggiunta da uno Spumante prodotto con Verdicchio, parliamo di una realtà cooperativa marchigiana che è un punto di riferimento per questa tipologia, la Cantina di Colonnara, fondata nel 1959 e che attualmente produce circa un milione di bottiglie l’anno e può contare su circa 110 soci, quindi una realtà dalle grandi dimensioni che ha saputo sviluppare una Qualità Enoica di ottimo livello, in particolare per quanto riguarda i suoi Vini a base Verdicchio.

Parlando di Spumanti alcune delle migliori interpretazioni marchigiane di questa tipologia sono prodotte proprio nella Cantina di Colonnara, inoltre il loro Metodo Classico di punta è oggi da molti inserito nel gruppo composto dalle migliori espressioni italiane nel campo dei Vini rifermentati in bottiglia.

Assieme a voi voglio proprio Degustare questo Spumante dedicato a Ubaldo Rosi, del quale si può apprendere la storia grazie a una piccola pergamena arrotolata che accompagna la bottiglia: nato a Gubbio nel 1799, Ubaldo Rosi fu amministratore dei Beni della Casa Ducale di Leuchtemberg, prima a Fano poi a Osimo e Jesi, rilevante è il suo interesse nei confronti della vinificazione soprattutto degli Spumanti, con importanti successi che hanno portato a definirlo uno dei primi protagonisti del Metodo Classico marchigiano.

Dedichiamoci alla Degustazione del Verdicchio dei Castelli di Jesi Metodo Classico Brut Riserva “Ubaldo Rosi” 2006, prodotto con 100% Verdicchio, affinamento sui lieviti per circa 60 mesi, titolo alcolometrico 12,5%.

Nel bicchiere si presenta con un bel colore giallo paglierino impreziosito da brillanti riflessi dorati, con un perlage sicuramente dotato di finezza e persistenza.

Il comparto aromatico inizia a raccontare l’eleganza di questo Metodo Classico, con profumi molto intensi e dalla piacevole complessità: i sentori di lievito sono piuttosto delicati e subito vengono sovrastati dalle note aromatiche fruttate e floreali che la fanno da padrone, con profumi di fiori bianchi, pesca, scorza di limone e cenni di frutta esotica.

In bocca il quadro di eleganza dipinto da questo Metodo Classico si completa, con un sorso decisamente equilibrato e gradevole, bella cremosità gustativa, il tutto volto a una complessiva piacevolezza di beva che rappresenta il punto di forza di questo Spumante. Calibrata freschezza e la proverbiale sapidità del Verdicchio completano la visione di un Vino che punta sull’eleganza gustativa piuttosto che sui “muscoli”, garbato in tutti i suoi tratti e in grado di coinvolgere i sensi per la raffinatezza con cui sono ben amalgamate le caratteristiche gusto-olfattive.

Personalmente l’ho Degustato a tutto pasto in una cena dove il primo piatto era una Crema di Zucca e Porri, mentre come secondo avevamo un Filetto di Platessa su letto di spinaci e besciamella, pietanze con le quali l’Ubaldo Rosi Riserva ha saputo integrarsi in maniera ottimale, manifestando l’ecletticità con cui è in grado di esprimere la sua struttura elegante, acquistabile per una cifra intorno ai 25 euro per bottiglia.

Invito caldamente a confrontarvi con gli splendidi Vini a base Verdicchio prodotti con orgoglio nelle Marche, molti di voi lo avranno sicuramente già fatto, ma sono sicuro che fra i lettori qualcuno dovrà colmare questa lacuna, riuscite a trovare delle espressioni Enoiche in grado di entusiasmare i vostri sensi: bianco fermo, Spumante, passito, il Verdicchio può dimostrarsi grande in ogni tipologia e l’Ubaldo Rosi Brut Riserva è un eccellente esempio della sua eleganza.

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