Incontro con dei Franciacorta longevi
Scritto da Daniele Sala | Pubblicato in spumanti
Nel corso del Vinitaly 2013 ho avuto il piacere d’incontrare Giovanni Arcari, fondatore assieme a Nico Danesi del progetto “TerraUomoCielo”, una realtà del bresciano che nasce con lo scopo di salvaguardare il mondo agricolo con la creazione di Vini dotati di una precisa identità territoriale, con una conseguente Comunicazione che permetta di raccontarne la filosofia, la storia, le peculiarità. L’intuizione di Giovanni Arcari è quella di investire su giovani imprenditori vitivinicoli con cui condividere una filosofia produttiva ben precisa, con un’identità non influenzata dalle mode del momento, soprattutto creando una specifica Comunicazione che consentisse ai Vini di essere conosciuti e capiti, con un approccio al mercato basato su una personale identificazione.
I requisiti delle Cantine che fanno parte di questo progetto sono i seguenti:
– L’azienda agricola deve essere una realtà contadina
– L’unica fonte di sostentamento deve essere costituita dal Vino
– Deve esistere una potenzialità intrinseca dei suoli dove sono collocati i Vigneti dell’azienda
Attualmente l’attività di TerraUomoCielo affonda le radici in Franciacorta e le aziende che si affidano a tale progetto sono Colline della Stella (Gussago – Brescia) e Camossi (Erbusco – Brescia).
Probabilmente molti lettori di Vinoway che sono particolarmente attivi sul web avranno già sentito parlare di Giovanni Arcari, infatti uno dei suoi punti di forza nella Comunicazione è proprio quello di essere molto presente su internet, in termini di blog e social network, riuscendo così a far conoscere in maniera più capillare la filosofia dei Vini che fanno parte del progetto.
Il valore aggiunto di Giovanni Arcari è insito nel suo carattere e nel temperamento che lo contraddistingue, personalmente lo definisco istrionico e carismatico, un uomo molto convinto delle proprie idee, assolutamente legato al suo Territorio che conosce in maniera approfondita, il tutto unito a una grande capacità dialettica che consente un’efficace Comunicazione.
Fatta questa doverosa introduzione per i lettori che non conoscono la realtà di TerraUomoCielo, arrivo all’argomento principale per cui ho voluto scrivere questo articolo, che fa riferimento proprio al mio incontro con Giovanni Arcari al Vinitaly 2013 e alla Degustazione dei Franciacorta prodotti da Colline della Stella e Camossi.
Nello specifico ci sarà modo in futuro di conoscere più nel dettaglio ognuna di queste singole Cantine, con una Degustazione più precisa dei Vini prodotti, oggi però è un particolare aspetto di cui voglio parlarvi, ovvero della longevità di questi Franciacorta.
Ho avuto modo di Degustare una decina dei loro Metodo Classico, per cui mi sono fatto un’idea ben precisa della filosofia produttiva, fortemente incentrata su residui zuccherini molto contenuti e un’assenza di liqueur d’expedition “invasive” che vadano ad alterare il profilo organolettico del Vino, che deve rispecchiare nella maniera più fedele le peculiarità territoriali delle zone dove sorgono i Vigneti.
Entrambe le Cantine hanno un volume produttivo analogo e che si aggira intorno alle 50-60.000 bottiglie all’anno, i loro Franciacorta hanno molti aspetti comuni in termini di approccio organolettico, ma con delle particolari differenze frutto della territorialità, in questo modo si coglie perfettamente la filosofia del progetto TerraUomoCielo che unisce realtà aventi obiettivi comuni, rispettandone le singole peculiarità.
Il fattore che mi ha spinto a scrivere questo articolo è la longevità di alcuni Franciacorta che Giovani Arcari mi ha fatto Degustare, con lo scopo preciso di farmi toccare con mano cosa significa produrre un Metodo Classico in grado di mantenersi a livelli ottimali per diversi anni dopo la sboccatura.
Le due “chicche” di longevità le ha riservate giustamente per la fine della Degustazione e con un’espressione frutto di un mix fra orgoglio, soddisfazione, consapevolezza, mi ha versato nel bicchiere un Franciacorta Docg extrabrut Millesimato 2006, prodotto con 70% Chardonnay e 30% Pinot Nero, affinamento sui lieviti per 36 mesi, sboccatura avvenuta il 16 Aprile 2010 (ovvero circa 3 anni fa).
Entusiasmante la tenuta nel tempo di questo Franciacorta che si presenta giallo dorato, con un perlage di ottima finezza, i profumi sono decisamente intensi e si snodano su sfumature di lievito dolce, pesca, melone, con una splendida mineralità che mi ricorda la roccia bagnata. Il sorso è intenso e dalla suadente morbidezza, setoso, acidità ancora viva e un’eccellente mineralità che si esprime con una lunga scia sapida finale.
Visto il mio stupore per questo Metodo Classico sboccato circa 3 anni fa, Giovanni Arcari con un sorriso ricco di soddisfazione mi versa nel bicchiere un Franciacorta Docg Brut 2006, prodotto con 90% Chardonnay e 10% Pinot Nero, affinamento sui lieviti per 20 mesi, sboccatura avvenuta il 9 Dicembre 2008 (ovvero 4 anni e 4 mesi fa).
Vi confermo il mio entusiasmo anche dopo l’assaggio di questo Vino, assolutamente integro in tutti i suoi aspetti: giallo dorato, perlage elegante, con un comparto olfattivo ricco ed entusiasmante grazie al ventaglio aromatico composto da frutta bianca matura e accattivante mineralità, nel quale si legge un’evoluzione che ha saputo arricchirne la complessità e le sfumature. In bocca confermo l’ottima impressione avuta al naso, con un sorso di carattere e dall’elegante morbidezza, ben supportato dall’ancor vivida freschezza, con un tono sapido che è sempre presente e concede un finale di bella mineralità.
Entrambi questi Vini sono stati prodotti dalla Cantina Camossi, ma Giovanni Arcari mi ha garantito che risultati analoghi li hanno ottenuti anche con Colline della Stella, semplicemente non li avevano a disposizione allo stand per essere assaggiati.
Non dubito di questa affermazione proprio perché avendo provato 5 Franciacorta di Colline della Stella ho potuto apprezzarne le potenzialità in termini di struttura e con un comparto acido/sapido che sicuramente ha la “potenza” necessaria per regalare longevità e positive evoluzioni in bottiglia.
Ho voluto raccontarvi questa mia esperienza perché mi ha particolarmente colpito e soprattutto ho potuto toccare con mano uno degli aspetti della filosofia di TerraUomoCielo, ovvero la capacità di creare Vini che sappiano mantenere nel tempo la propria Qualità: ringrazio Giovanni Arcari per avermi offerto questa possibilità che ha arricchito il mio bagaglio di esperienza.
Alla fine ho fatto a lui la più classica e scontata delle domande:”Il segreto di tanta longevità?”, con un grande sorriso e poggiandomi la mano sulla spalla Giovanni mi ha risposto:”Lavoro meticoloso in Vigna, rispetto della natura e nessun intervento in Cantina che alteri il frutto”.
In questa risposta apparentemente semplice si racchiudono una filosofia, un duro lavoro e la capacità di “ascoltare” il Territorio assecondando e rispettando le potenzialità del Vigneto: i risultati sono a disposizione di chi voglia Degustare tale longevità.



